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Sabato 26 Ottobre 2024
I Musei del Vino, come acceleratori, per lo sviluppo culturale ed economico dei territori”. A Verona, esperti e istituzioni internazionali a confronto, nella II edizione, dell’International Conference on Wine Museums. Convegno, organizzato da Fondazione M

Il convegno “I Musei del Vino, tra Cultura, Innovazione e Promozione Territoriale”, tenutosi il 25 ottobre 2024, presso la Camera di Commercio a Verona, ha permesso di fare il punto, sul grande progetto MUVIN, del quale sono stati presentati il concept plans, il piano industriale e un’analisi sull’impatto del progetto a livello locale e regionale. Il presidente Begalli: oltre 1 miliardo di nuove risorse in 10 anni, grazie a un investimento di 20 milioni di euro. Traguardo a 350.000 visitatori e 7 milioni di ricavi. Un network in costante crescita, alla base della realizzazione del Museo Internazionale del Vino di Verona, che si candida a essere il soggetto di riferimento per la valorizzazione di questo patrimonio culturale, globale e una grande opportunità di turismo evoluto e sostenibile. Il convegno ha visto esperti del settore, accademici e imprenditori riunirsi, per discutere il ruolo chiave dei musei e degli hubs del vino, nel panorama culturale, economico e territoriale ed ha esplorato le sinergie tra tradizione e innovazione. La prima parte della giornata ha concentrato l’attenzione, sullo sviluppo del MUVIN di Verona, destinato a diventare un riferimento internazionale per Fondazione Museo del Vino MUVIN, intero settore, che si avvicina rapidamente a passare dalla fase progettuale a quella realizzativa. Nel corso del convegno, sono stati illustrati gli avanzamenti del progetto ed è stato presentato il team internazionale di architetti, curatori scientifici ed esperti di tecnologie museali e multimediali, incaricato di affiancare la fondazione nel progetto stesso. Tra
questi, l’esperto e Master of Wine anglo-australiano, Steve Charters, gli studi d’architettura Ardielli Fornasa Associati, con Mirko Scaratti e Capitale Cultura Group, per i contenuti museali. È stata, inoltre, presentata un’analisi condotta dall’Economic Living Lab, spin-off dell’Università di Verona, sugli effetti che il nuovo hub culturale avrà sul territorio. “L’impatto diretto e indiretto sull’economia della provincia ammonterà a circa 700 milioni di euro in 10 anni – ha spiegato il prof. Diego Begalli, presidente della fondazione MUVIN e Prorettore dell’Università di Verona, La ricaduta sul sistema regionale e multiregionale raggiunge invece 3-400 milioni di euro, con un moltiplicatore di 1 a 30, se consideriamo che l’investimento complessivo sarà nell’ordine di 20 milioni di euro. Si tratta di un impatto ben superiore alla media definita dagli studi più accreditato, sull’economia della cultura”. Ad esporre il Business Plan 2024 del MUVIN, Enrico Ghinato, consigliere d’amministrazione della Fondazione e già alla guida di parchi tematici del livello di Gardaland e Aquardens: “Il MUVIN impiegherà a regime circa 200 persone. Una vera e propria impresa culturale che, già nella fase di start up, raggiungerà l’equilibrio tra ricavi e costi di gestione e arriverà in cinque anni al traguardo di 350 mila visitatori e 7 milioni di fatturato”. “Ma l’aspetto ancora più importante – tiene a precisare il manager – riguarda il ricavo medio per visitatore, che si attesterà a 14 euro, grazie a un modello di business, basato su un mix di esperienze e offerte, incluse degustazioni e merchandising. Un risultato che ci allinea ai più virtuosi standard internazionali di gestione museale”. Il Convegno si è tenuto a chiusura di una settimana, che ha visto Verona ospitare l’evento annuale di Great Wine Capitals, che consolida il ruolo del capoluogo scaligero, tra le capitali del vino nel mondo. L’evento è stato finanziato, grazie al contributo della Regione Veneto, a seguito dell’approvazione di una proposta di legge - presentata dal consigliere regionale, Enrico Corsi - che ha autorizzato la giunta regionale a concorrere alle iniziative assunte dalla Fondazione, per realizzare il Museo Internazionale del Vino. “Nel 2020 il Consiglio Regionale, all’unanimità, ha approvato la legge sugli ecomusei del Veneto”, ha detto Corsi. L’Italia, unico grande produttore d’Europa a non avere un Museo internazionale del vino, ha oggi l’opportunità di costruire un hub culturale di ultima generazione e allineato ai linguaggi più moderni della multimedialità e del nuovo turismo culturale”. Molto ricco il panel degli ospiti, che hanno animato la giornata, tra i quali la Cité du Vin, Bordeaux, Francia, i siti UNESCO delle Cantine della Moldavia e delle Colli, Conegliano e Valdobbiadene, il Tempio del Brunello di Montalcino e il Museo e Archivio Storico della Birra Peroni. Hanno coordinato i dibattiti scientifici, esperti del calibro di Steve Charters (Burgundy School of Business di Digione), Roberta Garibaldi (Università di Bergamo), Maurizio Ugliano (Università di Verona)… “Penso che l’idea di un Museo del Vino qui a Verona – commenta Steve Charters, a capo del team di curatori scientifici del progetto - sia molto interessante. Sebbene esistano già percorsi