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| Giovedì 30 Giugno 2022 |
'IL MERCANTE DI VENEZIA' CON FRANCO BRANCIAROLI APRE IL FESTIVAL SHAKESPEARIANO. TORNANO DOPO DUE ANNI I GRANDI ALLESTIMENTI
Sarà la prima nazionale de ‘Il mercante di Venezia’, interpretato da Franco Branciaroli e diretto da Paolo Valerio, a inaugurare il Festival Shakespeariano 2022, nucleo centrale della 74a Estate Teatrale Veronese. La manifestazione, organizzata dal Comune di Verona, dopo due anni di limitazioni e restrizioni, torna con i grandi allestimenti dedicati al Bardo.
Venerdì 1 e sabato 2 luglio, alle ore 21.15, torna sul palcoscenico del Teatro Romano un personaggio monumentale, portato in scena da una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli, che offrirà una prova magistrale nel ruolo di Shylock, figura sfaccettata, misteriosa, crudele nella sua sete di vendetta, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione.
Assieme a Branciaroli, sul palcoscenico Piergiorgio Fasolo, Francesco Migliaccio, Emanuele Fortunati, Stefano Scandaletti, Lorenzo Guadalupi, Giulio Cancelli, Valentina Violo, Dalila Reas, Mauro Malinverno, Mersila Sokoli. Regia e adattamento di Paolo Valerio. Produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Centro Teatrale Bresciano, Teatro de Gli Incamminati.
A presentare lo spettacolo, questa mattina in sala Arazzi, il sindaco Damiano Tommasi, il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini, insieme all’attore Franco Branciaroli e al regista Paolo Valerio. Erano presenti il cast e i rappresentanti degli sponsor: per il Consorzio del Lessini Durello la presidente Diletta Tonello e il direttore Igor Gladich e per il Banco Bpm Alberto Melotti, responsabile della direzione territoriale di Verona e Nordest.
“Essere parte di un grande ritorno è per me, oggi, una emozione indescrivibile – ha detto il sindaco Damiano Tommasi -. Dopo gli ultimi anni, molte attività alle quali eravamo abituati sono finalmente ripartite, in tanti ambiti. Ed è cambiato lo spirito con cui siamo ritornati a farle. Apprezziamo di più anche le piccole cose, oltre alle grandi come questo Festival, che ha avuto e avrà un peso particolare nell’ambito culturale cittadino. Continueremo a investire nella cultura perché Verona deve ambire ad essere punto di riferimento e può alzare la voce. In città abbiamo tante risorse, sull’arte e gli spettacoli vogliamo davvero porre l’attenzione e avanzare di gradino rispetto a quello che è già in essere, anche per dar voce a quanti non vedono l’ora di esprimersi. Il fascino di Verona in questo ambito è davvero unico”.
“Questo è il mio primo vero festival – ha aggiunto Carlo Mangolini -. Abbiamo vissuto due edizioni segnate da grandi restrizioni e limitazioni, finalmente torniamo alla normalità, con grandi compagnie e scenografie. Il Festival Shakespeariano compie 74 anni e riparte con il grande Franco Branciaroli e Il Mercante di Venezia, nel segno della tradizione. Avremo nelle prossime settimane i beniamini del pubblico e i giovani, che porteranno l’innovazione anche al Romano. La realizzazione di questa manifestazione è un lavoro di squadra, ringrazio pertanto tutti coloro che collaborano e gli sponsor che ci sostengono”.
Nata nel 1948 per volontà del Comune di Verona di rendere omaggio a William Shakespeare e sottolinearne il legame con la città scaligera, l’Estate Teatrale Veronese è realizzata dal Comune di Verona con la direzione artistica di Carlo Mangolini e la collaborazione di Arteven, e gode del sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto.
Fondamentale il supporto degli sponsor che anche quest’anno sostengono il Festival. Oltre alla conferma di AGSM-AIM, del Banco Bpm e di Cattolica Assicurazioni del Gruppo Generali, per la prima volta si affianca all’Estate Teatrale Veronese il Consorzio del Lessini Durello. Le bollicine autoctone di Verona e Vicenza accompagneranno le performance di artisti di fama nazionale ed internazionale.
Premio Renato Simoni. E dopo il debutto di venerdì 1° luglio, lo spettacolo di sabato sarà aperto alle ore 21 dalla cerimonia di consegna del Premio Renato Simoni a Massimo De Francovich. Due pietre miliari della prosa italiana, in un’unica serata-evento. Nel 2019 e nel 2020 i due attori erano insieme in Falstaff e il suo servo di Nicola Fano per la regia di Antonio Calenda.
Incontro con il pubblico. La compagnia e il regista incontreranno il pubblico sabato 2 luglio, alle ore 18, al Teatro Nuovo. L’appuntamento è a ingresso libero e sarà condotto dal direttore del Teatro Stabile di Verona Piermario Vescovo.
Ulteriori informazioni sul sito www.spettacoloverona.it.
Biglietti in vendita al Box Office Verona di via Pallone 16. Online sui siti www.boxofficelive.it e www.boxol.it/boxofficelive. Nelle sere di spettacolo, direttamente a Teatro Romano, dalle ore 20. Speciali riduzioni per studenti delle scuole superiori, under 26 e over 65.
IL MERCANTE DI VENEZIA. Con i suoi potenti temi universali “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare - rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 - pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità: scontri etici, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati, l’amore, l’odio, il valore dell’amicizia e della lealtà, l’avidità e il ruolo del denaro.
Un’opera fondamentale che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati producono in un nuovo, raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio.
«È un testo affascinante e infinito» commenta il regista Paolo Valerio. «Con il nodo della vendetta - tema ancestrale e purtroppo in questo momento storico così contemporaneo - tutti i personaggi hanno un rapporto forte, che vive in particolare in Shylock, così famelico, così spietato» Franco Branciaroli offrirà una prova magistrale in questo ruolo misterioso, crudele, ma capace anche di spiazzare la platea, suscitandone la compassione.
A lui, ebreo, usuraio, si rivolge Antonio, ricco mercante veneziano, che Piergiorgio Fasolo tratteggerà equilibrando malinconia ed arroganza. Il mercante pur avendo impegnato i suoi beni in traffici rischiosi, non esita infatti a farsi garante per l’amico Bassanio che ha bisogno di tremila ducati per cambiare il proprio destino, raggiungendo Belmonte e l’amore. Shylock, che nutre livore verso i gentili per il disprezzo che gli mostrano, impone una spietata obbligazione. Se la somma non sarà restituita, egli pretenderà una libbra della carne di Antonio, tagliata vicino al cuore. Un intreccio avvincente di relazioni, tradimenti, travestimenti e fughe, vittorie e cadute condurrà alla soluzione del dramma, a cui fa da sfondo - illuminato dai riflessi ambigui della laguna o dallo splendore magico di Belmonte - un muro di mattoni, richiamo iconografico a tanti palazzi veneziani ma anche al pianto di un popolo esule.

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