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| Venerd 13 Febbraio 2026 |
“Giornata Mondiale della Radio” 2026 – Buon compleanno, Radio Vaticana! 95 anni, al servizio del Papa. Da: Vatican News del 12.2. 2026
Parliano di storia, di grande storia… Scrive, con ogni dettaglio, Massimiliano Menichetti, su Vatican News: ”Il 12 febbraio 1931, il primo a parlare dai microfoni della Statio Radiophonica Vaticana fu lo scienziato Guglielmo Marconi, a cui Pio XI aveva affidato il compito di progettare e costruire questo mirabile strumento di comunicazione. Oggi la Radio del Papa prosegue nella sua missione: diffondere il messaggio del Vangelo, la voce del Vescovo di Roma e il magistero pontificio in tutto il mondo, incontrando comunità, essendo in ascolto, al servizio. Emoziona profondamente che, a distanza di novantacinque anni, la voce della Radio Vaticana continui a percorrere il mondo, portando ovunque l’annuncio del Vangelo, la speranza, la parola del Successore di Pietro, superando ogni confine, distanza, non lasciando nessuno da solo. Oggi il pensiero, inevitabilmente, va a quel 12 febbraio del 1931, quando il primo a parlare dai microfoni della Statio Radiophonica Vaticana fu lo scienziato Guglielmo Marconi, a cui Pio XI aveva affidato il compito di progettare e costruire questo mirabile strumento di comunicazione e ai padri gesuiti di guidarla. Il padre della radio annuncia che per la prima volta la voce del Papa potrà “essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra”, e in latino il Pontefice, con parole bellissime, invia il primo radiomessaggio della storia vaticana “a tutte le genti e ad ogni creatura”. Poi suonò un disco a 78 giri, contente alcuni brani di una sinfonia di Beethoven. Elettra Marconi: “Tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza”. È l’abbraccio della Principessa Elettra Marcon, per i 95 anni della Radio Vaticana, costruita ed inaugurata da suo padre ... Quell’intuizione del Papa attestò la fiducia nelle possibilità della tecnologia, messa al servizio della comunicazione umana e della missione della Chiesa. Non fu un semplice esperimento tecnico, ma una scelta pastorale precisa, ovvero usare i mezzi più avanzati del tempo, per raggiungere il cuore delle persone. Da quel momento, la Radio Vaticana ha attraversato la storia: guerre e accordi di pace, miseria e aiuto, devastazioni e ricostruzione, esclusioni e accoglienza, trasformazioni sociali, politiche e tecnologiche, sempre portando l’annuncio cristiano, la luce della speranza, leggendo tutti i fatti con la lente della Dottrina sociale. La Radio fino, ad ora, ha servito nove papi, ha aiutato a ricongiungere migliaia dispersi durante la Seconda Guerra mondiale, è stata un faro durante gli anni terribili dei totalitarismi, ha raccontato il Concilio Vaticano II, i Giubilei, le sfide della Chiesa universale, i tanti, troppi, conflitti come quelli recenti in Ucraina, Medio Oriente, Congo, Myanmar, Yemen, Siria... è stata ed è via di preghiera, informazione e formazione. Il multiculturalismo è un tratto distintivo e chiave preziosa per leggere il mondo: le persone che oggi lavorano per l’emittente pontificia provengono da sessantanove nazioni e attraverso 34 redazioni - più una multimediale - nelle diverse lingue raggiungiamo le periferie geografiche ed esistenziali del mondo, dando voce a comunità spesso lontane dai grandi circuiti mediatici, accompagnando la vita delle Chiese locali. In molti Paesi, la Radio del Papa è stata per decenni - e talvolta lo è ancora - una presenza discreta ma fondamentale per le comunità cristiane e non solo. In questi anni la Radio del Papa ha vissuto una trasformazione profonda, all’interno del più ampio percorso di riforma della comunicazione avviata da Papa Francesco. La nascita del Dicastero per la Comunicazione e l’integrazione delle diverse realtà mediatiche in un sistema più unitario e coordinato hanno richiesto cambiamenti organizzativi, professionali e di visione. È stato un cammino non semplice che prosegue tutt’ora, ma animato dalla consapevolezza della nostra missione al servizio del Santo Padre, della