Domenica 8 Febbraio 2026    

Opere | Testate | Redazione | Contatti
 HOME | Photogallery | VideoGallery | Segnalati da voi | I più visti
Verona Sette News
2026-02-07 Fieragricola 2026 crese, in visitatori e qualità: più operatori dal sud e scambi internazionali. Oltre 100mila presenze alla 117ª edizione, che si è conclusa oggi, a Veronafiere, con incremento dal Mezzogiorno e alta qualità professionale del pubblico con 2026-02-07 Lavoro che include, territori che crescono. Con il bando Lavoro e Inclusione, Fondazione Cariverona investe 1,8 milioni di euro, in cinque progetti a Verona, per rafforzare inclusione lavorativa e sviluppo territoriale 2026-02-07 Fondazione Arena di Verona cerca comparse e personale di sala. Centinaia di posti di lavoro per il Festival 2026. Candidature aperte, anche per posizioni tecniche, artistiche e amministrative 2026-02-07 Autotrasporto in difficoltà: costi alle stelle, tir in affanno. Negli ultimi 10 anni, in Veneto, perse 2mila imprese. A Belluno, Treviso e Rovigo, le contrazioni percentuali più importanti. CGIA Mestre, 7.2.26 2026-02-06 Veronamercato partecipa a Fruit Berlin, 4 - 6 febbraio 2026, fiera specializzata, in commercio di frutta e verdura, e in quant’altro, allo stesso collegato, a livello internazionale 2026-02-05 VERONA E CINA: UN LEGAME CHE GUARDA AL FUTURO 2026-02-05 TEATRO RISTORI
DANZA
MERCOLEDI’ 11 FEBBRAIO 2026 - ORE 20:30 2026-02-05 Presentati i restauri della Sala Quattro Porte di Palazzo Ducale 2026-02-05 Lago di Garda in Love: svelato il programma di San Valentino 2026 2026-02-05 TORINO E FORTE DEI MARMI: NUOVE APERTURE PESERICO 2026-02-05 Volotea cresce su affidabilità e qualità del servizio a Verona: nel 2025 soddisfazione record dei passeggeri 2026-02-05 DUE RUOTE, ANCMA: MERCATO 2026 INIZIA CON UN +6,5% 2026-02-05 Collegamento ferroviario Verona - Catullo - Garda. Nomina del commissario straordinari, Aldo Isi. Intervento del presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini 2026-02-05 Agroalimentare, l’export di Verona accelera in Germania e Francia. Flessione nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Per valore aggiunto agricolo, la provincia scaligera è seconda in Italia, dopo Bolzano. Preoccupano i costi di gas e fertilizzanti, di nuovo 2026-02-05 Camera di Commercio Verona. Il presidente Paolo Arena: bene, la nomina del commissario straordinario. Cambio di passo, per la realizzazione dell’opera di collegamento Verona-Aeroporto-Lago di Garda
ADIGE TV: Home Verona Sette News Ricerca  
sul sito su
Verona
Vicenza
Venezia
Rovigo
Treviso
Padova
Udine
Cult
Pordenone
In Piazza
Trieste
Cagliari
Obiettivo Territorio

Estero
Budapest

Info Verona

















Sabato 11 Gennaio 2025
Caro bollette: per le imprese venete, +1,5 miliardi, rispetto al 2024. CGIA, Mestre 11 gennaio 2025.


