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| Domenica 1 Novembre 2026 |
Sergio Pasetto: novant'anni di vita, di pittura e di scultura. L’artista, veronese e sincero amico di Verona, festeggia i novant’anni. Testimoniano la sua feconda attività artistica numerose, parlanti opere, allocate, in molte zone della città scalige
D: Signor Pasetto, mentre ci congratuliamo con Lei per i Suoi novant’anni, augurandole un futuro di ulteriori soddisfazioni, gradiremmo iniziare questo incontro, con qualche dato sui primi anni della Sua vita…
R: Ricordo la mia felice infanzia, di prima della Seconda guerra mondiale: non provai mai paura, né giudicai i fatti. Oggi la guerra squalifica l’umano e rende piccola e inutile la sua presenza sul pianeta terra. La guerra non è arte. L’arte è un dono, una conquista e, nello stesso tempo, un tormento, ma ti dà la forza di vivere, di esistere.
D: Se non andiamo errati, Lei ha sempre avuto una particolare inclinazione per l’Arte… Quando si è reso conto di poter entrare in tale importante, ma non semplice mondo? Non semplice, perché lo stesso richiede conoscenze storiche e tecniche, nonché doti particolari.
R: Non mi sono reso conto, all’inizio, che l’arte è un dolce peso che ti dice: "Vai avanti da uomo libero, non creare il nulla, ma l’utile e ciò che vedi dal di dentro". A 11 anni, il mio insegnante consigliò a mia madre di iscrivermi a una scuola d’arte. Non ho particolari ricordi e non fui entusiasta di tale esperienza affrontai l’arte come un’avventura. L’arte non si impara a scuola…: l’arte è dentro di te, brucia e spinge, ti fa star male, ma ogni dipinto alla fine è una conquista, una realizzazione di un progetto, di un’idea. Ho sempre affrontato questa passione, questo mestiere di petto, come una sfida continua e a volte ostinata.
D: Ci può raccontare qualcosa, sulla Sua iniziale attività lavorativa? Subito arte o altri settori d’impegno? R: Non si poteva decidere a quei tempi, bisognava fare. E così, per 4 anni, andai a lavorare per un orafo di Verona, un mestiere, che già presagiva la mia natura artistica. Poi, con gli anni, ho cambiato completamente settore: sono stato un attivo venditore di automobili, senza mai dimenticare il mio amore per l’arte. Come ho già cennato, ho fatto molti lavori nella mia vita, ma il fuoco dell’arte non si è mai spento. La vita è Arte, ogni giorno si gioisce e si soffre. Tutto ciò che l’uomo fa, a volte, inconsciamente è arte.
D: Per quali campi artistici si sentiva, inizialmente, più portato? Scultura, pittura…
R: Scelsi la pittura, ero soddisfatto dei miei risultati. La passione mi travolse per anni: dipinsi opere, che mettevano in evidenza temi sociali, erano vere e proprie denunce, così i critici mi definirono “l’artista del sociale”. Milano è stata la mia palestra, per proiettare la mia arte come messaggio. Poi, un giorno, un Frate scultore, di nome Beniamino, mi disse: “Per me tu sei uno scultore, perché i tuoi dipinti esprimono forza”. E fu così, che mi “battezzò” e avviò…
D: Conoscendo il numero e l’alta qualità delle Sue opere, eseguite nel settore della scultura, ci piacerebbe conoscere quando e come Lei si sia concentrato, particolarmente, sulla stessa.
R: Trent'anni di durissimo lavoro e studio della materia. La terra creta ti penetra nell’anima, l’anima nella terra si accende, ti riscalda e, in quel momento, le mani compiono il miracolo. Non lo so se sia talento: so che è un mistero. Non sono io il talento: è un fuoco, che c’è dentro ad ogni artista.
D: Abbiamo accennato ai Suoi molti lavori, che attirano l’attenzione, in diversi luoghi e nei giardini veronesi… Ma c’è qualcosa anche fuori Verona…
R: Sì, ci sono molte opere fuori da queste mura. In Val di Non, a San Romedio, e a Taio, nella Chiesa del cimitero, sono presenti le formelle della mia Via Crucis e miei dipinti. A Washington, alla Casa Bianca, è ospitato un mio bronzo, che raffigura le “Torri Gemelle” ... In Russia, all'interno di un importante parco culturale, è presente la storia di Romeo e Giulietta, raffigurata, con dodici formelle in bronzo. Lavori diversi si trovano anche, in tante altre città…
D: Quali temi ha trattato e tratta, oggi, nelle Sue raffigurazioni scultoree? R: Ogni mio lavoro nasce, per evidenziare l’umano, per denunciare le ingiustizie e le storture sociali amo anche la natura. Nel mio pensiero c’è l’infinito, il mistero. Faccio scultura, per entrare nel pensiero divino…
D: Gli anni, che compie Le permettono di operare felicemente, anche oggi. Ha qualche ulteriore opera in lavorazione che, prima o poi, verrà fatta conoscere? Vivacità e volontà di continuare a impegnarsi non Le mancano… R: La passione di creare può superare ogni ostacolo, anche quello dell’età. Lo spirito non invecchia mai e vado avanti, anche per riempire i miei vuoti. In questo momento della mia vita, la difficoltà, data dall'età, mi spinge alla creazione dell’impossibile. La mia prossima opera sarà incentrata sulla “Forza, per affrontare un lungo viaggio"!...
Grazie, signor Sergio, per quanto ci ha narrato, e mille auguri per un buon “artistico” proseguimento…!
Nella foto: Sergio Pasetto e la sua arte...
Pierantonio Braggio

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