Verità, in un contesto in continua trasformazione dove strumenti e linguaggi si rinnovano velocemente. In occasione dell'anniversario della sua inaugurazione, il 12 febbraio 2026, Radio Vaticana – Vatican News rinnova uno degli elementi più riconoscibili della propria identità: ... In questa direzione ci incoraggiano le parole di Papa Leone che più volte ha salutato con favore il nostro lavoro e richiamato l’importanza di unire, di servire la verità e di accompagnare la vita del Popolo di Dio attraverso una “comunicazione disarmata e disarmante”, capace di contribuire alla costruzione di una società più fraterna, solidale, accogliente, in pace. La Radio Vaticana ha prodotto e alimenta l’ecosistema digitale di Vatican N, che, in 56 lingue - tra scritto, parlato e lingua dei segni - si esprime via onde radio, satellite, streaming, podcast, social media, video, piattaforme digitali. Il novantacinquesimo compleanno di Radio Vaticana cade nell’era dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che sta modificando profondamente anche il mondo dei media e della comunicazione. L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso, uno strumento utile, ma l’algoritmo non può e non deve sostituire l’umano: il pensiero, la creatività, il giudizio. Il nostro compleanno si intreccia dal 2012 con la Giornata Mondiale della Radio indetta dall’Unesco per il 13 febbraio e che quest’anno ha per tema: “AI is a tool, not a voice”. Un’espressione in profonda sintonia con il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, che richiama la responsabilità personale, il discernimento e l’insostituibile valore umano della comunicazione. Radio Vaticana sempre attenta alle avanguardie tecnologiche, certamente esplora questa frontiera dell’intelligenza artificiale, ma non derogherà mai alla consapevolezza che la radio è incontro tra persone, è parola che nasce da un volto, da una coscienza, da una responsabilità. In questo senso, la Radio del Papa continua a testimoniare che la tecnologia, fin dalle origini marconiane, è al servizio dell’uomo e non il contrario. Oggi, come nel 1931, la Radio del Papa prosegue nella sua missione: diffondere il messaggio del Vangelo, la voce del Papa e il magistero pontificio in tutto il mondo, incontrando comunità, essendo in ascolto, al servizio. Buon compleanno Radio Vaticana. Elettra Marconi: della radio ci si può fidare più di qualunque altro mezzo… “Tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza”. È l’abbraccio della Principessa Elettra Marconi, per i 95 anni della Radio Vaticana, costruita ed inaugurata da suo padre Guglielmo il 12 febbraio del 193, su invito di Papa Pio XI. “Nell’era dell’Intelligenza artificiale”, ribadisce: potrebbe essere positiva, però bisogna controllarla”. È un incontro straordinario quello con la Principessa Elettra Marconi, non solo, perché nel suo appartamento, in via Condotti, intriso di ricordi e dal quale il padre Guglielmo spingendo un pulsante illuminò, il 12 ottobre 1931, la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, ma per la forza e l’amore di una figlia che ha dedicato tutta la vita a divulgare, con amore sconfinato, il pensiero di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Intervista, alla principessa Marconi: D.: Principessa, lei è stata da sempre una grande sostenitrice della Radio Vaticana. Che cosa significa, per lei il raggiungimento dei 95 anni dell'emittente pontificia? R.: È una data importantissima, perché nella vita di mio padre è stato un momento molto, molto bello, molto emozionante. Lui aveva molta fede in Dio e anche molta ammirazione e amicizia per il Santo Padre, Papa Pio XI. È sempre stato sostenuto dal Papa in Italia, perché conoscendolo… Anche il Papa aveva idee di ricercatore e seguiva le invenzioni, voleva sapere i dettagli, chiamava perché voleva sapere le novità che aveva creato D.: Guglielmo Marconi progettò e materialmente costruì la Radio Vaticana, e nel 1931 ci fu l'inaugurazione. Che cosa raccontava lui di quell'esperienza? R.: Era tutto focalizzato sull'importanza della stazione Radio Vaticana, e – grazie a