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| Luned 27 Marzo 2023 |
19^ SETTIMANA CONTRO IL RAZZISMO: MERCOLEDI’ AL CAMPLOY LA FIABA TEATRALE DI SHUMA
Lo spettacolo vuol far riflettere su un tema di drammatica attualità coinvolgendo anche i bambini grazie al linguaggio semplice ed espressivo del teatro.
La storia è ispirata al naufragio del 18 aprile 2018 in cui perse la vita un adolescente del Mali con cucita in tasca la pagella scolastica.
Due repliche in programma, alle 11 per le scuole e alle 21 aperta a tutti con raccolta fondi per la ricostruzione di una clinica in Iraq.
Raccontare a bambini e adulti i fatti di cronaca che accadono nel Mediterraneo per portare all’attenzione il diritto di poter vivere nel proprio paese ma anche di migrare e trovare un porto sicuro. Mercoledì 29 marzo al Teatro Camploy andrà in scena la fiaba teatrale “Shuma”, di e con Beppe Macauda, con una doppia replica, alle 11 per le scuole e alle 21 aperta a tutti. L’evento si svolge in occasione della 19^ “Settimana contro il razzismo” promossa da UNAR e organizzata a Verona all'interno del cartello "Nella mia città nessuno è straniero".
“Attraverso l’allegoria, e un linguaggio adatto ai più piccoli, è stato possibile quindi raccontare un evento tragico, quello della morte in mare di un bambino ritrovato con la pagella cucita addosso – spiega l’assessora alle Politiche Educative Elisa La Paglia -. Di fatto rappresenta un punto di partenza per una riflessione che ci impone di rivolgere lo sguardo non solo alle morti tragiche del Mediterraneo, e lungo la rotta balcanica, ma a quelle che sono le piaghe fisiche e psicologiche di coloro che devono affrontare questi viaggi. Come Comune, per la prima volta, si torna a partecipare attivamente alla settimana contro il razzismo attraverso il cartello ‘Nella mia città nessuno è straniero’, grazie alla preziosa collaborazione con RedLab e One Bridge. Circa 300 studenti tra elementari e medie parteciperanno allo spettacolo al mattino, la sera invece sarà aperto al pubblico. Chi parteciperà avrà l’occasione di concretizzare un gesto di altruismo attraverso le donazioni, che saranno di aiuto a chi quotidianamente si occupa di queste storie e di queste vite.”
L’idea di rappresentare Shuma a Verona è della consigliera comunale Chiara Stella, che ha assistito allo spettacolo durante un viaggio a Lampedusa. La favola è ambientata in fondo al mare, e prende spunto da un fatto di cronaca riguardante un ragazzino del Mali recuperato in acqua dopo il naufragio del 18 aprile 2015 e trovato con una pagella cucita all’interno della propria giacca. Allo stesso modo, in “Shuma” un bambino cade in mare e in compagnia di un cavalluccio marino intraprende un lungo percorso verso il SopraSopra, allegoria delle tratte dei migranti. Il tema è quello del valore della convivenza pacifica, tesa ad aiutare chi deve fuggire dalla sua patria a causa di conflitti, persecuzioni, e povertà, permettendo loro di trovare condizioni di vita dignitose.
Due le repliche in programma, la prima al mattino alle 11 riservata solo alle scuole Massalongo, Aosta Fava, Sanmicheli e all’Istituto Fortunata Gresner.
Alla sera alle 21 invece tutti potranno partecipare gratuitamente fino ad esaurimento posti. Durante la rappresentazione serale ci sarà una raccolta fondi per supportare l’attività di One Bridge to Idomeni ONLUS e RedLab ETS. Le due associazioni sono impegnate nella regione del Kurdistan Iracheno, nel campo di Bajed Kandala, dove vivono circa 10.000 persone di origine Ezida scappate dal Genocidio perpetuato da DAESH (ISIS) nell’agosto del 2014 nella regione del Singjar tra Iraq e Syria. All'interno del campo distrutta da un incendio il 23 dicembre 2022 per un danno di 58mila euro. In tre mesi, insieme a diverse organizzazioni e anche al Comune di Verona, ne sono stati raccolti 25 mila.
