Mourinho: «Interista per sempre,
L'Inter è rimasta nel cuore di José Mourinho. In un'intervista esclusiva pubblicata dallaGazzetta dello Sport, l'ex tecnico portoghese dei nerazzurri, ora alla guida del Real Madrid, parla della sua nuova avventura ma non dimentica i trionfi con il club di Massimo Moratti. «Forza nerazzurri, lo dico col cuore, spero che vincano tutto, tranne la Champions League - spiega lo Special One -. Con Moratti mi sento ogni settimana, se avessi l'ossessione dei titoli sarei rimasto. Non chiedetemi di essere distaccato, è presto e sono ancora tifoso. Tra qualche anno forse ci riuscirò. Come vedo la nuova Inter? Non ho visto un secondo di una partita, né amichevoli né Supercoppe. Non saprei cosa dire. I risultati però li conosco, come quelli delle altre mie ex squadre. Con Moratti il rapporto continua, siamo amici, io faccio parte della sua storia, lui della mia. Sono un professionista: come sempre, devo chiudere un capitolo della mia vita e aprirne un altro, ricordando cose belle e meno belle, senza nessun rimpianto. Quando chiudo, chiudo».
MILAN - Il Milan? «È molto più forte dell'anno scorso ma di scudetto non parlo, non mi riguarda». In Champions sì, però, visto che l'incontrerà nel girone. «Il Milan, in Europa, è diverso. Anche quando in campionato non gioca bene, come l'anno scorso, nelle coppe va a vincere al Bernabeu. Ha quello status psicologico che l'Inter, fino all'anno scorso, ancora non possedeva e che adesso porterà sempre con sé. Il Milan è davvero forte».
José Mourinho (Reuters/Gea)
PRONOSTICO - Ma la Champions chi la vince? Real Madrid, Barcellona, Inter, Milan, Chelsea, Manchester United e Bayern Monaco: una di queste. Può esserci una sorpresa Lione come semifinalista l'anno scorso: Roma, Arsenal, Tottenham, Benfica, ma è difficile».
PALLONE D'ORO - Nel suo pensiero Mourinho torna in Italia. «Non manco a molti allenatori italiani, ma anche loro non mancano a me». E sul Pallone d'oro ha un'opinione precisa: «Deve prenderlo Sneijder. È vincente e sempre decisivo». Non Iniesta o Forlan: il primo ha segnato il gol più importante dell'anno, ma «nel resto della stagione era infortunato». Il secondo «ha vinto l'Europa League ma solo perché il suo Atletico è retrocesso dalla Champions». Infine un commento alle possibili introduzioni tecnologiche nel calcio: «È impossibile che non si introduca la tecnologia del gol-non-gol: è elementare ed evita le ingiustizie. Peggio di come è ora non può andare».

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