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| Domenica 8 Giugno 2008 |
Presentati i dati provinciali del mercato del lavoro 2007
«Un quadro a luci ed ombre». Così l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro e Formazione professionale, Paola Ricci, ha definito la situazione del mercato del lavoro provinciale aggiornata al 2007.
Una situazione complessiva più facile da misurare in seguito alle disposizioni contenute nella Finanziaria per il 2007, che impone ai datori di lavoro di comunicare assunzioni, licenziamenti e cessazioni, anche per la pubblica amministrazione e per il lavoro parasubordinato, con la sola esclusione del lavoro autonomo.
Fra le luci sicuramente il dato dei nuovi rapporti di lavoro che sono stati instaurati nell’anno di riferimento. Sono infatti 5.481 complessivamente le nuove assunzioni con un saldo positivo di 2.263 unità, che fa così registrare un aumento dell’occupazione provinciale.
Un terzo di questi sono stranieri e, dal punto di vista della tipologia degli impieghi, le assunzioni a tempo determinato fanno la parte del leone rispetto a quelle a tempo indeterminato che, invece, registrano una battuta d’arresto. Un dato, questo, confermato anche dalla durata media degli impieghi che è risultata di 98 giornate.
Anche il part time si conferma come formula consolidata, con una media di 21 ore settimanali.
L’aspetto dell’età dei nuovi impieghi rivela che circa la metà di questi riguarda una fascia giovanile, mentre negativo è il dato per gli over 40.
Il saldo positivo di nuovi lavori a donne straniere, suona come una conferma di un mercato che continua ad avere necessità di una significativa assistenza alla persona.
Interessante, poi, il dato sulle cessazioni degli impieghi a tempo indeterminato: il 6% sono dovute a pensionamenti, il 21% a licenziamenti per cessazione di attività e ben il 65% per dimissioni volontarie, anche per la ricerca di lavoro autonomo.
Tra i settori maggiormente dinamici il terziario, la ristorazione, la manifattura e le costruzioni.
Non buoni i segnali per quanto riguarda le qualifiche maggiormente richieste: dalle assistenti domiciliari, alle professioni di base per la ristorazione, alle attività di manovalanza.. Un dato complessivo che rivela ancora il non elevato livello di professionalità e di sapere della domanda.
Cresce dunque il lavoro in provincia, ma cresce parallelamente anche il numero di perone in cerca di lavoro, con un tasso di disoccupazione che si attesta attorno al 5,5%, secondo i dati utilizzabili del 2006.
«Un mercato del lavoro con elementi positivi e negativi – ha concluso l’assessore Ricci – ma che denota anche un aumentato dinamismo rispetto agli anni precedenti».
Per una riflessione più approfondita bisogna attendere l’autunno, con la consueta presentazione del rapporto statistico del mercato del lavoro provinciale.

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