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Venerdì 23 Luglio 2010
Gli insospettabili effetti dell'acqua

Dovete studiare o lavorare fino a notte fonda rimanendo ben svegli. Volete perdere un po' di peso. State per donare il sangue e vorreste evitare di svenire come vi è successo la volta scorsa. La soluzione, in tutti i casi, è bere. Ma non indovinereste mai che cosa: un semplice, normalissimo bicchiere d'acqua. Lo dimostra uno studio pubblicato su Hypertension, spiegando che l'acqua fa ben altro che togliere la sete.

PRESSIONE - David Robertson, farmacologo e neurologo alla Vanderbilt University di Nashville, in Tennessee, scoprì già dieci anni fa che l'acqua ha un effetto ipertensivo nei pazienti senza baroriflesso, privi cioè del sistema che mantiene la pressione nella norma. Non ha effetti significativi nei sani, dove però fa contrarre i vasi sanguigni e aumenta l'attività del sistema simpatico, quello che ci predispone alla lotta o fuga in caso di allarme, ci mette in allerta e fa aumentare il dispendio energetico. Per capire meglio che cosa succede, Robertson ha deciso di studiare il fenomeno nei topolini, scoprendo, intanto, che non dipende da meccanismi dovuti all'introduzione dell'acqua in bocca o nell'esofago: anche iniettarla nello stomaco porta allo stesso effetto ipertensivo. Nessuna conseguenza, invece, se si inietta una soluzione salina (ovvero acqua contenente sali): significa che l'effetto non è dovuto a una semplice "tensione" dei tessuti, stirati quando si introduce un bel po' di liquido. Il motivo per cui l'acqua aumenta la pressione, hanno scoperto gli statunitensi, è un altro: diluisce il sangue in partenza dallo stomaco, riducendo quindi la concentrazione dei sali che vi sono presenti; questo allerta l'organismo, attiva il sistema simpatico e fa aumentare la pressione del sangue per riportare la concentrazione dei sali nella norma, attraverso l'azione di una proteina chiamata Trpv4. I topi che non la possiedono, infatti, non rispondono all'acqua.

PESO E SVENIMENTI - Il significato fisiologico dell'effetto pro-ipertensivo dell'acqua, oramai accertato, resta da chiarire. Ma alcune conseguenze dell'attivazione del sistema simpatico possono essere messe a frutto: «Questa attivazione comporta un maggior dispendio energetico - spiega Robertson -. Ho calcolato che semplicemente bevendo ogni giorno un litro e mezzo di acqua, senza cambiare niente altro nella dieta, si possono perdere oltre due chili nel giro di un anno. Non è la risposta ai nostri problemi di peso, ma di certo è interessante pensare che una semplice iperattivazione del sistema simpatico possa comportare un tale effetto». C'è un'implicazione ancora più immediata degli studi di Robertson: la Croce Rossa americana, sulla base delle prime segnalazioni del ricercatore, ha condotto uno studio per verificare se bere acqua prima di donare il sangue può ridurre il rischio di svenimento. È così: mezzo litro d'acqua prima del prelievo abbassa del 20 per cento la probabilità di perdere i sensi. «Non è un effetto da poco: molti donatori non ripetono l'esperienza se svengono dopo aver dato il sangue. Il numero dei donatori può crescere adottando uno stratagemma semplice, semplicissimo: come bere un bicchier d'acqua», conclude Robertson.





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