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| Lunedì 2 Settembre 2024 |
Coldiretti Verona, il presidente Vantini: allevatori, primo esempio di sostenibilità.
Dati che il consumatore è bene conosca: in dieci anni, sono più che dimezzati gli antibiotici, impiegati in campo veterinario. Nel contesto europeo, l’allevamento italiano di bovini da carne rappresenta il 10,7% collocandosi al terzo posto dietro alla Francia (20,8%) e alla Germania (15,4). Ne hanno parlato gli esperti, intervenuti all’incontro organizzato da Coldiretti nella serata del 28 agosto scorso, a Roverchiara, in occasione della Festa della Costata. Oltre al presidente provinciale Alex Vantini, erano presenti Michele Bonfante, presidente della locale Coldiretti, Pier Andrea Odorizzi referente area economica di Coldiretti Veneto, Fabrizio Cestaro, dirigente dell’Ulss 9 di Verona, Alessandro De Rocco, presidente di Aop Italia Zootecnia, Giacomo Beltrame, vice presidente di Coldiretti Verona. Tra i dati più rilevanti emersi durante la serata, quello relativo alla produzione di carne in Italia che tra il 2022 e il 2024 è passata da una flessione del -9,2% a un +5,2%, mentre è nettamente diminuito il numero degli allevamenti da carne presenti nel nostro Paese (tra il 2019 e il 2023 sono passati da 100.109 a 84.682, -15,4%). Per quanto riguarda i capi destinati alla macellazione si è passati invece da 3.010.000 a 2.906.000 registrando una flessione del -3,4%. Il Veneto produce il 30% della carne italiana e a sua volta Verona alleva il 30% dei capi macellati in regione (233mila vitelli dei 766mila totali nel 2022, secondo il report annuale di Veneto Agricoltura su dati dell’Anagrafe zootecnica nazionale), mantenendo il ruolo di leader di settore nonostante qualche recente difficoltà legata al sempre più difficile approvvigionamento di vitelli dall’estero. Il settore allevatoriale Veneto è infatti storicamente vincolato all’import di vitelli da ingrasso che pesa per il 53,3% sul totale di bovini presenti nelle nostre stalle e l’attuale difficoltà dei rapporti con i paesi esportatori, Francia in testa, ne fanno risentire gli effetti negativi: il terzo trimestre del 2023 segna un -11,7% rispetto allo stesso periodo del 2022 (da 293.455 a 258.958 capi). Il presidente Alex Vantini: “Coldiretti Veneto – ha detto - ha inviato al Governatore Zaia un documento, in cui abbiamo fatto delle proposte concrete ma serve l’aiuto della Regione affinché si trovino linee di finanziamento, come peraltro già sperimentato, in Toscana e in Emilia Romagna, per la creazione di linee vacca vitello sulle nostre montagne, per iniziare a ragionare su un’alternativa rispetto ai ristalli francesi e arrivare così a un prodotto 100% made in Italy”. Il presidente ha poi ringraziato le Amministrazioni presenti per la vicinanza al sistema allevatoriale del territorio, anche attraverso iniziative di carattere enogastronomico, sottolineando come sia fondamentale il supporto delle istituzioni per creare un dialogo sempre più costruttivo con la cittadinanza. “Il settore zootecnico – ha sottolineato Vantini – viene spesso accusato di essere fonte di inquinamento ma non si tiene invece conto che gli allevatori sono i primi a promuovere la sostenibilità ambientale e il benessere animale nelle loro aziende mettendo in atto azioni spesso anche molto onerose per le quali non ricevono il giusto riconoscimento economico”. I numeri lo confermano: dal 2000 al 2020 in Italia si è passati da 2500 a 1700 tonnellate (-32%) di concimi chimici (fonte Istat e Federchimica); dal 1990 al 2022 si è ridotto del 56% l’utilizzo di fitofarmaci (da 100.596.000 kg di sostanza attive a 44.424.417 kg, fonte Eurostat), tra il 2011 e il 2022 si registra un -57% di utilizzo di antibiotici veterinari (da 371.0 mg/PCU a 157,5 mg/PCU, fonte Esvac), mentre per quanto riguarda il gasolio agricolo dal 2000 al 2022 la diminuzione nei consumi è stata del 12% (da 2,5 a 2,2 Mt, fonte MASE). “Dobbiamo sempre ricordare – ha concluso – il ruolo di custode del territorio dell’agricoltore che per primo ha a cuore la salute dell’ambiente in cui opera e degli animali che alleva, scongiurando pericolose derive ideologiche che poco hanno a che fare con la realtà e che generano solamente fake news, spesso purtroppo diffuse anche dai media nazionali”. Dati molto interessanti: gli allevatori veneti ed italiani guardano al meglio, in fatto di produzione di carni, a salvaguardia della salute del consumatore, al contenimento incisivo dell’impiego di farmaci e di prodotti, per la conduzione degli allevamenti, con uno sguardo costante alla sostenibilità.
Pierantonio Braggio

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