Dio – c'è quel bellissimo film Luce (dell’Istituto Luce), che ritrae mio padre che presenta, dopo essersi naturalmente accordato con il Papa, per costruire questa stazione Radio, molto potente per tutto il mondo, e poter presentare il Papa al mondo, perché nelle sue parole bellissime - si possono vedere in video sul film Luce – è una presentazione meravigliosa che fa: quanto è consapevole, quanto è commosso mio padre… E il Papa come gli risponde: le parole stupende, intelligentissime di Pio XI. Mio padre ha fatto un lavoro… Il periodo più lungo che è rimasto a Roma, perché lui è rimasto, qualche mese di seguito, a Roma. Lui partiva sempre: andava a Londra, a New York… E proprio eccezionale è stato. E io mi ricordo, perché dopo, tutte le volte che noi tornavamo, parlavamo sempre (del fatto che) il periodo più lungo era stato a Roma, perché seguiva e tutti i giorni andava in Vaticano, e anche tutti i giorni il Papa andava nei giardini del Vaticano per seguire, si vedevano: c'è il filmato e delle fotografie meravigliose. Poi un viale lo hanno chiamato: “Via Guglielmo Marconi”. Una fotografia di Sua Santità, il Papa Pio XI, che (gli) cammina accanto, in “via Guglielmo Marconi” D.: Principessa, Parliamo di R.: Ma per me era un dovere, e anche la gioia più grande, volevo andare in tutti i Paesi per ringraziare dell'accoglienza che mi avevano fatto, per le parole meravigliose, per la gratitudine che mi hanno dimostrato per l'invenzione di mio padre. E sono andata – appunto – non solo in Brasile, molte volte – che poi è un Paese, che adoro! – in Australia nove volte in America, naturalmente, moltissime volte, perché lui ha attraversato per mare, sempre per mare, 87 volte l'Atlantico. Poi naturalmente adesso ci sono gli aerei…! Quindi Cina, Giappone, l'isola di Taiwan… D.: Insomma, un'avventura nell'avventura dell'avventura… R.: Un’avventura, e ho voluto anche portare Guglielmo, mio figlio, perché volevo che conoscesse quanto ammiravano mio padre, il nonno, perché mio padre con la radio ha unito tutti i Paesi del mondo D.: La radio, il 12 febbraio, festeggia i 95 anni, e il 13 febbraio si tiene, per volontà dell'Unesco, il “World Radio Day”, la giornata proprio dedicata alla radio nel mondo. Quest'anno il tema riguarda l'intelligenza artificiale. E Il tema recita: “L'intelligenza artificiale è uno strumento, non è una voce”. Principessa lei che cosa pensa dell'intelligenza artificiale oggi? R.: Io penso che potrebbe essere positiva, però bisogna controllarla, che usino bene questi mezzi di comunicazion. D.: Che messaggio si sente di rivolgere oggi a chi lavora per la Radio Vaticana, in un tempo di grandi trasformazioni tecnologiche? R.: Gli mando tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza. E che lavorino come ho lavorato io per ricordare mio padre, per rispettare mio padre D.: Principessa, qual è il suo augurio per il compleanno della Radio Vaticana? L’augurio che sia mostrata anche al pubblico, che ne parlino… Sì, vorrei poterli incontrare per dirglielo, ma forse questo è il modo migliore: comunicarlo, attraverso la radio, anche i giovani, che crescano con l'esempio di mio padre. Perché lui aveva grande passione, per le onde elettriche, per tutto quello che possono fare D.: Ci si può fidare della radio? R.: Sì, più della radio che di qualsiasi altra cosa. Le notizie vengono proprio… è importantissima! D.: Principessa vuole aggiungere qualche altra cosa, un suo pensiero personale? R.: Io ho molta fede in Dio e, naturalmente, amo molto il prossimo, e vorrei che avessero, appunto, la tranquillità di coscienza. Tutti gli auguri più belli”! Unendoci al giornalista Massimiliano Menichetti, che ringraziamo per il suo interessante articolo, di cui sopra, e la principessa Elettra, per quanto ha voluto esprimerci, ci uniamo al ricordo del grande Guglielmo Marconi, di Papa Pio XI e di Radio Vaticana, con l’augurio che l’Emittente stessa possa essere, sempre, massimo faro di luce per il globo, cui auguriamo “ P a c e “! Nella foto: Papa Pio XI e Guglielmo Marconi.
Pierantonio Braggio

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