Il risicoltore e risottaro, Giorgio Sbizzera, Sustinenza, Casaleone, Verona, vincitore del 1° ‘Concorso del Cotechino’, tenutosi a Ostiglia, Mantova, indetto dalla locale Pro Loco.
Abbiamo, sopra, scritto “risicoltore e risottaro”, perché, nei fatti, la realtà è questa, ma, la passione di Giorgio Sbizzera, che ama più realizzare, che apparire, cura altre importanti passioni, frutto della sua origine, tutta rurale, e di quanto, in base a tradizioni, usi e costumi, da essa derivano. Una di tali passioni, accanto, soprattutto, a quella della coltivazione del riso e alla sua preparazione – è dovuta al fatto che, sin da ragazzo, Giorgio, collaborava, a seguito della macellazione annuale del maiale, alla lavorazione delle relative carni e, quindi, alla preparazione di insaccati, nelle loro diverse caratteristiche. Avendo partecipato, sempre, con attenzione a tali lavorazioni, Giorgio, continua, anche oggi, a coltivare le sue inclinazioni, tutte legate al mondo agricolo e a quello del riso, Vialone nano – Sbizzera conduce l’Azienda Agricola, la Fornasella, Sustinenza – non trascurando la soddisfazione che egli prova, a creare insaccati di maiale, dalle caratteristiche speciali, come, per esempio, le móréte’ e ‘l códeghìn”, tramandateci da ricette “di una volta”… e, dobbiamo aggiungere, con grande successo… Saputo di un 1° Concorso del Cotechino, tenutosi recentemente ad Ostiglia, Sbizzera non mancò di prendervi parte, risultando, quindi, vincitore del Concorso stesso. In vero, il cotechino è un prodotto di antica ricetta, che richiede, grande attenzione nel realizzarla, onde l’insaccato produca i migliori effetti, in tavola, anche se, detto, per la storia, una ricetta unica manchi, in quanto, data la scarsezza di alimentari, alle povere genti, dei tempi che furono, la sfortuna non permetteva, certo, di usare tutto, quanto effettivamente necessario, a creare il sapore ed il gusto attesi… Comunque, Giorgio, per dare vita al cotechino, utilizza solo tre povere parti del maiale: cotica, muscoli e qualche pezzo di carne sanguigna…, segnalando, al possibile degustatore, che il sempre gradito preparato, è da porre nel piatto, solo dopo oltre dieci giorni dal momento della sua insaccatura… Quanto sopra costituisce, per noi, grande soddisfazione, che abbiamo potuto provare, domenica, 25 gennaio 2026, visitando la Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone, che continuerà anche nei giorni1 e 2 febbraio prossimi, avendo colà incontrato, appunto, Giorgio Sbizzera, la sua grande, ammirevole collaboratrice, la moglie Loredana, ed Enrica Claudia De Fanti, attiva, nella Confraternita del Radicchio rosso di Casaleone, nonché, con Giorgio, collaboratrice, nella Pro Loco casaleonese. L’opera – di volontariato – indefessa, di Giorgio e di Claudia, nonché, di molti altri, costituisce un incisivo contributo alla valorizzazione della Terra dei Dogi, attraverso la promozione, studiata e costante, del suo pregiato agroalimentare. Nella foto: Giorgio e Loredana Sbizzera.
Pierantonio Braggio

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