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| Mercoled 17 Luglio 2024 |
L'ASSOCIAZIONE LOCATORI TURISTICI VENETO È FAVOREVOLE ALL INTRODUZIONE DEL CIN NAZIONALE
Il DL 145/2023, convertito in legge 191/2023, con l’articolo 13 ter inserito all’ultimo minuto, introduce alcune novità per quanto riguarda le locazioni turistiche, la più importante delle quali è il Cin, acronimo che sta per Codice Identificativo Nazionale.
In passato ogni regione decideva in proprio, con formati diversi, il risultato è stato una babele di codici non univoci e presenti solo nelle regioni che avevano legiferato in merito.
Ora, con l’istituzione presso il Ministero del Turismo (ai sensi dell’articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58) di una Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) , consultabile online da chiunque, un formato unico a livello nazionale e l’obbligatorietà della esposizione dello stesso all’esterno dei palazzi e pubblicato sugli annunci online dei vari portali, si ha uno strumento fondamentale per regolarizzare tutte le strutture che finora lavoravano non in regola, a volte anche per semplice non conoscenza della normativa, sempre più complessa, che smentisce chi continuava a ribadire che il settore era un far west.
Il 6 giugno è partita la fase sperimentale, che durerà fino al primo settembre, la prima regione è stata l’Abruzzo seguita a ruota dal Veneto, dal primo novembre partiranno le sanzioni e i controlli per chi non si è messo in regola. A differenza di quanto annunciato in un primo momento, sono le singole strutture che si devono attivare per ottenere il Cin collegandosi al sito del ministero, ma il Cir (Codice Identificativo Regionale) non viene meno per chi inizia l’attività, si dovrà prima richiedere quello regionale e una volta ottenuto, fare richiesta per quello nazionale, molti speravano in una procedura più semplice e più diretta. Si parla da anni di un portale unico dove poter effettuare tutte le pratiche previste per l’apertura di una struttura ricettiva, chissà se vedremo mai la sua nascita.
Noi come Associazione siamo favorevoli a questo nuovo strumento, di cui stiamo ancora aspettando i decreti attuativi e i regolamenti regionali, in quanto non è stato chiarito che dimensioni dovrà avere la targhetta, come dovrà essere graficamente, se nei portali di prenotazione coesisteranno Cir e Cin (da quanto indicato dalla Regione Veneto nel suo ultimo Bollettino Regionale sembra che il codice nazionale avrà prevalenza su quello regionale). Spesso la politica privilegia l’annuncio e poi non segue la parte pratica, sarebbe auspicabile che il legislatore riunisse le Associazioni di settore per un confronto e per ricevere consigli sui vari punti critici che ancora non sono stati chiariti.
Un esempio di questa fretta è stata la delibera urbanistica dell’ex sindaco di Firenze Nardella, per mettere un freno agli affitti brevi. Il Tar della Toscana ha dichiarato improcedibile il ricorso in quanto escluso dal Piano operativo comunale. Con l’approvazione dello stesso debbono ritenersi annullati gli effetti pregiudizievoli introdotti dal divieto a nuovi affitti turistici. Il Tar della Toscana ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopraggiunta carenza di interesse.
Con questa decisione pilatesca la sentenza del Tar Toscana non annulla la decisione del Comune di Firenze in merito allo stop delle locazioni brevi e non entra in merito al lavoro svolto dall’amministrazione locale fiorentina. La neo Sindaca Sara Funaro ha sottolineato che l’amministrazione andrà avanti: nella prima seduta della giunta la prima cittadina approverà la variante al regolamento urbanistico per rafforzare lo stop alle locazioni brevi.
Si evidenzia come da anni i vari governi siano stati inerti sul problema abitativo, e invece di rivedere in maniera organica le norme del codice civile sugli sfratti e sui canoni, di rendere oneroso tenere sfitto un immobile, di agevolare i contratti concordati, di potenziare l’edilizia pubblica, hanno preferito colpire un settore che ha portato un incremento del turismo, nuovi posti di lavoro, risanamento di vecchi edifici, aumento del Pil, demonizzando una nuova forma di ospitalità sempre più apprezzata in tutto il mondo.

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