Lo spettacolo è stato presentato questa mattina in Sala Arazzi dall’assessora alle assessora alle Politiche Educative Elisa La Paglia. Sono intervenuti la consigliera comunale e presidente della Commissione Politiche sociali Chiara Stella, i presidenti One Bridge to Idomeni Onlus Giulio Saturni, RedLab ETS Pietro Albi e, in collegamento, Peppe Macauda.
“Per la commemorazione del decimo anniversario di questo tragico naufragio – ha detto la consigliera comunale e presidente della Commissione Politiche sociali Chiara Stella - ho avuto l’occasione di vedere a Lampedusa questa fiaba teatrale. Ho subito intuito l’efficacia di rappresentare questa tragedia in maniera leggera per poterla raccontare a bambini e bambine e adulti per il suo grande valore educativo. È una storia simbolica, che ne racconta tante altre. Aver trovato un bambino con una pagella cucita addosso ci fa capire come quella pagella rappresentasse un importante strumento per la sua immigrazione.”
One Bridge to Idomeni. È una onlus veronese che lavora sui confini della rotta balcanica, in supporto alle persone migranti. II lavoro dell'associazione è suddiviso in due direttrici: da un lato portare aiuti e sviluppare progetti lungo la rotta, dall'altro ritornare a casa con le testimonianze delle persone incontrate. OBTI ha lavorato in Grecia, Serbia, in Bosnia-Erzegovina e a Verona, dove promuove accoglienza, incontri, formazioni e attività nelle scuole.
RedLab - Darkroom over the borders. Ha come obiettivo portare laboratori di fotografia analogica e camera oscura in zone di frontiera, per incentivare e catalizzare processi di autonarrazione e autocoscienza in persone che vivono situazioni di disagio, migliorandone il benessere sociale, mentale ed emotivo. Costruisce un safe place in cui ognuno può raccontare se stesso e i propri sogni, scoprire i propri punti di forza, di debolezza e lavorare sul presente non come semplice dimensione della quotidianità, ma come punto di partenza per costruire il futuro. Lavora in Italia e all'estero all'interno di centri di salute mentale, scuole, cooperative e campi rifugiati.
18 aprile 2015. E’ il giorno in cui si registra il più grande naufragio nel Mar Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel Canale di Sicilia persero la vita quasi 1000 persone tra cui un adolescente migrante del Mali, affogato a quattordici anni con la pagella dei voti scolastici cucita in una tasca, mentre stava cercando di arrivare in Europa a bordo di un barcone.
Campagna “Nella mia città nessuno è straniero”. Avviata la prima nel 1995, è sostenuta da oltre 50 associazioni scaligere per promuovere una cultura dell’accoglienza e della non discriminazione nei confronti di chi, provenendo da Paesi diversi, si trova a lavorare, vivere, studiare, transitare od essere ospitato nella nostra città.
Associazioni aderenti: A.CROSS, ARCI, Ass. Africasfriends, Ass. culturale EXP , Ass. culturale Veronetta129, Ass. GERICOwebtv, Ass. Le Fate Onlus, Ass. per la Pace, Ass. Stella, Ass. VILLA BURI Onlus, Avvocato di Strada, Azione Cattolica Italiana – Diocesi di Verona, Centro Missionario Diocesano, Centro Pastorale Immigrati, Centro per i Diritti del Malato e per il Diritto alla Salute, CESAIM, CESTIM, CGIL Camera del Lavoro, CINI Italia, CISL, Combonifem, Comunità della Madonnina S. Giovanni Lupatoto, Comunità di base Verona, COSPE Onlus, D-Hub, Emergency – gruppo di Verona, Emmaus, Eureka a colori Onlus, Fondazione Nigrizia, Git Verona Banca Etica, Gruppi di lettura popolare della Bibbia, Gruppo Radici dei Diritti Università di Verona, Hermete Coop. Sociale Onlus, Il sorriso di Ilham Onlus, La casa per gli immigrati Coop. Sociale Onlus, La Fraternità, Le Rondini Soc. Coop., Medici per la Pace Onlus, Movimento Consumatori – Sez. di Verona, Movimento Nonviolento, One Bridge to Idomeni, Pax Christi, Ponti Onlus, Progettomondo Mlal, Rete Radié Resh Verona, SAE Verona, Tinle’ Coop. Sociale Onlus, UIL, Vita Virtus Onlus.

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