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Luned 14 Febbraio 2022
GRANDE TEATRO, ATTO SECONDO. A SORPRESA DUE NUOVI SPETTACOLI. IN SCENA SEBASTIANO LO MONACO E NANCY BRILLI. DAL 28 FEBBRAIO IL RINNOVO DEGLI ABBONAMENTI

Effetto sorpresa. Il Grande Teatro rialza il sipario. La storica rassegna del Comune di Verona, organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile, richiama il pubblico in sala per altri due appuntamenti. Dal 29 marzo al 3 aprile Enrico IV con Sebastiano Lo Monaco, diretto da Yannis Kokkos, e dal 3 all’8 maggio Manola di Margaret Mazzantini con Nancy Brilli e Chiara Noschese, dirette da Leo Muscato.

La rassegna, iniziata con anticipo per le incertezze dettate dall’emergenza sanitaria di ottobre, aveva spento i riflettori lo scorso 30 gennaio, dopo 6 spettacoli. Ma per l’affetto dimostrato dal pubblico, l’Amministrazione comunale ha voluto riaccendere le luci del Teatro Nuovo e offrire ad abbonati e appassionati la possibilità di assistere ad altri due imperdibili appuntamenti. Una sorta di ‘atto secondo’ della stagione 2022. Come in tempi pre pandemia il cartellone arriverà, quindi, a 8 spettacoli totali.

Come da tradizione, il giovedì pomeriggio, alle 18, gli attori incontreranno il pubblico nel Piccolo Teatro di Giulietta.

Abbonamenti e biglietti. La campagna abbonamenti prevede tre fasi: dal 28 febbraio al 9 marzo gli abbonati della stagione 2019-2020 potranno acquistare, confermandolo, lo stesso posto di due anni fa. Dall’11 al 19 marzo saranno invece i nuovi abbonati della stagione 2021 a rinnovare la ‘tessera’. Nei giorni 21 e 22 marzo, infine, tutti potranno sottoscrivere il mini abbonamento per i due spettacoli. Per organizzare al meglio l’acquisto dell’abbonamento ed evitare file, è possibile prenotare l’appuntamento tramite il sito www.teatrostabileverona.it. Possibile scegliere il luogo (biglietteria del Teatro Nuovo oppure Box Office), il giorno e l’ora. Dal 23 marzo saranno in vendita i singoli biglietti, al Teatro Nuovo, al Box Office e on-line sui canali www.boxol.it/boxofficelive/ e www.boxofficelive.it/index.cfm/it/.

Ad annunciare le due nuove rappresentazioni, questa mattina, in diretta streaming, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il direttore artistico degli Spettacoli del Comune Carlo Mangolini, insieme al direttore del Teatro Stabile di Verona Piermario Vescovo.

“Il Grande Teatro non è finito, anzi, riaccende i riflettori – ha spiegato a sorpresa l’assessore Briani -, un premio al coraggio di tutti, dei professionisti del settore, del pubblico e degli organizzatori. Siamo partiti quest’autunno senza avere certezze, navigando a vista. Ma oggi più che mai è importante dare segnali forti, e aggiungere i due titoli mancanti per completare il tradizionale cartellone di Verona Grande Teatro era un obiettivo che ci eravamo dati e che abbiamo voluto realizzare fortemente”.

“Il pubblico ci ha seguito con affetto, arrivando nei 6 titoli precedenti a superare le 12 mila presenze – ha aggiunto Mangolini -. Una media di 2.000 spettatori a titolo è in questo momento un risultato eclatante, che conferma ancora una volta la vocazione teatrale di Verona. Non potevamo pertanto deludere le aspettative e per farlo abbiamo proseguito la linea tracciata finora, affiancando i classici e la drammaturgia contemporanea, con due registi di eccellenza e degli interpreti di grande qualità”.

“Siamo giunti alla seconda puntata – ha concluso Vescovo -, grazie agli sforzi di tutti non solo abbiamo portato a casa una stagione ricca di soddisfazioni, ma ora la completiamo con altri due spettacoli. Questo ci ripaga del grande lavoro fatto”.

Il primo ad andare in scena sarà ENRICO IV (tragedia di cui ricorre il centenario della prima rappresentazione, 24 febbraio 1922) di Luigi Pirandello con la regia di Yannis Kokkos e con protagonista Sebastiano Lo Monaco. Sul palcoscenico anche Mariàngeles Torres, Claudio Mazzenga, Rosario Petix, Luca Iacono, Sergio Mancinelli, Francesco Iaia, Giulia Tomaselli, Marcello Montalto, Gaetano Tizzano e Tommaso Garrè. Lo spettacolo è prodotto da Associazione SiciliaTeatro, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Palermo e Teatro Stabile di Catania. I costumi sono di Paola Mariani, le musiche di Dario Arcidiacono, le luci di Jacopo Pantani e le scene dello stesso Kokkos che proprio come scenografo iniziò la sua lunga carriera lavorando per Antoine Vitez e Jacques Lassalle. Filtrato dalla cultura e dall’esperienza di uno dei più incisivi e stimati registi viventi, il settantasettenne Yannis Kokkos, "Enrico IV" torna al Nuovo nell’ambito del Grande Teatro. E lo fa accogliendo lo spettatore, quasi a sua insaputa, all’interno di una seduta psicoanalitica dalla quale uscirà, a fine spettacolo, con molti e rilevanti quesiti sul suo vissuto. In “Enrico IV” che fu rappresentato per la prima volta a Milano nel 1922, un anno dopo i “Sei personaggi in cerca d’autore”, Luigi Pirandello ebbe a sviluppare i temi, allora nascenti, della psicologia del profondo, riferibili agli studi di Sigmund Freud e alla successiva Scuola di Francoforte. Con questo testo dove si annulla il limite tra ragione e pazzia e si dissolve ogni certezza, si sono misurati grandi attori italiani ed europei. Sebastiano Lo Monaco, dopo il fertile incontro con Kokkos nell’Edipo a Colono di Sofocle nel 2018 al Teatro Greco di Siracusa, ha deciso di portarlo in scena, continuando così la sua ricerca intorno al mondo pirandelliano. Il protagonista dell'opera deve rinsavire, e mettere a nudo il rapporto tra maschera e smascheramento, recitando la follia ed evidenziando il carattere metateatrale che si può applicare al testo.

La rassegna proseguirà, dal 3 all’8 maggio, con MANOLA di Margaret Mazzantini con la regia di Leo Muscato e con protagoniste Nancy Brilli e Chiara Noschese. Lo spettacolo è prodotto da Enfiteatro. Due sorelle gemelle in contrasto tra loro, come due pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo. Anemone, sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, e il suo opposto Ortensia, uccello notturno, irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. Le due per un gioco scenico si rivolgono alla stessa terapeuta dell’occulto e svuotano il serbatoio di un amore solido come l’odio. Ed è come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate. In realtà la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non è altro che la quarta parete teatrale sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l’intimità femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell’altra, sbagliando per l’ennesima volta tutto. Perché un equivoco perenne le insegue nell’inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali. Un testo sfrenato che prevede due interpreti formidabili per una prova circense senza rete. Ma che invoca l’umano in ogni sua singola cellula teatrale.



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