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| Luned 27 Settembre 2021 |
ARRIVA IL PROGETTO EUROPEO (IN)DIFFERENT JOURNEY PER RAGAZZI CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO.
Individuare metodologie espressive innovative da applicare nella vita di e con persone disabili. E’ questo l’obiettivo di (In)different Journey, il progetto itinerante europeo di formazione che farà tappa a Verona dal 4 all’8 ottobre al Teatro Camploy con il meeting ‘L’altro è il mio specchio’, sviluppato per l’Italia da Fondazione Aida.
Il progetto, finanziato da Erasmus+ e realizzato con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune, coinvolgerà due ragazzi di 23 e 25 anni con Disturbo dello Spetto Autistico ad alto funzionamento, individuati dalla Fondazione Trentina per l’Autismo e da Autismo Trentino Società Cooperativa Sociale Socio Sanitaria, che opera in Val di Non grazie ad una struttura unica in Italia e all’avanguardia.
Dopo il primo meeting tenutosi in Ungheria, operatori di Francia, Turchia, Finlandia e Portogallo si incontreranno a Verona per definire tecniche e strumenti del teatro e delle arti performative da applicare nei laboratori che partiranno da gennaio 2022 con persone con disabilità.
Ogni paese coinvolto individuerà dei soggetti che saranno coinvolti in percorsi laboratoriali multidisciplinari che porteranno alla messa in scena di uno spettacolo. Verrà utilizzata la sperimentazione musicale ‘Mackey Mackey’, non solo con l’obiettivo finale legato allo spettacolo, ma per trovare un metodo di lavoro utilizzando questa tecnica. Si è scelto di seguire questa metodologia anche a seguito di un progetto fatto al Lincoln Center a New York sul quale hanno lavorato degli operatori teatrali con ragazzi che soffrono della sindrome di autismo, riscontrando ottimi risultati.
Dopo questo meeting, i paesi lavoreranno autonomamente, per poi ritrovarsi a febbraio in Francia con i tutti i ragazzi sperimentando insieme quello che ognuno ha avuto modo di trovare nel proprio territorio. Il progetto terminerà nella primavera del 2023.
L’iniziativa è stata presentata in Sala Arazzi dall’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore di Fondazione Aida Meri Malaguti e Annachiara Marangoni della Fondazione Trentina per l’Autismo.
“Lo spettacolo dal vivo crea inclusione – afferma l’assessore Briani -. Di questo Verona ne ha già testato l’efficacia, grazie a progetti come ad esempio Dance Well, pratica artistica rivolta principalmente a persone con malattia di Parkinson, o una realtà come Diversamente in danza, ma anche i grandi artisti capaci di darci grandi lavori ed emozioni. In questo caso saranno i giovani ad esprimersi grazie a questo percorso che noi siamo lietissimi di ospitare nel nostro teatro Camploy”.
“Ringraziamo il Comune di Verona che ci permette di avere un luogo per poter lavorare per quattro giorni con gli operatori che poi svolgeranno attività con i ragazzi – afferma la direttrice Malaguti -. Questo è uno dei tanti progetti che Fondazione Aida svilupperà nei prossimi due anni. Siamo contenti di ritornare a parlare di disabilità. In ormai quarant’anni di attività sono tanti i progetti fatti, ma era tanto che volevamo lavorare sul tema dell’autismo. Sono poche in Italia le realtà che se ne occupano e sappiamo che l’elemento musicale è di grande stimolo per i ragazzi che soffrono di questa malattia. Grazie al metodo Mackey Mackey e alla struttura all’avanguardia della Fondazione Trentina faremo questa sperimentazione insieme su due ragazzi, in un contesto europeo”.
“Un intervento sulle abilità sociali più espressive e meno cognitive, possono aiutare le persone con autismo ad entrare maggiormente in relazione – dice Marangoni -. Noi insegniamo delle competenze alle persone con autismo, che però non riescono a riprodurre o riconoscerle all’esterno. E’ probabile che interventi che trovano una strada alternativa come musica, danza e l’interazione mediata con strumenti particolari, possono aiutare queste persone, che possono anche imparare. Se riusciamo a trovare delle strade per favorire questi apprendimenti è una cosa molto positiva”.

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