“Quest’anno, le bollette potrebbero costare all’intero sistema imprenditoriale del Veneto ben 1,5 miliardi di euro in più, rispetto al 2024, pari a un aumento del 19,3 per cento. In totale, la spesa complessiva dovrebbe toccare 9,5 miliardi: di questi, 7,1 sarebbero, per l’energia elettrica, e 2,4, per il gas. Queste stime arrivano dall’Ufficio studi della CGIA e si basano, su un’ipotesi del prezzo medio dell’energia elettrica, nel 2025, di 150 euro per MWh e del gas a 50 euro per MWh; mantenendo così una proporzione di tre a uno, tra le due tariffe, come si è verificato nei due anni precedenti. Per quanto riguarda i consumi, si è fatto riferimento ai dati del 2023 e si è ipotizzato che rimangano costanti anche nei successivi due anni[1]. In Veneto, in un anno e mezzo, spesi 10 miliardi di aiuti pubblici, per mitigare i rincari. Anche se quest’anno ci aspettiamo un aumento importante dei costi energetici, questo sarà comunque molto inferiore a quanto abbiamo vissuto durante il periodo più critico della recente crisi energetica che ha colpito tutta Europa tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2023 (vedi Graf. 1). È importante ricordare che oggi non abbiamo più quelle misure pubbliche adottate all’epoca che hanno aiutato a contenere gli aumenti delle bollette sia per le famiglie che per le imprese: stiamo parlando di un totale di ben 92,7 miliardi di euro[2], di cui almeno 10 miliardi sono stati erogati alle famiglie e alle imprese venete. Dobbiamo evitare l’aumento dell’inflazione. Quest’anno gli effetti dell’aumento delle bollette potrebbero farsi sentire pesantemente sui bilanci sia delle imprese che delle famiglie. Ma c’è un altro aspetto negativo da considerare. Così come accaduto negli anni passati, potremmo trovarci davanti a un’impennata dei prezzi del gas e dell’energia che rischiano di provocare una spirale inflazionistica. Ricordiamoci che nel biennio 2022-2023, la crisi energetica ha causato una significativa perdita del potere d’acquisto, per lavoratori dipendenti e pensionati; senza contare l’aumento dei tassi d’interesse e quindi il costo maggiore del denaro, che ha messo in difficoltà investimenti e crescita del Pil. Ma c’è dell’altro. Gli esperti paragonano l’inflazione a una “tassa ingiusta”: infatti, riduce la quantità di beni e servizi acquistabili da tutti noi ed è particolarmente, dura, con chi è già economicamente fragile. Difendere i consumi e spendere bene i soldi del Pnrr. Per contrastare efficacemente il rallentamento economico in corso, in primo luogo dobbiamo evitare il crollo dei consumi interni, obbiettivo che potrebbe non essere conseguito se l’inflazione, a causa di un forte impennata dei prezzi dei prodotti energetici, dovesse tornare a crescere. In secondo luogo è necessario spendere bene ed entro la scadenza (31 agosto 2026) le risorse del Pnrr ancora a nostra disposizione; praticamente 130 miliardi di euro. Secondo la BCE, l’utilizzo di tutti i prestiti e le sovvenzioni che ci sono stati erogati da Bruxelles farà aumentare in via permanente il nostro Pil nello scenario migliore dell’1,9 per cento fino al 2026 e dell’1,5 per cento fino al 2031, rispetto a un Pil senza questi speciali sostegni post-pandemici. Rincari top al Nord: in particolare in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. A livello regionale, visto che la maggioranza delle attività produttive e commerciali sono ubicate al Nord, i rincari relativi al 2025 di luce e gas interesseranno, in particolare, le aree che presentano i consumi maggiori: vale a dire la Lombardia con un aggravio di 3,2 miliardi di euro, l’Emilia Romagna con +1,6 miliardi, il Veneto con +1,5 e il Piemonte con +1,2. Sull’incremento di costo previsto per quest’anno che, ricordiamo, a livello nazionale dovrebbe essere pari a 13,7 miliardi, 8,8 (pari al 64 per cento del totale), saranno in capo alle aziende settentrionali. Più cara l’energia del gas. Come dicevamo più sopra, la variazione di spesa rispetto l’anno scorso interesserà maggiormente l’energia elettrica del gas. Gli imprenditori veneti pagheranno le bollette elettriche un miliardo in più e quelle del gas solo, si fa per dire, 480 milioni. Per l’elettricità gli incrementi più significativi riguarderanno sempre il Nord, in particolare la Lombardia con 2,3 miliardi aggiuntivi, il Veneto, come dicevamo, con +1 miliardo e l’Emilia Romagna con +986 milioni. Il settentrione dovrebbe farsi carico di oltre il 61 per cento dell’incremento di costo (vedi Tab. 2). Per quanto concerne il gas, invece, i costi aggiuntivi