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| Gioved 29 Gennaio 2026 |
Il “Càrnevàl” di Lavagno, Verona, 2026: sabato 31 gennaio, molte le maschere partecipanti, da Verona e provincia, ma, centrali, nell’evento, le maschere “I Conti del Busòlo”, Vago di Lavagno. Storia della ”contea”…
“È stato presentato, mercoledì 28 gennaio, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, l’appuntamento con il Carnevale a Lavagno, in programma sabato 31 gennaio. Sono intervenuti: il Vicepresidente della Provincia e Vicesindaco di Lavagno con delega alle Manifestazioni, David Di Michele il Sindaco di Lavagno, Matteo Vanzan Luciano Dorico, Consigliere del Coordinamento dei comitati carnevaleschi della provincia Giulio Franceschini, Presidente del comitato "I Conti del Busolo”, con le maschere carnevalesche e Alessandro Chiarini, Direttore commerciale di Avesani Spa. Il via ai festeggiamenti è previsto sabato alle 13, con una camminata con i protagonisti del Carnevale da piazza San Francesco, a Vago, fino a San Pietro di Lavagno. La sfilata è, invece, in programma alle 14.30: le maschere con il sanzenato, 496° Papà del Gnòco, accompagnate dal Corpo Bandistico comunale “Carlo Montanari” e dalle Majorettes di Lavagno, partiranno, da via Scolare. A chiudere i festeggiamenti, al termine del corteo in piazza Vischi, spettacoli e un momento conviviale per tutti i partecipanti. “El Càrnevàl de Lavàgno” è organizzato dal Comune, Assessorato agli eventi e manifestazioni, con il supporto del Comitato Carnevale Vago "I Conti del Busolo" e di numerose Associazioni di volontariato locali”. Dal punto di vista storico, ossia, sulle origini della denominazione de “I Conti del Busòlo”, oggi nostre eleganti maschere, che parlano da sole, ci aiuta l’attivo presidente, appunto, del Comitato “I Conti del Busòlo”, Giulio Franceschini, con il seguente, dettagliato testo chiarificatore: ”Le maschere dei Conti del Busòlo prendono spunto dai Da Lisca, antichissima ed illustre famiglia fiorentina, appartenente ai Guelfi di parte Nera. Con la prevalenza della parte Bianca, sostenuta da Carlo di Valois, fu cacciata da Firenze ed arrivò a Verona, allora dominata dagli Scaligeri, all’incirca, nel 1300. La prima traccia della loro presenza nella nostra città è offerta dalla tomba di Giovanni da Lisca, datata 1324, presente nella chiesa di Santa Maria in Organo. Per meriti di fedeltà verso i Visconti, signori di Verona, nel periodo di transizione, tra gli Scaligeri e la Serenissima Repubblica di Venezia, nel 1391 il cavalier Guglielmo Da Lisca venne investito del feudo di Formighédo e del Busòlo, con il titolo di conte. Feudo confermato ai Da Lisca, anche dai Veneziani. Passarono i secoli e la famiglia dei Conti si trasferì dalla primitiva residenza della contrada Formighédo, nella vicina, bella e accogliente villa del Busòlo, dove, ancora oggi, al suo interno, si trova l’Oratorio della Santa Croce. Nel 1850, il Conte Carlo Da Lisca, che fu anche sindaco di Lavagno, consigliato dalla moglie Elisa Rebustelli, vi istituì la “Festa del Pane”, che fino a prima della riforma liturgica, cadeva, il 3 maggio, e successivamente venne spostata al 14 settembre. In questa occasione, tutti i dipendenti del Conte, nonché la popolazione di Vago e dei paesi limitrofi erano invitati alla Messa, celebrata nella chiesetta della villa. Alla fine della cerimonia religiosa, veniva distribuito il pane benedetto. Questa festa fu interrotta, soltanto nel periodo del Secondo Conflitto Mondiale (1940-45). Venne in seguito ripresa fino al 2009, dal conte Giorgio, l’ultimo dei Da Lisca, a risiedere nella villa del Busòlo, fino al 2010, anno della sua morte. La tradizione della “Festa del pane” spiega perché la corte, che nelle sfilate carnevalesche segue i Conti del Busòlo, è composta da figuranti vestiti da contadini, da panini, da sacchetti di pane e da fornai in bicicletta. Il Comitato del Carnevale di Vago, prima di allestire questa maschera e per non urtare la sensibilità di nessuno, ha chiesto e ottenuto il consenso dagli eredi Da Lisca, per poter utilizzare questa storia. Bello, sapere che Lavagno gode di un’attiva presenza associativa, che organizza un proprio ‘Càrnevàl’ e che il Comune di Lavagno ne è essenziale patrocinatore: una collaborazione importante, costruttiva, vicina alla gente, e alla quale va la nostra sentita lode. Lode, anche perché, accanto all’allegria e alla serenità, che adduce il Carnevale, come sopra ci piace notare, vivo emerge l’importante lato culturale. Nella foto, la medaglia di commenda del Carnevale di Vago di Lavagno.
Pierantonio Braggio

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