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| Marted 24 Febbraio 2026 |
Il Consiglio regionale del Veneto approva la mozione proposta da Coldiretti, per evitare che i prodotti stranieri diventino magicamente italiani. Vantini: ora lo stesso sostegno, dalle amministrazioni comunali della nostra provincia
“24 febbraio 206 - Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi la mozione, proposta da Coldiretti Veneto, per chiedere la modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, rafforzando così la tutela del Made in Italy e la trasparenza verso i consumatori. Un atto politico forte che raccoglie e rilancia una battaglia storica di Coldiretti contro l’inganno sull’origine dei prodotti, una pratica che penalizza gli agricoltori, l’intero sistema agroalimentare e i cittadini. Da oltre 25 anni, Coldiretti è in prima linea su questo fronte, ottenendo risultati fondamentali come l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine per numerose filiere, grazie a una costante mobilitazione a livello locale, nazionale ed europeo. Con l’approvazione della mozione, il Veneto si schiera ufficialmente a sostegno di una riforma necessaria e non più rinviabile. “La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola e gli agricoltori il diritto di non subire concorrenza sleale. L’approvazione di questa mozione, per cui ringraziamo questo nuovo Esecutivo, che ne ha sposato, subito e in toto, il senso, rappresenta un segnale politico chiaro e importante”. Nel mirino la vigente disciplina doganale contenuta nel regolamento (UE) n. 9522013, che attribuisce l’origine di un prodotto al Paese dell’ultima lavorazione o trasformazione. Un criterio che, applicato al settore agroalimentare, genera effetti distorsivi e ambiguità. “Questa norma consente di etichettare come Made in Italy prodotti che, in realtà, provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Salvan –. I casi sono molteplici dai petti di pollo stranieri, che vengono semplicemente panati in Italia, alle cosce di maiale olandesi e danesi, che vengono salate qui per essere esportati tutti come prodotti tricolore”. Con questo atto, il Consiglio regionale del Veneto si impegna a farsi promotore, nelle sedi istituzionali competenti, di una revisione della normativa europea, sostenendo la richiesta di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale e di adottare come unico criterio di origine il luogo reale di provenienza delle materie prime. “La battaglia contro l’inganno sull’origine è il cuore della difesa del Made in Italy, che da oltre 30 anni Coldiretti conduce senza sosta ed esitazioni – conclude Salvan –. Avere al nostro fianco la Regione Veneto significa dare ancora più forza alla nostra petizione popolare, che ha raccolto oltre un milione di firme. L’obiettivo è garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una tutela reale del nostro patrimonio agroalimentare. Il voto del Consiglio regionale va in questa direzione ed è un passo decisivo”. “Ora – aggiunge Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona - ci aspettiamo che tutte le amministrazioni comunali veronesi e italiane sostengano con forza la stessa iniziativa approvando al più presto la stessa mozione nei propri consigli comunali”. A giuste richieste, sono dovute giuste risposte e corrette decisioni. O il prodotto agricolo è italiano o non lo è. L’impegno dell’agricoltura italiana va tenuto in alta considerazione e va rispettato. Pierantonio Braggio

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