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| Venerd 23 Gennaio 2026 |
Fondazione Cariverona istituisce lo Young Advisory Board: 12 giovani e un nuovo patto, tra generazioni, per il futuro dei territori. Selezionati tra oltre 180 candidature, 8 donne e 4 uomini con età media di 23 anni, da Verona (4), Vicenza (4), Belluno (2
“C’è una fiducia che non fa rumore, ma decide la direzione di un Paese. È la fiducia dei giovani: che restare abbia senso, che partecipare serva, che investire energie e talento nel proprio territorio non sia tempo perso. Quando questa fiducia manca, non è solo fuga di talenti all’estero: si sfilaccia un patto tra generazioni. E il prezzo lo pagano le comunità: le ragazze e i ragazzi si sentono lontani dalle scelte, gli adulti faticano a stare dentro la velocità del presente, le istituzioni diventano sempre più distanti… E il futuro rischia di diventare una parola che divide. Proprio per questo serve ricucire: creare spazi in cui generazioni diverse tornino a parlarsi, a decidere, a costruire insieme. È per riaprire un confronto vero che Fondazione Cariverona istituisce lo Young Advisory Board (YAB), un nuovo organismo consultivo e propositivo, pensato per portare in modo strutturato lo sguardo delle nuove generazioni dentro le scelte della Fondazione lungo tutto il ciclo 2026-2028. Alla call lanciata nei mesi scorsi hanno risposto oltre 180 giovani, un segnale che contraddice un luogo comune diffuso: la voglia di contribuire esiste, quando gli spazi sono credibili e il coinvolgimento è reale. Da questo percorso di selezione nasce oggi un gruppo composto da 12 ragazze e ragazzi (8 donne e 4 uomini) tra i 19 e i 27 anni, con età media di 23: Micol Buffo, Yasmine Razouali, Chiara Sivero, Gaia Zanzi dalla provincia di Verona Segen Desalegen Atewebrhan, Maria Coccolo, Giorgio Fotoudis, Valeria Santaterra dalla provincia di Vicenza Jacopo Bridda, Elena Giacomelli dalla provincia di Belluno, e Pietro Casari, Amanpreet Singh Hayer dalla provincia di Mantova.Un gruppo eterogeneo per esperienze e sensibilità, con competenze trasversali coerenti con le direttrici strategiche della Fondazione: ambiente e territorio, opportunità per i giovani, comunità accoglienti e solidali. “Quando diciamo che i giovani non partecipano, in realtà stiamo descrivendo un’altra cosa: non trovano luoghi in cui la partecipazione conti davvero. E le oltre 180 candidature arrivate per lo YAB lo dimostrano”, dichiara Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona. “Oggi, con questi 12 ragazzi e ragazze, facciamo un salto di qualità: non li abbiamo scelti per ‘rappresentare’ una generazione, ma per lavorare insieme a noi. Portano radicamento nei territori, sguardi diversi e competenze trasversali. Il loro compito sarà aiutarci a prendere decisioni migliori: trasformare bisogni reali in proposte realizzabili, misurarsi con priorità e vincoli, e costruire un confronto vero tra generazioni. La fiducia nasce così: quando una voce entra nelle scelte prima che siano già scritte, e quando chi ha più esperienza è disposto a condividere responsabilità, potere, conseguenze”. Lo Young Advisory Board, sviluppato in collaborazione con Ashoka Italia, accompagnerà l’intero triennio 2026-2028 della Fondazione. Non sarà un tavolo consultivo “una tantum”, ma un dispositivo stabile di confronto e proposta. I membri dello YAB saranno chiamati a intercettare bisogni emergenti, leggere i cambiamenti sociali e culturali che attraversano i territori, trasformare istanze e desideri in proposte argomentate e realizzabili. In concreto, il Board entrerà nei processi di orientamento strategico e contribuirà al lavoro interno della Fondazione, partecipando ai momenti di confronto e alle attività collegate alla programmazione pluriennale e annuale. Inoltre, potrà progettare e attivare iniziative rivolte ai coetanei e sperimentare strumenti innovativi di partecipazione, con