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| Gioved 19 Marzo 2026 |
EX CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MONTORIO, IL 28 E 29 MARZO LE VISITE GUIDATE GRATUITE
Proseguono le visite guidate all’ex Campo di concentramento di Montorio (già DAT Colombara). L’appuntamento è per sabato 28 e domenica 29 marzo alle 10.
L’ex Campo è gestito dalle associazioni Figli della Shoah e Montorioveronese.it, che hanno pulito e riordinato il luogo della Memoria. Grazie al Patto di sussidiarietà siglato con il Comune, le associazioni hanno avviato le attività per far conoscere la tragica storia del luogo, inserito nel perimetro dei luoghi di commemorazione del “Giorno della Memoria”.
Per la prenotazione delle visite, assolutamente gratuite ed aperte fino ad un numero massimo di 3035 persone (il sistema di prenotazione si blocca al raggiungimento del numero), è necessario compilare un form di prenotazione per ogni persona che partecipa (anche per i minorenni), al termine della procedura verrà inviata una mail di conferma con tutte le informazioni di dettaglio per raggiungere il luogo.
Prenotazioni visite guidate:
Sabato 28 marzo febbraio ore 10.00 – Prenotazione visita guidata
Domenica 29 marzo ore 10.00 – Prenotazione visita guidata
Si consiglia un abbigliamento adeguato per un’escursione in campagna su terreno sterrato irregolare.
Le persone con difficoltà motorie o con bisogni speciali sono invitate a contattare gli organizzatori.
La visita prevede una durata di circa h 1,15' - 1,30'.
In caso di maltempo (pioggia intensa) la visita sarà annullata con esclusiva comunicazione sulla pagina https:www.montorioveronese.itcampo-di-concentramento-di-montorio
Le prossime visite si terranno nei seguenti giorni: 25-26 aprile ore 10 30-31 maggio 2026 ore 10.
I link di prenotazione verranno aperti i primi 10 giorni di ogni mese sempre sulla pagina: https:www.montorioveronese.itcampo-di-concentramento-di-montorio
Sono aperte le visite guidate anche alle Scuole, per chiedere e ricevere maggiori informazioni scrivere alla seguente mail: lagermontorio.scuolegmail.com
Per ulterioriri informazioni è possibile scrivere a:
montorioveronesegmail.com e figlidellahoah.veronagmail.com
Alcune nozioni storiche.
Sono passati 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, da allora ad oggi l’umanità non ha fatto memoria della drammaticità, terrore e dolore che la guerra comporta, in particolare modo nei confronti dei civili, le vittime più vulnerabili.
E proprio 80 anni fa, a partire dal 10 febbraio 1944, un gruppo di oltre 60 cittadini ebrei rastrellati a Roma, tra cui 8 bambini e bambine, sono trasferiti e detenuti a Verona in un edificio a Ponte Cittadella.
La maggior parte di questi prigionieri è catturata nei primi giorni di febbraio 1944 durante retate presso le abitazioni e nella notte tra il 3-4 febbraio all’interno della basilica di San Paolo a Roma, con una irruzione illecita in violazione della extraterritorialità garantita dai Patti Lateranensi.
A metà aprile 1944 il gruppo di detenuti romani è trasferito a Montorio nella DAT La Colombara. Sono convinti che l’edificio possa essere il loro ultimo luogo di detenzione fino alla fine della guerra, invece, il 12 maggio arrivano i tedeschi che con brutalità intimano ai prigionieri di raccogliere i loro pochi averi e salire sull’autobus che immediatamente parte per Fossoli.
Il 16 maggio da Fossoli sono caricati sui carri bestiame del convoglio ferroviario che li porterà ad Auschwitz. Solo 11 persone del gruppo riescono a sopravvivere all’inferno del campo di sterminio in Polonia. Ma il Campo è anche luogo di tortura per oppositori politici e parenti di renitenti alla leva tra cui Concetta Fiorio e Matilde Lenotti.
La storia, a volte, emerge dal sottosuolo, impolverata e dimenticata, per scuoterci e ricordarci chi siamo stati e, forse, chi potremmo ancora essere. Questa è la sensazione che si prova visitando il Campo di concentramento. Non è solo un approfondimento di storia locale è un’esperienza amara e necessaria alla comprensione di come l'orrore possa annidarsi anche a pochi passi da casa, celato dal tempo e dal silenzio. La riscoperta di questo Campo a Montorio ci costringe a confrontarci con una realtà scomoda: la Shoah e la repressione politica non furono fenomeni lontani, circoscritti a luoghi iconici come Auschwitz, ma si ramificarono capillarmente, toccando anche piccole comunità come quella veronese.

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