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Gioved 22 Luglio 2021
FIRMATO L’ACCORDO ATTUATIVO. ALLA CASERMA ROSSANI IL NUOVO COMANDO DELLA POLIZIA LOCALE. IN TRE ANNI IL TRASFERIMENTO. LAVORI PER TRE MILIONI DI EURO

Tempo tre anni e il nuovo comando della Polizia locale alla Caserma Rossani sarà realtà. E’ stato ufficialmente formalizzato oggi, con la sottoscrizione del contratto tra Ministero della Difesa, Comune di Verona e Agenzia del Demanio, l’accordo attuativo che rende finalmente possibile il trasferimento della caserma Rossani al Comune e quindi il cambio di destinazione, per la collocazione del comando.



Un avvicendamento atteso da tantissimi anni e che, ora, potrà vedere l’effettivo avvio dei cantieri per i lavori pubblici necessari.
Gli agenti lasceranno l’immobile di via del Pontiere trovando nuova sede alla Rossani in via del Minatore, vicino a piazza Cittadella, mentre i 200 militari del Comfoter di Supporto si sposteranno alla caserma Dalla Bona, ex ospedale militare in piazzetta Santo Spirito.



A siglare l’accordo il sindaco di Verona, il Gen. Isp. Giancarlo Gambardella in rappresentanza del Ministero della Difesa e il direttore regionale del Demanio Edoardo Maggini. Presenti gli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto, al Patrimonio Andrea Bassi, alla Sicurezza Marco Padovani e alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Inoltre, il comandante della Polizia locale Luigi Altamura e il Generale di Corpo d'Armata comandante delle Forze operative terrestri di supporto Massimo Scala.



Fasi d’intervento. Secondo il cronoprogramma, di circa tre anni, il Comune, quale stazione appaltante, darà ora il via immediato alla progettazione, restauro e adeguamento della caserma Dalla Bona. Un cantiere di lavori pubblici da 3 milioni e mezzo di euro. Al termine della rilocazione delle funzioni militari del Comfoter di supporto alla Dalla Bona, il Comune acquisirà la proprietà della caserma Rossani dal Demanio e potrà procedere con il trasferimento della Polizia locale. Parallelamente, il contratto prevede una seconda azione che è l'iter di valorizzazione urbanistica di un secondo sito militare, la caserma Trainotti di via XX Settembre.



La Caserma Rossani ha una superficie totale di 5.948 metri quadri, suddivisa in 4 piani, che diventano 7.577 mq considerando tutte le parti coperte, oltre a 2 mila metri quadri di cortile.



“Ancora una volta – dichiara Sboarina – la forza e la capacità di fare sistema delle principali istituzioni presenti a Verona, mi rendono fiero di essere il sindaco di questa città. Portare a casa un risultato di questo tipo non è stato facile. Tante le complicazioni tecnico-amministrative in capo, che hanno richiesto un lungo iter di valutazione e confronto, per fortuna c'è stata la volontà condivisa di rendere possibile l’accordo. Un progetto apparso da subito complicato, ma sul quale non abbiamo voluto arrenderci. Dalle ceneri di un protocollo irrealizzabile, infatti, abbiamo trovato la soluzione definitiva, che porterà finalmente la nostra Polizia locale alla caserma Rossani. Un avvicendamento storico, atteso da tantissimo tempo, che diventa oggi realtà. Il rapporto della città con i militari non è mai stato solo su un livello istituzionale. Da sempre vi è uno scambio positivo tra la città e l'Esercito, una realtà che si evidenzia nel risultato raggiunto oggi, che ha come primo obiettivo il bene della comunità veronese”.



"Dopo tre anni di lavori intensissimi arriviamo a concretizzare una soluzione per nulla scontata – evidenzia l’assessore Zanotto –. Il risultato raggiunto è frutto di un lavoro a 360 gradi, che ha coinvolto gli uffici comunali dei Lavori pubblici, Patrimonio e Urbanistica in numerosi incontri del Tavolo tecnico. Il contratto sottoscritto oggi, infatti, sostituisce il protocollo d’intesa firmato nel 2015 dalla precedente Amministrazione, che rappresentava una semplice dichiarazione di intenti non vincolante, risultata nei fatti irrealizzabile in quanto la caserma Pianell, dove doveva essere ricollocato l’Esercito, non poteva essere adeguata alle norme antisismiche. Il progetto, quindi, stava quasi per naufragare. Grazie all’intervento del Generale Scala e all’impegno di tutte le parti coinvolte, è stato possibile far ripartire il processo per giungere ad una positiva conclusione. Anche i lavori saranno portati avanti con una costante collaborazione fra Comune e Esercito. Oltre al comando della Polizia locale, l’obiettivo è quello di trasferire alla Rossani anche la Centrale operativa della Mobilità e Traffico, in modo che sia a pochi metri dal comando, vista la grande collaborazione e il lavoro sinergico. Il tutto per ottimizzare il servizio reso alla cittadinanza”.



“Quella che prende definitiva concretizzazione oggi – sottolinea Maggini – è un’operazione complessa, resa possibile grazie all’impegno di tutte le amministrazioni coinvolte e a un lavoro di squadra condotto con sinergia e competenza. La pubblica amministrazione è riuscita a dare un esempio tangibile delle proprie capacità, realizzando un progetto in grado di coniugare le esigenze delle istituzioni con quelle del territorio. Il patrimonio immobiliare pubblico può infatti essere riconvertito a nuovi utilizzi, gli spazi in disuso possono essere destinati a nuova vita, a beneficio della collettività che ne potrà direttamente godere, attraverso i servizi e le attività che all’interno di questi luoghi saranno realizzate. Un ringraziamento, quindi, a tutte le parti coinvolte, per la determinazione dimostrata ed il lungo lavoro profuso per arrivare a questa soluzione”.



“Una giornata importante – sottolinea il Gen. Isp. Giancarlo Gambardella –. Non da oggi, infatti, la razionalizzazione del patrimonio infrastrutturale del dicastero è uno dei temi centrali. Fin dalla riduzione della leva è emersa la necessità di concentraci su un numero più limitato di immobili, ma nel contempo rendere questi più efficienti e più rispondenti alle esigenze sia operative che logistiche. Per farlo sono stati seguiti sempre criteri oggi molto sentiti da tutte le istituzioni pubbliche e private, che sono quelli dell’ecosostenibilità, del rispetto dell’ambiente e della riduzione dell’occupazione di suolo. Un sistema che diventa veramente virtuoso quando si sposa con le realtà del territorio, quando queste sinergie si esplicano e la razionalizzazione dei beni della difesa permette di rendere aperti e usufruibili alla comunità spazi che prima erano invivibili dalla gente. Tante realtà naturalistiche sono state salvaguardate nel tempo dall’abusivismo e sfruttamento di suolo perché in possesso alla Difesa. Luoghi oggi ritornati in uso alla collettività, che li può scoprire, sotto forma di oasi naturalistiche, in tutta la loro bellezza. Progetti positivi che resterebbero pura teoria, un semplice parlar bene, se non vi fosse da parte delle istituzioni coinvolte l’impegno e l’interesse di raggiungere risultati come quello concretizzatosi oggi. Sono giornate come questa che mi rendono veramente felice e definiscono come, le buone idee, possono diventare realtà a servizio della cittadinanza. Sono giornate come questa che mi permettono di dire che anche nel settore infrastrutturale, la Difesa é al servizio del Paese”.



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