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2026-09-12 La Pubblica Amministrazione batte le imprese private nei pagamenti, ma “nasconde” un buco da 64 miliardi, di cui 6 ai veneti. Belluno, Padova e Vicenza sono tra le realtà più puntuali d’Italia, a onorare i pagamenti tra imprese private. CGIA Mestre, 12 se 2026-09-12 Vino, III Vinitaly.USA: a New York, oltre 400 buyers, già registrati ,e spazi espositivi esauriti, per i 300 espositori al Pier 36. Bricolo, presidente di Veronafiere: rafforzato incoming, con nuovi buyers, per ampliare opportunità 2026-09-11 Gli studenti dell’ITS Cangrande Della Scala di Verona progettano le strutture ricettive del futuro. Dal 14 al 17 settembre, alla Sustainable Challenge di ITS Red, saranno protagonisti della sfida dedicata al costruire green e alla progettazione sostenibil 2026-09-11 CCIAA Verona: export 1° semestre a -2% (7,5 mld di euro). Pesano calo domanda tedesca (-3,9%) e statunitense (-5,9%). Paolo Arena: fattori congiunturali, alla base del gap, servono schiarite, per arginare aumento costi produttivi 2026-09-11 Gran finale per l’Arena di Verona Opera Festival 2026: ultime due sere sold-out, con Turandot e Traviata 2026-09-11 Poste Vaticane: busta-ricordo, annullo postale speciale e folder, dedicati a “Maria, Madre della Famiglia” 2026-09-11 Mobilità sostenibile: Coldiretti Verona e Autotorino stringono una nuova partnership per il territorio. Autotorino, Verona, mette a disposizione della Federazione una vettura full hybrid e accompagna la mobilità della struttura e degli associati 2026-09-10 Puratos Italia a “The Queen of Taste”: il maestro pasticcere Maurizio Santin reinterpreta la Sacher 2026-09-10 Il Törggelen originale di Gallo Rosso 2026-09-10 MADONNARI NELLE PIAZZE 2026-09-10 SETTEMBRE IN BICICLETTA: TRE ESPERIENZE PER SCOPRIRE GRADO SU DUE RUOTE 2026-09-10 VINO, DAI VIGNETI ALLE DOLOMITI: CONSORZIO VALPOLICELLA A CORTINA PER THE QUEEN OF TASTE 2026-09-10 Cambiamento climatico e gestione del rischio in agricoltura: il fondo Agricat è fondamentale, ma i ritardi nei pagamenti mettono a rischio le imprese. Per le denunce siccità del primo semestre 2026, il termine tassativo è fissato al 30 settembre 2026 2026-09-10 Children’s Museum, record per il Museo dei Bambini di Verona. Ad agosto registrato un +30% di ingressi 2026-09-10 PALAZZO FORTI, FINO AL 31 OTTOBRE LE MOSTRE APERTE NEL WEEKEND
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Sabato 12 Settembre 2026
La Pubblica Amministrazione batte le imprese private nei pagamenti, ma “nasconde” un buco da 64 miliardi, di cui 6 ai veneti. Belluno, Padova e Vicenza sono tra le realtà più puntuali d’Italia, a onorare i pagamenti tra imprese private. CGIA Mestre, 12 se

“Sebbene il Veneto sia una regione virtuosa, cresce l'allarme tra le piccole imprese, per l'allungamento sistematico dei tempi di pagamento, imposto dalle grandi aziende committenti del settore privato. Un fenomeno che, secondo gli operatori del settore, sta assumendo i contorni di una vera e propria prassi strutturale, con ricadute pesanti sulla liquidità e sulla competitività anche del nostro tessuto produttivo. Tuttavia, se da un lato i ritardi, nei pagamenti tra aziende private, sono in aumento, dall'altro, la Pubblica Amministrazione (PA) ha ridotto i propri tempi di pagamento. Un dato positivo, ma solo in apparenza: purtroppo lo stock del debito commerciale corrente della PA italiana continua a crescere e ha raggiunto, secondo gli ultimi dati disponibili, la soglia di 64,2 miliardi di euro. Di questi, almeno 6 miliardi potrebbero essere in capo alle aziende venete. Il dato nazionale è un importo che, rapportato al Pil, colloca l'Italia nel 2025 al primo posto tra i 27 Paesi dell'e Europea come cattivi pagatori, confermando una criticità strutturale del sistema, che sta causando seri problemi di liquidità alle imprese fornitrici. La denuncia è sollevata dalla CGIA. Le grandi imprese abusano della posizione dominate.
