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| Marted 6 Aprile 2021 |
VARIANTE 29. ALLA DOMUS MERCATORUM NEGOZI DI PREGIO. SINDACO: "RESTITUIAMO UN PEZZO DI STORIA ALLA CITTA' CHIUSO DA 21 ANNI"
Tutti i veronesi sanno dove si trova, ma in pochissimi vi sono mai entrati. Il palazzo della Domus Mercatorum, nel cuore di piazza Erbe, è chiuso da più di vent'anni, da quando, all'inizio degli anni Settanta, la Camera di Commercio traslocò nell'attuale sede in Corso Porta Nuova.
Per qualche anno gli uffici ospitarono il Comitato Regionale di Controllo, dopodiché i piani superiori del palazzo medioevale vennero chiusi in attesa di nuova vita e chiusa con un cancello la scala che conduce sopra, situata sotto al portico sul lato che guarda la piazza.
Una rinascita che trova concretezza attraverso la Variante 29, lo strumento urbanistico dell'Amministrazione che punta al recupero e alla rigenerazione di aree ed edifici degradati o abbandonati, senza consumo di nuovo suolo.
Una sfida a cui la città ha risposto molto positivamente, con proposte di rigenerazione urbana che riguardano tutto il territorio, dalla zona industriale ai quartieri, passando per il centro storico. La Domus Mercatorum ne è la dimostrazione. Un palazzo di grande valore storico oltre che architettonico, che i cittadini potranno finalmente visitare e conoscere.
La Camera di Commercio, proprietaria dell'immobile, vorrebbe infatti adibire l'immobile a negozi, cambiando la destinazione d'uso da direzionale a commerciale.
Circa 900 metri quadrati di superficie distribuita in ampie stanze quasi tutte decorate con rilievi, soffitti a cassettoni, infissi dell'epoca ed elementi architettonici di pregio che diventeranno il punto di partenza per il restauro conservativo del palazzo.
Se è prematuro capire che tipo di negozio o attività commerciale vi sorgerà, non lo è invece per annunciarne l'imminente recupero, un nuovo tassello nel vasto puzzle della città che si rigenera con la Variante 29, che entro dicembre 2021 avrà concluso l'iter amministrativo e da quel mese si potranno già vedere i primi recuperi.
Questa mattina le sale della Domus Mercatorum sono state aperte per due visitatori d'eccezione, il sindaco Federico Sboarina e l'assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Ad accompagnarli, il dirigente della Camera di Commercio Pietro Scola.
"Con questo recupero andiamo a restituire un pezzo di storia alla città - ha detto il sindaco -. La Domus Mercatorum è un edificio che si affaccia sulla piazza che più di tutte rappresenta il cuore della veronesità, tutti conoscono questo palazzo medievale ma in pochissimi ci sono mai entrati. Chiuso da 21 anni, ora finalmente potrà non solo essere restaurato e restituito alla sua naturale bellezza, ma anche accogliere veronesi e turisti attraverso una nuova destinazione d'uso. Il bello della Variante 29 è proprio questo, permette di togliere dal degrado aree o immobili in disuso o consumati dal degrado nelle zone più diverse del territorio, dai quartieri fino al centro storico. Nel caso specifico, siamo di fronte a molto più che una proposta di riqualificazione, questo palazzo è tra quelli che fanno la cifra della città, un pezzo di storia che restituiamo ai veronesi".
"Palazzi storici così belli se ne trovano pochi - ha aggiunto l'assessore Segala-. Purtroppo i danni del tempo sono evidenti, il degrado è inevitabile quando gli immobili restano abbandonati per lungo tempo. Siamo davvero contenti che anche la Camera di Commercio abbia colto con favore l'opportunità della Variante 29. La proposta è quella di trasformare questi spazi in negozi, a noi preme che questo palazzo venga finalmente riaperto alla città".
Cenni storici.
La Domus Mercatorum, o Casa dei Mercanti, è un edificio medievale che si affaccia su piazza Erbe a Verona. Durante il medioevo ospitò, appunto, la Casa dei Mercanti (la quale rappresentava le arti e le corporazioni), mentre oggi al piano terra vi ha sede una banca cittadina.
Nel 1201 fu costruita in legno per ospitare le associazioni mercantili e solamente nel 1301 Alberto I della Scala, poco prima di morire, fece iniziare la sua costruzione in muratura, con l'obiettivo principale di farne il luogo di contrattazione della lana. Nei secoli subì numerose trasformazioni finché, alla fine del XIX secolo, si cercò di ridarle l'aspetto originario: oggi il palazzo si presenta con un portico retto da colonne e pilastri ed una facciata con bifore e merlatura.

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