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| Gioved 12 Dicembre 2024 |
Facilitazioni in Questura e accoglienze invernali: due servizi implementati. Caritas diocesana veronese rilancia il nuovo servizio di accoglienza, davanti la Questura e incrementa i posti a disposizione, nei dormitori invernali: accolti alcuni senza tett
“Sarà rinforzato il servizio di mediazione e facilitazione tra le persone in attesa all’esterno della Questura di Verona e sono già stati implementati i posti letto per senza tetto messi a disposizione all’interno della rete di accoglienza invernale, gestita dal Comune di Verona.
Sono le misure con cui Caritas diocesana veronese intende far fronte alla stagione invernale,che ogni anno rischia di essere molto pericolosa e potenzialmente anche mortale, per chi dorme all’aperto, ma che è causa di grande disagio anche per i numerosi migranti che quotidianamente attendono in coda davanti la Questura per ottenere i permessi e i documenti per rimanere regolarmente in Italia. Per quanto riguarda i posti letto, vera novità è l’accoglienza di otto persone senza dimora all'interno del Vescovado veronese. Dai primi di dicembre, infatti, ogni sera si aprono i portoni dell’episcopio e vengono accolti, con una semplice cena e con la possibilità di dormire al caldo e in un luogo sicuro, oltre che bello e affascinante. La mattina successiva, tutti escono dopo la colazione. È una proposta che il vescovo Domenico Pompili ha ricevuto con molto piacere, un'accoglienza gestita e organizzata direttamente come Chiesa di Verona, che vede in prima linea la presenza del Vescovo e della sua segretaria, suor Angela Severino, che spesso si fermano per dare qualche parola di compagnia e conforto agli ospiti. Per gestire questa realtà, oltre agli operatori esperti di Caritas, sono stati coinvolti alcuni volontari, sia nella gestione delle pulizie, sia per il presidio durante la notte; tra i volontari si registrano anche i giovani legati alla Pastorale giovanile diocesana e alcuni sacerdoti. Ma l’accoglienza invernale non si limita al Vescovado, infatti sono stati aggiunti 10 posti alle consuete ospitalità che durano tutto l’anno anche nella casa della cooperativa Il Samaritano in Zai, mentre in Casa Corbella a Cadidavid, che accoglie persone senza dimora con problematiche sanitarie, si è aumentato di un paio di unità (da 18 a 20). Inoltre, con la collaborazione di parrocchie, enti e associazioni è stata aperta, anche quest’anno, un'accoglienza nella parrocchia di San Giovanni Evangelista, nel quartiere di Santa Lucia, gestita insieme alla cooperativa Comunità dei giovani per 15 posti letto e si è riconfermata l'accoglienza nella parrocchia di Santa Maria Maddalena del Saval per 3 posti; entrambe sono finanziate e organizzate con la collaborazione del Comune di Verona. È stata confermata anche l'accoglienza a Domegliara con la collaborazione dell’associazione Oltre il Confine di don Paolo Bolognani per 9 uomini e donne ed è stata aperta una nuova struttura a Villafranca in un immobile della Fondazione Historie per 7 posti maschili. L’ospitalità in queste due realtà è stata attivata con la collaborazione dei Servizi sociali del distretto 4 dell’Ulss 9. In questi mesi Caritas diocesana veronese si è resa promotrice di un nuovo servizio che ha risposto a un bisogno sempre più urgente ed esteso, e che è ben visibile nella città di Verona: quello delle lunghe file di persone migranti davanti alla Questura in Lungadige Galtarossa. Per provare ad affrontare questo disagio, l’estate scorsa Caritas ha proposto alla Questura di mettersi a disposizione per un ruolo di mediazione e facilitazione tra le persone in attesa, il corpo di guardia e i funzionari. Un servizio che nessuno ha mai sperimentato prima a Verona. Da settembre, tutte le mattine, operatori e volontari di Caritas hanno tentato di trovare il modo giusto di avvicinarsi, porsi e accompagnare anche solo per pochi metri le persone per farle sentire meno a disagio. L’intento non è certo quello di risolvere il problema, ma di rendere il Paese, e la città di Verona nello specifico, un po’ più accogliente. Dopo questi primi mesi di sperimentazione, Caritas Verona si è incontrata con il nuovo Questore di Verona, dott.ssa Rosaria Amato, che non solo ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, di cui ha riconosciuto il valore, ma ha anche chiesto di rilanciarla, svolgendo il servizio anche nel primo pomeriggio e all’interno dei cancelli, aiutando il corpo di guardia nel momento di filtro delle persone che accedono e aggiungendo anche un tè caldo nei giorni di freddo particolarmente pungente. Affinché il servizio possa funzionare con sempre maggior presenza, cura, attenzione e professionalità, Caritas Verona è alla ricerca di nuovi volontari e lancia una nuova serata informativa: martedì 17 dicembre alle ore 18 presso la sede del 311 Verona, in Lungadige Galtarossa, vicino alla Questura. Per chi fosse interessato, è possibile contattare i promotori, via whatsapp al 3929806683, oppure via mail all’indirizzo: ilsamaritano@caritas.vr.it”. Iniziative importanti, di grande buona volontà e di attenzione ai meno fortunati. Iniziative lodevolissime, che, in un mondo e in un tempo, sempre più difficili, da vivere, non solo aiutano, per quanto possibile, ma, che, al tempo, “confortano”, perché, praticamente, indicano e percorrono la giusta via, che deve seguire la cristiana carità.
Pierantonio Braggio

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