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| Martedì 14 Aprile 2020 |
PROROGATE FINO AL 3 MAGGIO TUTTE LE ORDINANZE. SBOARINA: “NESSUN ALLENTAMENTO DELLE MISURE, ANZI, MASCHERINA OBBLIGATORIA E DISTANZA DI DUE METRI”
Prorogate, fino a domenica 3 maggio, le ordinanze del sindaco emesse fino ad ora per far fronte all’emergenza Coronavirus. A Verona rimane quindi vietato l’accesso ai pedoni in tutte le piste ciclopedonali, alle aree verdi (compresi i bastioni del Parco della Mura) e alle alzaie del fiume Adige. Non ci si può sedere sulle panchine ubicate nelle piazze, nei giardini, nelle aree verdi e lungo le strade. Restano chiusi i 99 parchi giochi comunali.
In vigore ancora l’accesso contingentato alle aree cani, una persona alla volta e per un massimo di cinque minuti. Così come è possibile circolare in bici sulle piste ciclopedonali, ma solo ed esclusivamente per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità. Prorogata al 3 maggio anche la gratuità e la sosta senza limiti di tempo su tutti gli stalli blu e a disco orario. Mentre per effetto dell'ordinanza regionale di ieri cade il divieto veronese all'attività motoria che è consentita in prossimità della propria abitazione, ma con precise limitazioni: attività individuale, con mascherine e guanti, a distanza di due metri fra le persone.
“I comportamenti che dobbiamo tenere sono esattamente gli stessi che abbiamo messo in atto fino a ieri. Non c’è nessun allentamento delle misure – ha detto il sindaco Federico Sboarina, questa mattina durante la diretta streaming –, non siamo ancora passati alla fase 2. Per questo ho deciso di prorogare tutti i divieti e i provvedimenti adottati fino ad ora. Misure che ci hanno permesso di limitare e contenere i contagi e frenare questa pandemia. Ho deciso di riallineare Verona sull'attività motoria nei pressi dell'abitazione perchè Zaia ha reso obbligatorie le mascherine e perché da noi i contagi nell’ultima settimana risultano circoscritti all’interno di comunità chiuse e non più diffusi in città. Il messaggio comunque non è cambiato, dobbiamo rimanere a casa proprio per non vanificare questi risultati”.
Novità per chi esce da casa. Per effetto dell’ordinanza regionale del 13 aprile, da oggi è obbligatorio indossare mascherina e guanti (o portare con sé il disinfettante) ogni volta che si esce da casa. La distanza da rispettare tra una persona e l’altra passa da 1 a 2 metri.
Negozi. In linea con quanto stabilito dal Governo con il decreto del 10 aprile, da oggi possono aprire al pubblico librerie, cartolibrerie e negozi specializzati nella vendita di vestiti per bambini e neonati. Ma, come deciso ieri dalla Regione Veneto, solo due giorni alla settimana, festivi esclusi. Tutti gli altri negozi, tranne ovviamente supermercati, farmacie e parafarmacie, restano chiusi.
“Ho già chiesto alle associazioni di categoria che mi comunichino quanto prima quali saranno le due giornate di apertura – ha spiegato Sboarina -. Faremo controlli mirati e costanti per evitare ogni violazione e soprattutto il crearsi di assembramenti. In particolar modo le librerie del centro non devono diventare un luogo di ritrovo e di aggregazione. Ci deve essere uno scrupoloso rispetto delle norme di sicurezza e gli ingressi devono essere contingentati, altrimenti sarò costretto ad emanare provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli di governo e regione”.
In ottemperanza ai decreti ministeriali, rimangono sospese tutte le attività che implicano assembramenti di persone. Oltre alle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado (compresi i nidi e le università della terza età), restano chiusi cinema, teatri, musei, biblioteche e altri luoghi di cultura. Così come ristoranti, bar, palestre, locali notturni e discoteche. Sospese tutte le cerimonie, le manifestazioni e gli eventi in luogo pubblico e privato di qualsiasi natura: culturale, ludica, sportiva, religiosa. Resta obbligatoria l’autocertificazione per tutti gli spostamenti, consentiti solo per comprovati motivi lavorativi, di salute o per necessità, come fare la spesa o raggiungere la farmacia più vicina. Tranne per queste tre motivazioni, permane il divieto di muoversi da un comune all’altro. E quindi anche quello di raggiungere le seconde case.

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