interesseranno soprattutto la Lombardia con +887 milioni, l’Emilia Romagna con +660 milioni e il Veneto con +480 milioni. Dei 3,9 miliardi di rincari relativi alle bollette del gas, 2,8 miliardi (pari al 70,8 per cento del totale) dovrebbero gravare sulle imprese del Nord. L’11% dei consumi di energia e il 12% di quelli gas del Paese sono in capo alle imprese venete. Con 49.331 GW/h di consumi elettrici registrati nel 2023, pari al 23,8 per cento del totale nazionale, la Lombardia è la regione che ha le imprese più energivore d’Italia. Seguono le realtà produttive del Veneto con 22.578 GW/h (10,9 per cento del totale) e l’Emilia Romagna con 20.934 GW/h (10,1 per cento del totale). Sui 207.434 GW/h consumati a livello nazionale, il 61,3 per cento è attribuibile alle imprese del Nord (vedi Tab. 4). Anche per quanto riguarda il gas, la regione che nel 2023 ha censito i consumi più elevati è Lombardia con 48.201 GW/h (22,4 per cento del totale nazionale). Seguono l’Emilia Romagna con 35.828 GW/h (16,7 per cento) e il Veneto con 26.057 GW/h (12,1 per cento). I consumi del gas della nostra regione incidono sul dato nazionale del 12,1 per cento, mentre quelli riconducibili alle regioni del Nord sono apri al 70,8 per cento del dato Italia. Ecco i settori più a rischio rincari. Con un’eventuale impennata dei costi delle bollette elettriche, i settori più “colpiti” potrebbero essere quelli che registrano i consumi più importanti. Riferendoci ai dati dei consumi pre-Covid, essi sono: metallurgia (acciaierie, fonderie, ferriere, etc.); commercio (negozi, botteghe, centri commerciali, etc.); altri servizi (cinema, teatri, discoteche, lavanderie, parrucchieri, estetiste, etc.); alimentari (pastifici, prosciuttifici, panifici, molini, etc.); alberghi, bar e ristoranti; trasporto e logistica; chimica. Per quanto concerne le imprese gasivore, i comparti che potrebbero subire gli effetti economici maggiormente negativi potrebbero essere: estrattivo (minerali metalliferi ferrosi e non ferrosi, etc.) lavorazione e conservazione alimenti (carni, pesce, frutta, ortaggi, oli e grassi, etc.); produzione alimentare (pasta, pasti, gelati, etc.); confezione e produzione tessile, abbigliamento e calzature; fabbricazione/produzione legno, carta, cartone, ceramica, utensileria, plastica e chimica; fabbricazione apparecchiature elettriche ed elettroniche, macchine utensili e per l’industria, etc.; costruzione di navi e imbarcazioni da diporto”. _____________________________ [1] In particolare, le stime sono state costruite a partire dai dati 2023 sui consumi di energia elettrica e di gas da parte delle imprese (così come riportati nella Tab. 5, Tab. 6 e ipotizzati costanti per gli anni 2024 e 2025) e sui relativi prezzi medi di fonte Eurostat per le utenze non domestiche. Per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, sono state considerate le utenze non domestiche al netto dei settori permeati dalla PA (Amministrazione pubblica/difesa, sanità/assistenza sociale, istruzione, illuminazione pubblica); per i consumi di gas sono state considerate le utenze industriali (generazione elettrica esclusa), del commercio e dei servizi (escluso servizio pubblico), tutte al netto degli autoconsumi. I costi per l’anno 2024 sono il frutto di una stima che tiene conto dell’andamento dei prezzi medi annui di mercato dell’energia elettrica e del gas - borsa energetica di fonte Gestore Mercati Energetici (GME) - pari a 108 euro per MWh per l’elettricità e di 36 euro per MWh per il gas. I costi per l’anno 2025 sono stati calcolati considerando un prezzo medio dell’energia elettrica di 150 euro per MWh e di 50 per il gas, rispettando la proporzione di 3 a 1 tra i due prezzi così come verificatosi mediamente negli anni 2023 e 2024. Si fa presente che l’aumento dei costi energetici per le imprese risulterà meno che proporzionale rispetto alla variazione dei prezzi della borsa energetica in quanto l’aumento del prezzo della materia prima non impatta su tutto il costo complessivo della bolletta (che comprende anche costi di commercializzazione, trasmissione, oneri, tasse, margini ecc.). E dunque rispetto ad un’ipotesi di aumento del prezzo della materia prima del 38% (stimato per il 2025 rispetto al 2024), le rispettive crescite dei costi per le imprese risulteranno inferiori (+18% per l’energia elettrica e +25% per il gas).[2] Fondi allocati dal Governo Draghi e da quello Meloni, per proteggere le famiglie e le imprese dalla crisi energetica tra settembre 2021 e gennaio 2023. Fonte: TEHA Group su dati Brugel, 2024.

