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Martedì 5 Febbraio 2019
IL PRINCIPE IGOR’, IN SCENA A TRIESTE DOPO TRENTASEI ANNI

Mettere in scena sul palcoscenico di Trieste “Il principe Igor” è segno di una grande vitalità e lungimiranza unica nella gestione di un teatro lirico.
Il Principe Igor’, l’unica opera di Aleksandr Porfir’evic Borodin - incompiuta alla morte improvvisa dell'autore e poi completata e rivista da Nikolaj Rimskij-Korsakov e Aleksandr Glazunov - ritorna sul palcoscenico triestino dopo trentasei anni. Un atteso ritorno che vedrà una produzione dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet dell’anno 2011, che vedrà l’allestimento dal’8 al 16 febbraio.
L’esibizione prevede una versione in due atti e cinque scene: la prima scena del primo atto è il prologo, la seconda scena del secondo atto è il quarto atto, mentre il terzo atto, non di pugno di Borodin, non sarà rappresentato.
L’Orchestra e il Coro della Fondazione, insieme al Coro e al Corpo di Ballo del teatro ucraino, saranno diretti dal Maestro Concertatore e Direttore Igor Chernetski, Direttore del Balletto Yury Vasyuchenko, Maestro del Coro Francesca Tosi. La regia è firmata da Stanislav Gaudasinsky, le scene sono di Tatiana Astafieva, le luci di Vyacheslav Usherenko.
“Per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste – afferma il Direttore artistico, Paolo Rodda – “riportare a Trieste dopo trentasei anni il Principe Igor’ è motivo di grande soddisfazione, anche perché si tratta di uno spettacolo molto impegnativo, che prevede in scena il balletto e un coro imponente. La Fondazione è impegnata in diversi e importanti progetti d’internazionalizzazione: la collaborazione con il prestigioso teatro di Odessa valorizza il ruolo storico del Teatro Verdi e di Trieste quale ponte culturale verso l’Europa orientale”.
Il Principe Igor’ narra la campagna fallita del principe Igor Svjatoslavic di Novgorod-Severskij nell’antica Rus di Kiev contro gli invasori Poloviciani nel 1185. Ispirata al poema epico Canto della schiera di Igor, è un'opera altamente coreografica, che raggiunge il massimo della spettacolarità alla fine del secondo atto, quando viene eseguito il pezzo più noto in assoluto, riproposto spesso anche in concerto: le Danze polovesiane.
Sara un grande spettacolo che coinvolgerà il pubblico tergestino da sempre attento alla programmazione del Teatro lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste.

Mauro Bonato