Da sempre le grandi imprese private, forti di un potere contrattuale, spesso schiacciante, nei confronti dei fornitori più piccoli, utilizzano la dilazione dei pagamenti come leva di finanziamento a costo zero, migliorando i propri indicatori di capitale circolante, a scapito della sostenibilità finanziaria di chi sta a valle della filiera. Un abuso della posizione dominante, che per molte piccole imprese, si traduce nella necessità di ricorrere a costosi anticipi bancari o factoring solo per coprire il divario, tra costi sostenuti e incassi effettivi. Non si tratta di episodi isolati, ma di un modello di gestione finanziaria che scarica quasi sistematicamente il costo del credito, sull'anello più debole della catena. La puntualità è alta in Lombardia, Emilia R. e Veneto. Secondo gli ultimi dati resi noti da Cribis , nelle transazioni commerciali tra aziende private relative al secondo trimestre di quest’anno, in Italia i pagatori puntuali sono scesi al 42 per cento (-2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025) . Dalle abitudini di pagamento per tipologia di azienda, solo il 21 per cento delle grandi imprese ha onorato l’impegno entro la scadenza prevista dal contratto. Nelle medie, invece, la percentuale è stata del 35,7 e tra le piccole il 41,8. Le più “corrette” sono state le micro aziende che hanno pagato i propri fornitori nel 42,7 per cento dei casi. A livello territoriale, la situazione più virtuosa si è verificata in Lombardia. In questa regione il 51,6 per cento dei committenti ha pagato i fornitori entro la scadenza prevista dal contratto. Seguono l’Emilia Romagna con il 51,2, il Veneto con il 51, le Marche con il 49,7 e il Trentino Alto Adige con il 44,3. Diversamente, i territori che occupano le ultime posizioni del ranking regionale sono la Toscana con il 29,2 per cento di puntualità, la Sicilia con il 27,2 e la Calabria con il 26,7. Infine, a livello provinciale Sondrio, Bergamo, Belluno e Lecco sono le migliori pagatrici, mentre le peggiori riguardano Trapani, Caltanissetta, Catanzaro e Siracusa. Oltre a Belluno, nelle prime 10 posizioni a livello nazionale, scorgiamo altre due realtà venete: vale a dire Padova e Vicenza. I settori che presentano le peggiori abitudini di pagamento sono le costruzioni, la grande distribuzione, bar-ristoranti e i servizi alle persone. La PA ora paga più in fretta. Grazie agli obbiettivi imposti dall’e Europea per l’accesso alle risorse previste dal Next Generation EU, negli ultimi anni la nostra Pubblica Amministrazione ha ridotto sensibilmente i tempi di pagamento nei confronti dei propri fornitori: nel 2025 il tempo medio di pagamento dopo il ricevimento della fattura è sceso a 27,2 giorni, rispetto ai 29,9 del 2024 . L’Indice di Tempestività nei Pagamenti (ITP) è in calo in buona parte dei comparti, quasi tutti ormai sotto i limiti di legge . E’ doveroso segnalare che storicamente la PA presente in Veneto è sempre stata molto puntuale a onorare i propri impegni economici. Regione, Asl, Province e Comuni hanno sempre saldato i propri fornitori in tempi ragionevolmente brevi. Tuttavia, restano dubbi su come questi risultati siano stati ottenuti , ma il miglioramento, rispetto a un decennio fa, è innegabile. Nonostante ciò, permane un altro grosso problema: in generale la PA non sempre onora i suoi impegni contrattuali, e questa cattiva abitudine continua a far crescere lo stock dei debiti commerciali di parte corrente che, secondo l’Eurostat, ha raggiunto nel 2025 i 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8 per cento del Pil. Tra i 27 paesi dell’UE nessun altro può contare su un dato peggiore. Come mai si riducono i ritardi, ma il debito cresce?
