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| Marted 9 Giugno 2026 |
Mafie sempre più imprenditoriali: il procuratore di Venezia, Alessandra Dolci lancia l’allarme anche sul Veneto. Sull’House Organ della Camera di Commercio di Verona, l’intervista che traccia l’evoluzione delle organizzazioni criminali e le nuove forme di
“(Verona, 9 giugno 2026). Le mafie sono sempre meno riconoscibili attraverso le forme tradizionali della criminalità organizzata e sempre più presenti nell'economia legale, dove operano attraverso strumenti imprenditoriali e sofisticati. A inquadrare il fenomeno è Alessandra Dolci, nuovo procuratore di Venezia e prima donna a ricoprire l'incarico nella sede lagunare, dove si è insediata lo scorso febbraio. In un'intervista rilasciata all'House Organ della Camera di Commercio di Verona, Dolci traccia le priorità del suo mandato e analizza l'evoluzione delle organizzazioni mafiose, soffermandosi anche sulla situazione del Veneto. “La criminalità mafiosa si manifesta ormai sempre più nella dimensione economica e imprenditoriale. Infatti, i reati che ci troviamo oggi a contestare sono proprio e soprattutto quelli a carattere economico: reati tributari, frodi fiscali, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebite composizioni, fittizi crediti d’imposta, reati fallimentari e fattispecie aggravate dall’agevolazione mafiosa. Questo territorio è contraddistinto da aree fortemente industrializzate, caratterizzate da una marcata vocazione imprenditoriale. Ed è proprio la ricchezza prodotta dal tessuto economico a rappresentare un forte elemento di attrazione per le organizzazioni mafiose, che cercano di reinvestire i proventi delle attività illecite, in primo luogo nel traffico di stupefacenti, all’interno dell’economia legale”. Secondo il procuratore, la regione rappresenta un territorio particolarmente attrattivo per le organizzazioni criminali proprio per la sua capacità di generare ricchezza e opportunità di investimento. “In Veneto il settore storicamente più esposto alle infiltrazioni mafiose è quello dell’edilizia. Ritengo inoltre che anche gli investimenti nel comparto turistico possano rappresentare un ambito particolarmente appetibile per le organizzazioni criminali. Tuttavia, non esiste oggi un settore economico del tutto immune dall’interesse delle mafie: ovunque vi siano risorse economiche e possibilità di profitto, le organizzazioni cercano di inserirsi”.
Dall’intervista del procuratore emerge poi con forza la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese per costruire un sistema economico fondato sulla trasparenza e sulla legalità. Un confronto con il mondo produttivo nel quale prevenzione, consapevolezza e responsabilità delle imprese diventano strumenti essenziali per difendere il mercato sano e il futuro del territorio. Perché, come sottolineato dalla stessa Dolci, oggi più che mai è necessario “scegliere da che parte stare”. Un problema molto serio, sopra, bene descritto. Importante, che il mondo della produzione disponga di esatta e dettagliata informazione in materia, per fare fronte, incisivamente, ad un fenomeno in sempre maggiore evoluzione, dannoso all’economia e alla società.
Pierantonio Braggio

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