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Domenica 4 Agosto 2024
Dal Bollettino socio economico del Veneto, Luglio 2024. Si stima una crescita del PIL di un +1,1% nell’anno in corso. Zaia: “Previsioni incoraggianti per la nostra economia. Il turismo traina la locomotiva veneta”.

“I dati Prometeia, che a luglio stimano la crescita del PIL Veneto nell’arco dell’anno a +1,1%, contro la previsione nazionale dello 0,9%, dimostrano ancora una volta che la nostra Regione è uno dei motori d’Italia. A fare la differenza è il turismo, che, grazie al ritorno molto consistente degli stranieri, nei primi cinque mesi di quest’anno, ha registrato un +8,4% delle presenze, rispetto allo stesso periodo del 2023. In questo contesto roseo, non sottovalutiamo il rallentamento del settore produttivo, pur consapevoli che gli elementi congiunturali stanno influendo in modo significativo sul settore”. Così il presidente della Regione, Luca Zaia, evidenzia alcuni dati che emergono dal “Bollettino socio economico del Veneto – I principali dati congiunturali” di luglio 2024, che riporta i principali indicatori socio-economici congiunturali relativi alla nostra regione. In un quadro complessivo che conferma la tenuta delle principali economie mondiali, Prometeia fornisce a luglio una previsione tendenziale, per il 2024 del Prodotto Interno Lordo italiano del +0,9%, di poco inferiore rispetto a quanto prospettato nel Documento Economico Finanziario 2024, che prevede un +1,0%. Per il Veneto è stimata una crescita del PIL pari a +0,9% nel 2023 e +1,1% nell’anno in corso. Per i consumi delle famiglie e per gli investimenti fissi lordi in Veneto è stimata una crescita, rispettivamente, dell’1,3% e del 4,5% nel 2023. Nel 2024 si stima che i consumi delle famiglie venete cresceranno dello 0,7% e gli investimenti fissi lordi del 2,1%. Per il 2025 Prometeia prevede una crescita dello 0,9% per l'economia nazionale e dell’1,1% per quella veneta. Per quanto riguarda l’inflazione, a giugno 2024, in Veneto, essa si mantiene sullo stesso livello dei due mesi precedenti (+1,3%). Passando al fronte imprenditoriale, nel secondo trimestre del 2024 continua la diminuzione del numero di imprese attive in Veneto (-1% rispetto a stesso periodo dello scorso anno). Meno accentuata la diminuzione nelle costruzioni e nei servizi. E’ il caso di evidenziare in particolare i dati relativi ai giovani laureati per affrontare analiticamente quello che viene definito il fenomeno dei cervelli in fuga – sottolinea Zaia. Dai dati emerge una buona capacità del Veneto di trattenere il capitale umano: 3 su 4 dei laureati veneti rimangono a lavorare nel nostro territorio e fra coloro che si sono laureati fuori dal Veneto, il 60% desidera tornare in Veneto a lavorare. E direi che questi sono numeri decisamente interessanti”. Rispetto al tema dei giovani, un altro focus, da considerare nel Bollettino di luglio, riguarda alla condizione dei nostri minori. Nel 2022 in Veneto sono 741.223, in diminuzione dell’11% rispetto al 2021 e, secondo le previsioni Istat, in ulteriore calo per il futuro. Segnali positivi si registrano, sulla loro soddisfazione per la vita e sul benessere complessivo. Molto dipende dalle risorse economiche-sociali delle famiglie, ma anche del territorio e della comunità. Se la maggior parte delle famiglie con minori, giudica adeguate o ottime le proprie risorse economiche, tuttavia, il 23,9% dei minori è a rischio povertà o esclusione sociale (28,5% in Italia). L’apporto della comunità è sicuramente perfettibile, ma è per molti aspetti migliore rispetto ad altre zone d’Italia”. Non c’è dubbio, che dobbiamo sentirci soddisfatti del flusso turistico, che sta abbondantemente interessando il nostro Veneto, che sta creando movimento economico e, quindi, benessere. Tuttavia, pur non volendo ribadire una considerazione già nota, ci preoccupa il citato rallentamento del comparto produttivo e la riduzione dell’1%, rispetto allo scorso anno, del numero delle imprese attive, nella regione. Se è vero, infatti, che dovremo abituarci, con conforto, a vedere, nel turismo, una delle colonne principali della nostra economia, dobbiamo anche tenere presente che l’importantissimo flusso turistico è, sicuramente, più soggetto a variazioni, in più e in meno, di quanto lo sia il procedere della vita di un’impresa, procedere più continuo e stabile. Soddisfazione, dunque, e grande, per il forte sviluppo di ristorazione e di ospitalità, con relativa economia indotta, ma, è necessità assoluta, il massimo supporto all’impresa, onde questa non solo viva, ma anche, si moltiplichi e crei occupazione, per i nostri giovani. Ciò, avendo cura che il suo prodotto sia, quanto a imposizione fiscale, più accessibile al consumatore interno, di quanto lo sia oggi, e tentando di evitare che buona parte della produzione sia troppo volta all’esportazione, che, come stiamo, purtroppo, constatando, anche, in sede internazionale, per un motivo o per l’altro, risulta, sia pure, dopo felici decenni, in forte stasi, con incisivo danno ai paesi all’export orientati. Certo, la domanda riprenderà, ma, non si può pensare che la stessa possa giungere, quasi esclusivamente, dall’esportazione. Lo dimostrano i gravi fatti d’oggi, che, oltre a innumeri vittime, creano, senza limiti, pesantissima inquietudine, mentre l’umanità, e, quindi, l’economia esigonp pace e tranquillità.
Pierantonio Braggio





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