Purtroppo, siamo, costantemente, al tema, pesante e falcidiante, detto “inflazione”, dinanzi al quale – ogni considerazione, a parte, compresa quella del maggiore costo delle materie prime, in generale – è ben difficile intervenire, dipendendo tale devastante fenomeno, sin da quando esiste denaro, da innumeri motivi, spesso, non prevedibili, ma, sempre e certamente, creatori di incisiva diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e della capacità d’investimento – che significa aperture di nuove vie allo sviluppo, da parte delle imprese – creando rallentamento economico, con maggiore danno ai settori e ai soggetti più fragili. Sempre, purtroppo, incidono maggiormente, creando perdita di valore del denaro, i costi di energia elettrica e di gas, per i quali, si è troppo spesso sottovalutata l’inesorabile dipendenza dall’estero. Un estero, che ci espone alle “lune” dei fornitori e alla, mai assente, speculazione internazionale.
Pierantonio Braggio







Commenti
Nome
Email
Commento
Altre notizie di Verona
Autotrasporto in difficoltà: costi alle stelle, tir in affanno. Negli ultimi 10 anni, in Veneto, perse 2mila imprese. A Belluno, Treviso e Rovigo, le contrazioni percentuali più importanti. CGIA Mestre, 7.2.26
Fondazione Arena di Verona cerca comparse e personale di sala. Centinaia di posti di lavoro per il Festival 2026. Candidature aperte, anche per posizioni tecniche, artistiche e amministrative
Lavoro che include, territori che crescono. Con il bando Lavoro e Inclusione, Fondazione Cariverona investe 1,8 milioni di euro, in cinque progetti a Verona, per rafforzare inclusione lavorativa e sviluppo territoriale
Fieragricola 2026 crese, in visitatori e qualità: più operatori dal sud e scambi internazionali. Oltre 100mila presenze alla 117ª edizione, che si è conclusa oggi, a Veronafiere, con incremento dal Mezzogiorno e alta qualità professionale del pubblico con
Veronamercato partecipa a Fruit Berlin, 4 - 6 febbraio 2026, fiera specializzata, in commercio di frutta e verdura, e in quant’altro, allo stesso collegato, a livello internazionale
A Bussolengo, Verona, la 315ª Fiera di San Valentino. Fino al 16 febbraio, calendario ricco di appuntamenti, per festeggiare il mese di febbraio all’insegna di musica, piatti della tradizione, divertimento e incontri culturali
In corso a Veronafiere, fino a sabato 7 febbraio, la Rassegna internazionale di Agricoltura. Al «Premio innovazione Fieragricola 2026» vince la sostenibilità.
Camera di Commercio Verona. Il presidente Paolo Arena: bene, la nomina del commissario straordinario. Cambio di passo, per la realizzazione dell’opera di collegamento Verona-Aeroporto-Lago di Garda
Agroalimentare, l’export di Verona accelera in Germania e Francia. Flessione nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Per valore aggiunto agricolo, la provincia scaligera è seconda in Italia, dopo Bolzano. Preoccupano i costi di gas e fertilizzanti, di nuovo
Collegamento ferroviario Verona - Catullo - Garda. Nomina del commissario straordinari, Aldo Isi. Intervento del presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini
DUE RUOTE, ANCMA: MERCATO 2026 INIZIA CON UN +6,5%
Volotea cresce su affidabilità e qualità del servizio a Verona: nel 2025 soddisfazione record dei passeggeri
TORINO E FORTE DEI MARMI: NUOVE APERTURE PESERICO
Lago di Garda in Love: svelato il programma di San Valentino 2026
Presentati i restauri della Sala Quattro Porte di Palazzo Ducale
LA RIVISTA

VIDEO NEWS

SEGNALATI DA VOI
Pearl Jam - Arena, Verona 16.9.2006
Inviato da:
Guarda tutti

  La redazione La tua pubblicità Contatti Mission Legal
  Login
  Log In / Sign Up