Tema “Groenlandia”… Il presidente Trump cancella i dazi sull’export, verso gli USA, dei Paesi europei. Distensione.
Già, il globo vive, avvolto in preoccupazione e paure, così come quell’economia, della quale non possiamo fare meno e che, per sua propria normativa, non scritta, è sempre sensibilissima ad ogni possibile venire meno della necessaria tranquillità. Ora, all’odine del giorno, è Kalaallit Nunaat o Groenlandia. Con amministrazione democratica autonoma, ma, strettamente legato al Regno di Danimarca, sino dagli inizi del 1800, è Paese, geograficamente, parte del continente americano, con circa 56.000 abitanti, in massima parte, orientati a fare divenire la loro terra, membro dell’e europea con superficie di oltre 2100 km2 e con capitale Nuuk è stato, sino a ieri, 22 gennaio, tema di contrasto, fra la Groenlandia stessa, la Danimarca, l’e europea e gli Stati Uniti, in quanto gli USA mirano ad insediarvisi, per prevenire attenzioni di Russia e di Cina. Premesso che la più grande isola del mondo, in tema, si trova a nord-est del Canada, fra la Baia di Baffin e l’Islanda e che, per oltre la metà del suo settore nord, è parte del Circolo Polare Artico, va saputo che la stessa dispone di petrolio, gas e di terre rare…, risorse importantissime, che fanno gola a chiunque. Non vi è dubbio, poi, che la Groenlandia, per la sua posizione geografico-strategica, essendo dotata di importanti vie marittime, che permettono di raggiungere, con risparmio di tempo e di spesa, la parte orientale del globo, trovi interessati altri stati, con relativo pericolo, per USA e, non meno, per l’e europea. Fattori che sono, giustamente, quindi, alla base delle preoccupazioni americane, e che, voglia o non voglia, interessano indubbiamente, dunque, come dianzi citato, anche Bruxelles e NATO, della quale la Danimarca è membro, e non da oggi. C’è, quindi, anche il principio di sovranità – ci riferiamo alla Groenlandia – confermato da leggi internazionali e riconosciuto universalmente, che va, comunque, rispettato. Va poi evidenziato che, alla radice della formazione dei diversi Stati del globo, non alleati o non alleati, fra loro, non mancano e mai non mancheranno, guardando al passato, motivi di desiderato possesso di territori, piccoli o grandi, al quale è più che doveroso, in nome della pace, rinunciare. Chiaro è, comunque, ripetiamo, che una Groenlandia, dovutamente aggiornata, agli effetti della difesa, o meglio, come deterrenza, verso possibili, pericolose attenzioni extraeuropee, sarebbe un bene, anche per l’Europa, a salvaguardia della propria sicurezza e, quindi, di quella statunitense, mentre verrebbero visti, con non meno preoccupazione, certi movimenti navali ed aerei, attorno alla più grande isola del mondo. Movimenti, peraltro, segnalati dagli USA e da altri. Ora, il presidente Trump, nel suo discorso del 21 gennaio a Davos, Svizzera, ha affermato di vedere già, dopo un incontro, con il segretario generale della NATO, Rutte – che, tuttavia, può, trattare per la NATO, ma, non per la Groenlandia e la Danimarca – un quadro di soluzione del problema Groenlandia, soluzione, che dovrebbe trovare, appunto, il consenso di tutte le parti in causa. A seguito del detto positivo incontro, il presidente Trump ha eliminato l’imposizione di dazi ai Paesi europei, che hanno mandato propri militari, alcuni, su suolo groenlandese, creando distensione negli animi e nelle economie globali. Non conosciamo i dettagli di quanto concordato a Davos, ma riteniamo che vi sia un’unica via di soluzione al problema Groenlandia, una soluzione, forse, troppo semplice, a parole, e che non è certo una scoperta…: creare, nel quadro della Nato e d’accordo, soprattutto, con Nuuk, con Copenaghen, con gli USA e con l’e Europea – che ha tutte le ragioni di appoggiare un vero e proprio Stato sovrano, legato, indirettamente alla NATO e all’e Europea, attraverso la Danimarca – un nutrito contingente militare, di stanza, stabile, nella grande Isola… In tal modo, gli Stati Uniti, quale attore essenziale, nello schieramento NATO, in loco, si autogarantirebbero di quella sicurezza, cui gli stessi, e gli altri Stati, con loro, presenti, sull’Isola, mirano. Certo, in tal caso, purtroppo, si evidenzierebbe, lampante, il grande peccato europeo di non avere provveduto, in passato – ed il tempo c’era – alla costituzione di un’armata unica, europea, mai, comunque, di offesa, ma di difesa, già pensata, invero, con la proposta CED - Comunità Europea di Difesa, nel lontano 1954. Tutto, non dimenticando, che agli Stati Uniti, che ci hanno liberato dal nazismo, dobbiamo anche riconoscere d’avere anche salvato, nel quadro dell’Alleanza Atlantica o NATO, l’Europa occidentale, negli anni 1949-1991, dalla già pianificata aggressione, da parte dell’allora Est comunista, capeggiato dall’ex e Sovietica e dal Patto di Varsavia… Comunque, non atti di forza servono, ma, dialogo e disponibilità alla comprensione, fra i Paesi interessati – nel caso, nel rispetto dei diritti di Groelandia e di Danimarca – con l’unico, intento di rispettare la voce “sovranità” e l’ordine internazionale e di conservare la “pace”. La questione, poi, dei pesanti dazi, sopra citati e fortunatamente annullati, avrebbero costituito un’ulteriore guerra commerciale, in grado solo di distruggere anche le economie più forti, a danno non solo dei possibili esportatori, ma anche degli USA stessi, con i quali, forte dobbiamo conservare l’ormai ottantennale amicizia, che deve servire a tenere sempre viva la capacità di deterrenza della NATO. Ma, l’e Europea deve operare, su una linea di massima, completa, comune unità, rafforzando le proprie istituzioni, costruendo concretezza, eliminando burocrazia e creando, anzitutto una propria forza di certa deterrenza, di garantita autodifesa, base anche, purtroppo, per farsi rispettare, ancorché, augurandoci che la stessa forza, mai venga costretta ad agire… Un tutto, che, non solo i problemi attuali richiedono, ma che serva, pure, a rafforzare il cammino, verso nuovi progressi reali, ben al di là delle inutili voci ‘destra’ e ‘sinistra’ – contano solo i fatti a favore dei cittadini! –, in tema di sempre maggiore integrazione europea. Facciamo, dunque, attenzione alle buone relazioni, nell’interesse di tutte le parti. Nella foto: bandiera di Groenlandia – da Wikipedia.
Pierantonio Braggio

|