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| Mercoled 15 Maggio 2024 |
VERONA Palazzo Maffei e Centro OMS in Salute Mentale Università VR: al via Progetto MINERVA/percorsi museali per valutare effetti su benessere mentale
prevenzione e nella cura in questi ambiti.
Il benessere psicologico è definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come parte integrante e imprescindibile della salute individuale, con un’attenzione particolare non solo al trattamento delle malattie, ma anche alla promozione della salute e alla prevenzione delle stesse.
In questi anni si è assistito, in Italia e nel mondo, ad un aumentato consumo di ansiolitici e antidepressivi. La stessa OMS segnala come il primo anno della pandemia da Covid 19 abbia prodotto a livello globale un aumento di più del 25% dei disturbi depressivi e ansiosi, soprattutto tra giovanissimi e fasce di popolazione più fragili.
L’uso di psicofarmaci nel 2022 in Italia ha riguardato otto milioni e mezzo di persone tra i 18 e gli 84 anni, soprattutto donne. Ansia, stress, basso tono dell’umore, disturbi del sonno e in generale sono tutte condizioni che sono andate aumentando, portando a un peggioramento della qualità della vita e all’isolamento sociale.
In questo contesto, un numero crescente di ricerche suggerisce ormai che le attività artistiche e culturali possano essere importanti per promuovere la salute mentale e il benessere della popolazione, a livello sia individuale che collettivo.
Alla luce di queste evidenze, nasce il progetto MINERVA grazie alla collaborazione tra Palazzo Maffei Casa Museo, nato a Verona dalla collezione privata della Fondazione Carlon con oltre 650 opere, e il Centro OMS per la ricerca in Salute Mentale dell’Università di Verona.
Il progetto, grazie alla collaborazione tra medici specialisti, operatori culturali e storici dell’arte, ha l’obiettivo di creare un percorso culturale all’interno di una realtà museale, e di valutare l’impatto che può avere l’esperienza artistica, in particolare l’esperienza museale, per migliorare il benessere psicologico, la sintomatologia ansioso depressiva e il funzionamento generale.
Il progetto MINERVA – che prenderà il via in una fase pilota il prossimo 27 maggio per essere poi riproposto in forma continuativa - prevede quindi un percorso culturale strutturato in 3 visite guidate, a cadenza settimanale, ciascuno di durata inferiore all’ora durante i quali i partecipanti saranno guidati da uno storico dell’arte interno al Museo alla fruizione artistica dei capolavori esposti. Ogni intervento si distinguerà dal precedente per le tematiche in esame, focalizzando l’attenzione e la curiosità dei partecipanti sulle variegate sfaccettature che compongono la Collezione.
Responsabili del progetto sono la Professoressa Michela Nosè, docente di Psichiatria e presidente del Comitato unico di garanzia dell’Università di Verona, il Professor Corrado Barbui, docente di Psichiatria e Direttore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento, e Vanessa Carlon, Direttrice di Palazzo Maffei Casa Museo e Vicepresidente della Fondazione Carlon, Verona.
L’obiettivo di ogni visita converge nel raccontare la doppia anima del percorso espositivo attraverso il dialogo tra antico e moderno, la cura collezionistico-allestitiva, l’impianto museografico e la varietà di punti di vista con cui decifrare una stessa opera, e sarà così strutturato:
1° incontro: ANTICO E CONTEMPORANEO: UN DIALOGO CONTINUO
2° incontro: SCIENZA NASCOSTA NELL’ARTE
3° incontro: ARTE E BENESSERE PSICOLOGICO: UNA CONNESSIONE CON LE OPERE
“La collaborazione con Palazzo Maffei Casa Museo da parte del Centro OMS dell’Università di Verona è per noi particolarmente importante – spiega la prof.ssa Michela Nosè - perché risponde al bisogno di promuovere nuovi percorsi di promozione del benessere psicologico, e valutarne l’efficacia.
Il progetto Minerva ha l’obiettivo di offrire alla cittadinanza un percorso museale, con una valutazione del benessere psicologico prima e dopo il percorso, proprio per capire come, in che ambiti e su che sintomi può esserci un impatto e quali possono essere i fattori associati alla sua implementazione ed efficacia, per poi creare le condizioni locali necessarie per lo sviluppo e la diffusione del progetto”.

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