Sembra una contraddizione: la Pubblica Amministrazione paga le fatture più velocemente, eppure il debito commerciale continua ad aumentare. Come si spiega tutto ciò? La risposta arriva dalla Corte dei Conti , che aiuta a fare chiarezza. Nel 2025, l'Amministrazione statale ha emesso 3.673 fatture, di cui ne ha pagate 3.034 (pari all’82 per cento del totale). Il problema sta negli importi. Il totale che lo Stato doveva l’anno scorso ai propri fornitori ammontava a 27,8 miliardi di euro, ma ne sono stati effettivamente saldati poco più di 21. In buona sostanza non ha onorato un quarto di quanto doveva. Il risultato? Un debito commerciale che, solo nell'ultimo anno, è cresciuto di 6,7 miliardi di euro . Il paradosso, pertanto, si spiega così: la PA è diventata più rapida nel pagare le fatture correnti, quelle emesse di recente. Ma non riesce a saldarle tutte. E le fatture rimaste inevase si sommano a quelle già arretrate degli anni precedenti, facendo crescere lo stock complessivo del debito. In altre parole: si paga più in fretta, ma non abbastanza. E questo basta a far crescere il debito, anno dopo anno”. ________________
[1] Studio pagamenti Italia. Dati aggiornati a Giugno 2026. [2] Quando nei rapporti commerciali tra imprese private non vi è alcuna scadenza, per legge il termine di pagamento deve avvenire entro 30 giorni. Se il termine pattuito è tra 30 e 60 giorni, la deroga deve risultare da prova scritta. Se il termine supera i 60 giorni, l'accordo deve essere pattuito espressamente e la clausola deve essere provata per iscritto in ogni caso il termine non può essere gravemente iniquo per il creditore. [3] https:www.mef.gov.itfocusPA-piu-veloce-nei-pagamenti-tempo-medio-sceso-a-27-giorni. [4] Stabilisce il ritardoanticipo medio di pagamento ponderato tenuto dalla PA nelle transazioni commerciali con le imprese private. L’ITP è calcolato come la somma, per ciascuna fattura emessa a titolo corrispettivo di una transazione commerciale, dei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura o richiesta equivalente di pagamento e la data di pagamento ai fornitori moltiplicata per l'importo dovuto, rapportata alla somma degli importi pagati nel periodo di riferimento. Tutte le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo per legge di aggiornare trimestralmente l’ITP. [5] Dal 2013, a seguito del recepimento nel nostro ordinamento della normativa europea contro i ritardi di pagamento (Direttiva UE20117), i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra enti pubblici italiani e aziende private non possono superare di norma i 30 giorni (60 per alcune tipologie di forniture, in particolare quelle sanitarie). Sarebbe sempre più diffusa la richiesta, avanzata dai funzionaridirigenti pubblici alle imprese esecutrici delle opere, di chiedere ai fornitori di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l’invio delle fatture. In questo modo è la PA a dettare le condizioni e a pagare con “puntualità” per mezzo di questo escamotage. [7] Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025, Volume I. I conti dello Stato e le politiche di bilancio 2025. Tomo I, pag. 279. [8] Non è da escludere che di tale importo, 5,4 miliardi siano di parte corrente e 1,3 miliardi in conto capitale”.
______________ Un posizione non certo atta a promuovere l’economia, quella di ritardare, di non poco, il saldo di prestazioni eseguite, dati i danni, di cui sopra, che ne derivano, specie alla piccola impresa, che, nel suo modesto operare, deve fare i conti, con mille difficoltà, prima delle quali, appunto, quella della scarsa liquidità, che, segnaliamo, è solo possibile chiedendo credito, con ulteriore costo. Venga fatta applicare o si applichi, quindi, come sopra cita CGIA Mestre, la norma europea in essere, che suona: “i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali, tra enti pubblici italiani e aziende private, non possono superare di norma i 30 giorni (60 per alcune tipologie di forniture, in particolare quelle sanitarie)!”, se vogliamo concedere migliore vita e prosperità all’impresa. Da notare: la sopra riportata sigla ITP, significa “Indice di Tempestività dei pagamenti”.
Pierantonio Braggio



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