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| Gioved 17 Settembre 2026 |
Scuola veronese al via: 101 mila studenti e organici più stabili
101.227 studenti, 544 docenti appena immessi in ruolo e 3.730 posti di sostegno, 151 in più rispetto allo scorso anno. La scuola veronese riparte da questi numeri. E da problemi che nelle aule entrano ogni giorno: disagio, abbandono scolastico, uso di sostanze, social.
«La scuola non possiamo in nessun caso e mai considerarla un problema. La scuola è la soluzione», ha detto il prefetto Demetrio Martino durante la cerimonia di apertura dell’anno scolastico all’Ufficio scolastico territoriale di Verona.
Martino ha parlato di criminalità, degrado e uso di sostanze stupefacenti, fenomeni presenti anche a Verona. Agli studenti ha chiesto di difendere una scuola «libera, gratuita, inclusiva». Agli adulti di restituire ai giovani «una visione, un futuro, progettualità».
Il vescovo Domenico Pompili ha posto invece l’accento sul disagio giovanile: «Non è tanto una questione di ordine psicologico, quanto piuttosto di ordine culturale». Lo ha collegato al nichilismo, definito come «assenza di orizzonti, di scopi, di mete», e alla difficoltà di accettare il limite, i fallimenti e gli insuccessi.
«La cultura della legalità non può che passare attraverso l’istituzione scolastica», ha aggiunto il questore Rosaria Amato.
I numeri presentati dall’Ufficio scolastico raccontano intanto un sistema più stabile. Dei 101.227 studenti veronesi, 6.373 frequentano l’infanzia, 35.043 la primaria, 23.172 le medie e 36.639 le superiori. I docenti immessi in ruolo sono 544: 473 arrivano dalle graduatorie concorsuali e 71 dalle GPS di prima fascia per il sostegno. Altri 515 insegnanti di sostegno a tempo determinato sono stati confermati sul posto occupato lo scorso anno.
I posti di sostegno sono saliti a 3.730, il dato più alto del Veneto. Sono 151 in più in un anno e il rapporto tra alunni e docenti passa da 1,5 a 1,4. Sul fronte Ata ci sono 255 assunzioni a tempo indeterminato e 329 nomine a termine, oltre a 15 incarichi a tempo determinato per i Dsga.
Sono entrati in ruolo anche 17 nuovi dirigenti scolastici. Tutti gli istituti della provincia hanno così un dirigente titolare, fatta eccezione per quattro reggenze. In due anni i nuovi posti di ruolo hanno superato quota 1.200, mentre quelli ancora da assegnare attraverso supplenze sono diminuiti di 154.
«I dati dicono di una progressiva stabilizzazione del sistema», ha spiegato il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Amelio Sebastian
A margine della cerimonia gli abbiamo chiesto anche dei fenomeni che coinvolgono ragazzi sempre più giovani, dall’abbandono scolastico alla delinquenza in età scolare. Il dirigente dell’Ufficio Scolastico Amelio Sebastian ha parlato delle «grandi ferite» attraversate dalla società contemporanea: «Non sono ferite contingenti». E sulla capacità di risposta del territorio non mostra particolari timori: «Io penso che la scuola di Verona abbia i numeri per affrontare con grande serenità questi temi».
Dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marco Bussetti è arrivato un «basta scuse». Il suo ragionamento si è concentrato sull’inclusione, alla quale propone di affiancare la parola «emersione». Accogliere un ragazzo, secondo Bussetti, significa anche riuscire a far emergere quello che sa fare. «Siamo tutti fragili sotto tanti punti di vista, però abbiamo anche tante potenzialità e tante forze». Sugli studenti di origine straniera è stato ancora più diretto: «Sono studenti nostri, sono ragazzi nostri».
Per Sebastian la giornata ha segnato anche il recupero di un rapporto con la città che il Covid aveva indebolito. «Fin dalle prime mie battute mi sono impegnato per riconquistare una centralità nella città dell’Ufficio». L’obiettivo, ha spiegato, resta quello di farne «la casa comune delle scuole».
Poi ci sono gli edifici. Il presidente della Provincia Flavio Pasini ha quantificato in circa 30 milioni di euro le risorse investite, tra Pnrr e altri stanziamenti, per istituti e palestre. Ora l’attenzione si sposta anche sulle temperature nelle aule: «La primavera assomiglia sempre più all’estate e l’autunno anche». «Ci stiamo lavorando», ha assicurato Pasini.

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