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| Sabato 22 Giugno 2024 |
LUCIA VERONESI. LA DESINENZA ESTINTA | CA' PESARO
Il progetto La desinenza estinta di Lucia Veronesi, nasce come ampia riflessione sul rapporto tra l'estinzione delle lingue, la botanica, la storia della scienza nelle sue declinazioni al femminile, e le loro implicazioni socio-politiche.
Sviluppato attraverso una fase di ricerca tra Londra, Trondheim e Zurigo, dopo le mostre a MOCA London e The Hannah Ryggen Centre, Ørlandet Kultursenter, a Ca’Pesaro il risultato finale è un'opera composta da un arazzo e un video - presentato il prossimo 24 settembre - disposti tra la corte interna del museo, l’androne e la project room.
Il progetto, vincitore dell’edizione 2023 di Italian Council, viene così esposto secondo una modalità che intende esplorare, allo stesso tempo, il processo di ricerca e la sua formalizzazione, attraverso l’opera che entra così nella collezione del Museo di Ca’ Pesaro.
Da sempre attratta dal paesaggio - quello domestico, intimo e familiare, quello naturale, urbano, con la storia di chi lo ha vissuto e di chi ci abita - nel lavoro La desinenza estinta Veronesi affronta il tema della perdita delle lingue indigene e del sapere tradizionale che esse custodiscono.
È con orgoglio e viva soddisfazione che presentiamo oggi il progetto di Lucia Veronesi, artista che fin dal 2003 ha fatto di Venezia la sua città di adozione, proposto dal Comune di Venezia insieme alla Fondazione Musei Civici, vincitore della XII edizione-2023 di Italian Council. Una nuova e importante tappa che vede l’amministrazione impegnata nel sostegno e nella partecipazione ai progetti promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per la promozione dell’arte contemporanea e fa seguito, sempre grazie al progetto Italian Council,all’ingresso nelle collezioni civiche di Ca’ Pesaro di un importante lavoro di Margherita Morgantin nel 2020 e all’acquisto, con il Bando PAC nel 2022, della scultura ”Medusa” di Giorgio Andreotta Calò.
Luigi Brugnaro, Sindaco del Comune di Venezia
“La desinenza estinta” porta a compimento a Ca’ Pesaro la riflessione di Lucia Veronesi sul rapporto tra la storia della scienza nelle sue declinazioni al femminile, le implicazioni socio-politiche, la botanica e l’estinzione del linguaggio. Una ricerca significativa condotta tra gli archivi, biblioteche, negli istituti culturali europei, per veicolare un importante messaggio attraverso un’opera “duplice”; un arazzo e un video, che si accostano ora alle collezioni civiche di Ca’ Pesaro, andando ad arricchire il patrimonio figurativo, linguistico, tematico e le riflessioni sul mondo contemporaneo.
Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia
La corte interna di Ca’ Pesaro si trasforma in un luogo di ricerca in cui i materiali, raccolti dall’artista nei mesi di residenza tra Inghilterra, Norvegia e Svizzera, e successivamente rielaborati per la pubblicazione, esplodono nello spazio fisico lasciando che lo spettatore entri in una dimensione allo stesso tempo discorsiva e visiva. Le immagini selezionate fanno riferimento ad alcune piante medicinali e alle lingue in estinzione a loro collegate, ad alcune botaniche e ad Hannah Ryggen - una delle artiste norvegesi più importanti del Novecento, che nei suoi arazzi seppe far convergere istanze politiche e soluzioni formali - artista al quale il progetto è idealmente connesso. La stanza accoglie, infine, un piccolo archivio con le biografie delle donne che si sono occupate di botanica dal Settecento al Novecento e la lista completa delle piante, e del loro uso medicinale, prese in considerazione per il progetto.
Nell’androne d’ingresso del Museo, il grande arazzo combina, in una composizione che oscilla tra il figurativo e l'astratto, immagini e parole. Dalla foresta emergono piante curative provenienti dal nord est dell'Amazzonia, il cui uso medicinale rischia di essere cancellato e dimenticato perché legato a lingue indigene uniche depositarie di quel sapere e in via di estinzione; parti di corpi femminili, silhouette di botaniche dimenticate, nomi di piante in lingue indigena, i nomi degli apparati del corpo umano collegate all'uso delle piante, nomi delle popolazioni a rischio di estinzione e i nomi delle botaniche.
Il video nella project room, unisce invece immagini di archivio, riprese ad hoc dei giardini botanici di Londra e Zurigo e la tecnica dello stop motion unita al collage. Il video è un viaggio visionario che pone l'accento su alcune botaniche del passato e le loro scoperte scientifiche.
Le lingue stanno alle piante come i nomi delle botaniche stanno alla storia della scienza: parole inghiottite dalle foreste o estirpate dalle enciclopedie. Questo progetto di Lucia Veronesi mette in luce il nodo che unisce queste cancellazioni, privandoci del nostro passato e del nostro futuro.
La desinenza estinta è un progetto curato e prodotto da Ramdom (Italia) in collaborazione con il Nordenfjeldske Kunstindustrimuseum MiST (Trondheim, Norvegia). Il progetto è sostenuto dall’Università di Zurigo – Dipartimento di botanica sistematica ed evoluzionistica e Dipartimento di biologia evoluzionistica e studi ambientali (Zurigo, Svizzera), Goldsmiths University (Londra, UK), Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Museo di destinazione dell’opera) e l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Il progetto è realizzato con il supporto di Collezione Luca Bombassei. Il catalogo dell’opera sarà pubblicato da Marsilio Arte.

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