la possibilità di operare su risorse dedicate: un segnale che sposta la partecipazione dal “dire la propria” al misurarsi con priorità, vincoli, scelte e impatto.L’avvio del percorso sarà segnato da un Changemaker Camp residenziale di tre giorni, in programma a febbraio 2026: un laboratorio intensivo pensato per costruire coesione, metodo e visione comune, e per trasformare un gruppo di persone in un gruppo di lavoro. Nel corso dell’anno sono previsti 7-10 incontri, in presenza e online, con un impegno continuativo che rende lo YAB una presenza reale, non simbolica. A riconoscimento del tempo e della responsabilità richiesti, la Fondazione prevede una borsa di studio annuale di 3.000 euro lordi per ciascun componente, oltre a rimborsi spese e opportunità formative. È una scelta che mette un punto fermo: se si chiede alle nuove generazioni di contribuire al bene comune, quel contributo va valorizzato con strumenti concreti, non solo con parole. Lo Young Advisory Board è l’approdo naturale di un percorso che Fondazione Cariverona ha costruito nel tempo per passare dall’ascolto alla corresponsabilità. La ricerca Futuro Qui! ha raccolto le voci di oltre mille under 35 e ha fotografato ciò che rende un territorio davvero attrattivo per chi vuole costruire una vita: lavoro dignitoso, accesso alla casa, servizi, mobilità, cultura, spazi di socialità e la possibilità di incidere. I workshop Attenti ai giovani! hanno poi portato idee e proposte delle nuove generazioni direttamente nei luoghi in cui si costruisce la programmazione, accorciando la distanza tra chi vive i problemi e chi prova a generare soluzioni. Con lo YAB, quel cammino diventa stabile: un canale continuo di dialogo intergenerazionale che accompagna la programmazione e ne rafforza la qualità, perché mette in relazione sguardi diversi sul presente e sul futuro.“Lo Young Advisory Board non è un’iniziativa isolata”, prosegue Giordano. “Si inserisce in un percorso che la Fondazione sta portando avanti da anni per aumentare le opportunità per i giovani e rendere i nostri territori più attrattivi: ascolto, sperimentazione, programmazione, e ora un coinvolgimento stabile. Ma una Fondazione, da sola, non basta. Per trattenere talenti e creare condizioni di futuro servono politiche, servizi, lavoro, casa, mobilità, cultura: per questo agiremo in sinergia con enti locali, scuole e università, imprese e terzo settore. Lo YAB è uno strumento in più, prezioso, perché aiuta a tenere questa agenda ancorata alla realtà e a trasformare il dialogo in scelte e alleanze concrete”. Il lavoro dello YAB sarà affiancato da un percorso più ampio: nelle prossime settimane verranno infatti lanciate iniziative rivolte anche ai candidati non selezionati, per mettere in rete energie e competenze e costruire una community stabile di giovani interessati a contribuire ai territori. In un tempo in cui la parola “futuro” rischia di suonare astratta, lo YAB nasce come un gesto concreto, come un pezzo di governance che prova a rendere più solide le decisioni, più vicino il linguaggio delle istituzioni, più credibile il patto tra generazioni. Perché la sfida non riguarda soltanto i giovani. Riguarda la capacità dei territori di restare vivi, attrattivi, innovativi. Riguarda tutti”. Contati: Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne, comunicazionefondazionecariverona.org, 045 8057303”. Un ‘ottima proposta: in una società, nella quale, normalmente, tutto proviene dall’alto, mentre non si sa a chi rivolgersi, per una risposta risolutiva, anche in fatto di urgenti necessità, straordinaria appare la creazione del sopra descritto Board, nel quale i giovani avranno la parola…, trovando ascolto, e cominciando, tra l’altro, ad apprendere, sin d’ora, per il loro futuro, con quale serietà debba essere svolto un compito pubblico, loro affidato.
Pierantonio Braggio

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