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| Luned 20 Luglio 2026 |
Bere vino rosso d’estate
Gli amanti del bere bene non hanno dubbi, e anche il vino rosso non può che seguirli in vacanza: gli appassionati berranno vino anche in estate, al mare, in montagna o nella tranquillità delle grandi città. Il vino rosso d’estate è preferibile da bere la sera, perfetto per grigliate ed aperitivi, il rosso “chilled” diventa una scelta di stile, sdoganando uno dei più grandi tabù del servizio.
Nelle giornate dal clima più caldo, quando i cibi si fanno più leggeri, anche la scelta del vino deve rispondere a caratteristiche di freschezza e aromi. E i mesi estivi sono l’occasione per portare in tavola vini rossi di freschezza vibrante, con una buona componente aromatica e un tannino delicato. D’estate le giornate si allungano e la tavola si sposta all’aperto: il servizio del vino cambia, diventando una risposta alla stagione. In questo equilibrio delicato, la temperatura di servizio è il dettaglio che fa la differenza.
Vini rossi di struttura come un calice di Brunello di Montalcino o di Barolo d’estate si possono proporre ad una temperatura anche di 13-14 °C, come un atto di attenzione ed accoglienza. Permettendo all’ospite di godere della complessità di un vino rosso senza la pesantezza della percezione alcolica data dalle alte temperature estive.
Il problema è che, a volte, i vini rossi continuano ad essere serviti alla cosiddetta temperatura ambiente, ma ci si dimentica che per ambiente si intende temperatura di cantina, quindi temperature decisamente più basse di quelle che registriamo in estate. Meglio però evitare di servire a temperature basse vini troppo giovani e con tannino troppo aggressivo, si rischia altrimenti una sensazione astringente. “Per il mio gusto personale, i vini rossi li assaggio tra 15 e 17 gradi, non oltre - spiega Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi - primo, si sente meno l’alcol, non c’è dominanza alcolica come se si servisse a 20-22 °C, quindi, c’è più equilibrio tra i vari componenti ed anche una migliore percezione della qualità del vino”.
I produttori di vino oggi cercano una freschezza e una bevibilità come mai in passato. Così tanti grandi nomi del vino made in Italy seguono le nuove rotte del gusto, proponendo anche vini rossi nati ad hoc per essere serviti in estate ad una temperatura più bassa.
La cantina Masi, griffe della Valpolicella, con la linea Fresco ha creato un Rosso Verona Igt a base di Corvina e Merlot, leggero e versatile, pensato per il consumo quotidiano e adatto a essere gustato ad una temperatura più bassa. La prestigiosa cantina sarda Siddùra lancia Èros, un rosso della Gallura pensato per essere servito a temperature più basse. In Puglia, Tormaresca, la cantina pugliese della famiglia Antinori, firma l’ormai classico Fichimori, un Negroamaro e Syrah dai tannini morbidi indicato per l’aperitivo e per piatti di pesce o carni bianche, da servire ad una temperatura di 6-8 °C. Il fenomeno, però, non è solo italiano: oltreoceano si parla di “chillable reds”, rossi succosi da servire freddi che contendono a bianchi e rosé il titolo di vini-simbolo dell’estate. Negli Stati Uniti si assiste ad una vera conversione verso rossi più leggeri, ideali per la bella stagione, scelti perché coerenti con un lifestyle fatto di cibi light, cucina vegetariana e minor consumo di alcol.
I consumatori cercano sempre più leggerezza, digeribilità e dinamismo, rifiutando l’idea che l’estate debba essere una stagione di soli bianchi e bollicine. Questa tendenza positiva potrebbe facilitare il consumo di vini rossi in particolare quelli più delicati e fruttati, nelle nuove generazioni di consumatori, per le quali si registra, come è noto, una diminuzione generale nel consumo dei rossi.
Come si vede, in conclusione, il vino rosso d'estate si beve e con grande piacere! A vincere nella scelta è il gusto personale.
Valentina Bolla

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