museal, dedicati al vino, in Europa e nel mondo, questo progetto si contraddistingue, per il fatto che il focus, a differenza degli altri casi, non sarà sul prodotto e la sua produzione, bensì sul valore culturale del vino. Ed è molto importante, di questi tempi, perché penso che stiamo sottovalutando l’importanza di quest’aspetto fondamentale e delle figure associate, dai produttori ai consumatori. Penso che debba passare questo il messaggio e che il progetto MUVIN possa essere un’ottima opportunità per farlo”. La Fondazione Museo del Vino MUVIN è sorta, nel 2022 a Verona, con alcuni specifici obiettivi: • Realizzazione, in Italia, del primo Museo del Vino, a livello Internazionale, al pari dei più importanti musei, oggi operanti in Europa, quali la Cité du Vin, a Bordeaux (Francia), WoW, a Porto (Portogallo), Vivanco, in Spagna; • Educazione e divulgazione culturale: offrire al pubblico una comprensione più approfondita della cultura del vino, dai valori dell’origine, ai metodi di coltivazione e produzione, alle relazioni con l’arte, la storia e i paesaggi; • Promozione territoriale: collegare il mondo del vino al territorio, mostrando come i musei del vino possano contribuire alla promozione turistica locale, attraverso il rafforzamento del valore delle destinazioni; • Innovazione e sostenibilità: esplorare il ruolo dell'innovazione tecnologica e della sostenibilità nella produzione vinicola moderna, con uno sguardo, rivolto al futuro del settore. MUVIN è un’iniziativa che coniuga cultura, tradizione, economia e innovazione, facendo del vino un protagonista del patrimonio italiano e internazionale. La Fondazione è un ente senza scopo di lucro. I soci fondatori sono le Associazioni economiche del territorio, degli agricoltori (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), l’Associazione Avive, che riunisce tutti i consorzi delle DOC e DOCG della provincia di Verona, le Associazioni dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti, della Piccola industria, con API, e del mondo cooperativo, con Confcooperative. Tutti hanno trovato, nell’oggetto sociale di MUVIN una piena condivisione dell’iniziativa ed è la prima volta che a Verona tutte le associazioni economiche territoriali aderiscono a un’iniziativa culturale, che ha rilevanti ricadute sul turismo e il sistema economico-sociale del territorio. Lo statuto della Fondazione prevede l’istituzione di un Comitato Scientifico, il cui compito sarà di assistere il Consiglio, nell’elaborazione delle strategie, nelle relazioni con le autorità internazionali, comunitarie, nazionali, regionali e cittadine e con le istituzioni accademiche. Di questo, fanno parte gli accademici presenti nel Consiglio Generale della Fondazione (prof. Diego Begalli, prof. Maurizio Ugliano e prof.ssa Nicoletta Zerman). A questi si aggiungono la prof.ssa Roberta Garibaldi dell’Università di Bergamo e il Master of Wine, dott. Andrea Lonardi, e la dott.ssa Emanuela Panke. Perché un Museo del vino a Verona…: • Il sistema “vino” rappresenta uno degli asset che contribuiscono a identificare, a livello internazionale, il brand “Verona”; • Verona, oltre a essere una delle province italiane di riferimento, per la produzione del vino, ospita la più importante fiera internazionale del vino italiano, “Vinitaly”. Creato nel 1966, Vinitaly è un top-player, nel mondo, ospitando annualmente oltre 4000 produttori;• A Verona si colloca lo sbocco verso l’Europa, in corrispondenza dei nodi stradali del corridoio 1 e 2; • Verona dista soli 25 km dal Lago di Garda, che muove ogni anno oltre 30 mln di presenze turistiche e si colloca a circa un’ora da Venezia ed è ben collegata con le altre più rilevanti destinazioni turistiche del Veneto, le cui presenze turistiche superano annualmente i 70 milioni, e italiane (Dolomiti e città d’arte); • Verona rappresenta la Capitale italiana del vino, nell’ambito della rete Great Wine Capitals e si posiziona a pieno titolo nelle reti internazionali del vino; • L’Università di Verona ha un posizionamento d’eccellenza nell’ambito dell’alta formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico nel settore vinicolo”. Il tema MUVIN, Museo del Vino a Verona è stato, quindi, ottimamente e dettagliatamente esaminato, nel Convegno in tema, in ogni suo dettaglio, mentre possiamo essere certi che i relativi risultati, sono più che positivi, perché Vino e Verona sono alti valori culturali ed economici, che, validi oggi, lo saranno ancora più, nel futuro. Risultati futuri, che già, oggi, ci consolano – bella, straordinaria l’iniziativa MUVIN, che fornisce, finalmente, a Verona e ai suoi vini, con MUVIN, massimo riconoscimento, che diventa onore per chi al vino veronese, da sempre, con saggezza e tenacia, ha dedicato e dedica il proprio impegno, nelle feconde terre del nostro territorio. La novità MUVIN, alla quale, con soddisfazione plaudiamo, ci conforta, e fortemente, anche perché, attesa da decenni, costituisce grande omaggio all’Agricoltura e alla Viticoltura, che, oltre a originare l’importante complesso di positivi fattori, sopra evidenziato, sono custodi e creatrici di attraente “paesaggio”. Pierantonio Braggio







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