Giovedì 1 Ottobre 2026    

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2026-10-01 Fondazione Cariverona assegna le risorse del bando Capitale naturale 2026: quattro interventi dalla città alla pianura fino al Monte Baldo, per rigenerare habitat, risorgive e biodiversità. Nel complesso il bando sostiene 11 progetti con 4,5 milioni di eu 2026-10-01 Riapre la “Domus Sancti Zenonis” - Casa di San Zeno. Conclusi i lavori, presso il palazzo Vescovile di Verona, per restituire alla città una Casa più sicura e restaurata. Fondamentali i fondi Pnrr e il contributo Cei. Un grande, riuscito intervento… 2026-09-30 “In City Golf “ torna a Verona: il 3 ottobre, la città, nuovamente “campo da Golf “ a cielo aperto. 18 buche e 72 giocatori nel cuore del centro storico. Piazza Bra ospiterà anche il ‘public hole’ aperto a tutti. 2026-09-30 Beni confiscati, a Verona il convegno del Comune: "Restituirli alla comunità significa impoverire le mafie". In Veneto, 247 immobili in amministrazione e 290 già destinati Verona, seconda provincia per beni in amministrazione. Magistrati, Prefetto 2026-09-30 Nasce il Comitato Coldiretti “San Moro”: un unico team, per Badia Calavena e San Mauro di Saline. Si rafforza la presenza dell’Organizzazione, in quota, per dare voce e supporto agli agricoltori di montagna 2026-09-30 XXXV JOB&ORIENTA 2026 Fiera di Verona, da mercoledì 25 a sabato 28 novembre. “Abitare i cambiamenti valorizzando il pensiero critico e creativo”. Novità 2026: focus sulle competenze e le professioni dei settori arte, cultura e spettacolo 2026-09-30 Vino: Gambero Rosso premia ancora Fongaro spumanti. Tre bicchieri per l’etichetta viola. Tanita Danese: premiato il vitigno Durella. L’azienda cresce anche all’estero 2026-09-30 BENI CONFISCATI, A VERONA IL CONVEGNO DEL COMUNE: "RESTITUIRLI ALLA COMUNITÀ SIGNIFICA IMPOVERIRE LE MAFIE" 2026-09-30 BANDO CONTRIBUTI MINISTERIALI 2025 PER L’ACCESSO AI FONDI PER LA VIDEOSRVEGLIANZA: 15 PROGETTI TRASMESSI DALLA PREFETTURA AL MINISTERO DELL’INTERNO 2026-09-30 MISURE ANTISMOG. DAL 1° OTTOBRE SI RIATTIVANO LE DISPOSIZIONI DI LIMITAZIONE ALLA CIRCOLAZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE 2026-09-30 VINO: GAMBERO ROSSO PREMIA ANCORA FONGARO SPUMANTI. TRE BICCHIERI PER L’ETICHETTA VIOLA 2026-09-30 L’UNICEF conferma l’IRCCS di Negrar
Ospedale Amico delle bambine e dei bambini 2026-09-30 Comunicare il welfare per valorizzare le persone 2026-09-30 IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA XXXV festival internazionale di musica 8 settembre – 30 settembre 2026 Teatro Filarmonico di Verona 2026-09-29 Misure antismog, a Verona. Dal 1° ottobre, si riattivano le disposizioni di limitazione alla circolazione su tutto il territorio comunale
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Curiosità

Pordenone dal 1278 al 1508 appartenne direttamente agli Asburgo configurandosi come territorio austriaco in terra friulana. In seguito passò a Venezia.

Con la rivoluzione industriale si assiste ad una notevole mutazione socio-antropologica di Pordenone, che si trasforma in una ricca città industriale, con tutti i costi umani e sociali che l'industrializzazione poteva comportare. Un settore particolarmente trainante fu quello dei cotonifici di Roraigrande, Torre e Borgomeduna; queste manifatture ricoprono un ruolo decisamente importante dal punto di vista degli studi microstorici sulla storia delle donne (gender studies). Il settore, infatti, impiegava quasi totalmente donne, che sottratte alla cornice di subordinazione della famiglia dominata dalla cultura patriarcale, potevano, attraverso le esperienze dell'associazionismo e del sindacato, sperimentare la libertà e sviluppare una coscienza femminile.
Le istituzioni hanno dato il via ad una operazione di ricerca e di protezione di questa memoria, attraverso l'organizzazione di un grande archivio e alla realizzazione di spettacoli teatrali che raccontano alle nuove generazione questa singolare storia di Pordenone.
Dopo la seconda guerra mondiale il settore del cotone è definitivamente tramontato, scalzato dal primato dell'industria di cucine Zanussi, poi assorbita dal colosso svedese Electrolux.

La sera del giovedì grasso non perdete in Piazza della Motta il rogo della vecia, manifestazione carnacialesca molto diffusa in nord Italia dove la vecia simboleggia la stagione invernale che muore; per l'occasione gustate le tipiche pinze.

Durante il Rinascimento la città produce una ricca scuola pittorica che si raccolse attorno alla figura del maestro Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenon, che sintetizzò abilmente suggestioni giorgionesche, il tratta livido del Mantegna, con la fisica monumentalità di Michelangelo, partorendo delle figure che nella loro magniloquenza e fisicità, potremmo considerare protomanieriste. Furono suoi allievi pordenonesi Giovanni Maria Zaffoni e Pomponio Amalteo. Altro valido pennello cittadino, invece, Gaspare Nervesa, fu allievo del cadorino Tiziano.

Il toponimo Pordenone deriva da Porto Naonis, l'antico porto fluviale che collegava grazie al Noncello la città fino all'Adriatico; il porto è oggi un interessantissimo parco aquatico fluviale di grandissimo pregio ambientale e paesistico.

Pordenone e la magia: è la città del celebre mitico mago Aquino Turra che, nel seicento, usava spesso i suoi poteri anche per conquistare le bellezze cittadine!
Si narra che la fattucchiera pordenonese Giacoma Pittacola, grazie ai suoi poteri infernali, sia riuscita a fuggire dai roghi dell'inquisizione per più di venti volte... brrrr!

Fra Odorico da Pordenone, nominato beato nel 1755, è passato alla storia come l'Apostolo dei Cinesi, essendosi distinto in una intensa attività missionaria che l'ha visto nel 1300 viaggiare incessantemente fra Asia minore ed estremo Oriente. Bisogna segnalare che i documenti redatti da questi antichi missionari hanno rivestito notevole importanza nello sviluppo della storia di discipline come la filosofia, la teologia e l'antropologia, quest'ultima in particolare, scienza sociale tipicamente ottocentesca.
La descrizione di queste popolazioni lontane ha offerto, infatti, ai filosofi, la convinzione che l'uomo a tutte le latitudini crede in un dio e, agli antropologi, la prova che i costumi e la cultura materiale si differenziano profondamente da paese a paese.

Oscuro medioevo! Il Castello di Torre è un edificio di grande pregio architettonico, che nel medioevo fu teatro di cruente gesta. La famiglia dei Torre Ragogna, durante il quattrocento, si persuase di usare delle brutali truppe mercenarie per ricondurre all'ordine i riottosi contadi locali di Pordenone. I Pordenonesi per vendicarsi fecero precipitare sulla rocca la furia dell'esercito di Nicolò Nordax che incendiò il castello e sterminò la signoria, uccidendo donne e bambini.
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