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Verona, straordinaria miniera di bellezze storiche ed artistiche, da scoprire e da ammirare. In “Bra”, anche una straordinaria “Sala futurista”, con testimonianze artistiche originali…
Fu un recente appuntamento, a farci conoscere, custodito, in un antico edificio veronese, dominante, dal lato Listón, la straordinaria Piazza Bra, un tesoro involontariamente nascosto, un gioiello artistico, del quale, pur dopo 88 anni di frequenza della piazza stessa, nulla ci era noto. Un incontro importante, ma casuale, dunque, presso il Caffè - Ristorante Olivo 1939, ci ha donato l’opportunità di ammirare – nel vetusto Palazzo Righettini - Fracasso - Gianfilippi - Fraccaroli, al numero civico 18 della “Bra” – un locale artisticamente e storicamente particolare, ossia, “La Sala futurista”, situato al piano interrato del dianzi citato Palazzo. Un decennio fa, ebbero a rilevare l’importanza artistico-storica dell’ormai antico ed ampio locale, facilmente raggiungibile attraverso una scaletta, gli attuali Gestori del citato, vetusto, ma sempre giovane e vivace, Olivo 1939, che ne hanno curato, attentamente e studiatamente, il restauro, grazie, anche, al generoso contributo delle sorelle Fraccaroli, con il risultato di avere dato dovuta luce all’ambiente stesso, che racchiude, oggi, felicemente, grande arte e storia, legate, appunto, al ‘Futurismo’. Il quale fu un movimento creato, nel 1909, da Filippo Tommaso Marinetti (1896-1944), che lo annunciò, nel suo “Manifesto del Futurismo”, richiamante l’attenzione sull’esigenza urgente d’innovazione, nei più vari settori della vita del tempo, mirando alla cancellazione di quanto fu il passato, con tutte le sue regole, per proiettarsi, con ruggente forza, esaltante anche l’impossibile, nel futuro. Tale corrente ebbe il suo sviluppo, fra il 1918 e il 1940, lasciando testimonianze, del resto, innovative, in settori diversi, dalla pittura alla letteratura, dal teatro alla musica, alla fotografia e a molto altro, gastronomia compresa, trovando seguito anche, nella nostra era. La Sala è mirabilmente ornata, sulle pareti, da grandi affreschi – quasi parlanti, dedicati all’eterna, shakespeariana e mondialmente nota, tragedia d’amore, di Romeo e Giulietta – creati dai veronesi pittori futuristi, Albino Siviero (1904-1945) e Amos Ernesto Tomba (1898-1973): ogni raffigurazione è illustrata, da espressioni in italiano ed in ‘dialéto’, del poeta veronese Giuseppe Barni (1884-1964). La Sala appare, ora, come un interessante museo, in parte, dedicato, appunto, ai citati, meravigliosi affreschi e, in parte, al sopra fin troppo brevemente descritto “Futurismo”, evidenziato, pure, con passione ed impegno, anche, attraverso documenti del tempo, ottimamente esposti all’attenzione del pubblico, per ricordare, che, nella Sala stessa, si riunivano i Futuristi… Essa – la Sala – scrivono, infatti, gli appassionati Gestori di Olivo 1939, quasi, ad ampliamento di quanto sopra, era: ”Luogo, simbolo del ‘Futurismo veronese’, un tempo, ritrovo di artisti e di intellettuali… Qui, un meticoloso restauro, durato oltre un anno, ha riportato alla luce un ciclo pittorico futurista, unico nel suo genere, da tempo, dimenticato, e che, ora, è nuovamente disponibile, per turisti ed appassionati d’arte. Una tappa imperdibile della Tua visita a Verona, che offre uno spaccato affascinante della città del primo Novecento, quando arte e cultura erano fulcro della vita cittadina”. Un intervento, quindi, lodevolissimo, di massima importanza, che arricchisce l’offerta storico-artistica della città scaligera e che dimostra, come zelo, silente e operoso, sappia dare frutti eccezionali e tali, da fare scoprire, anche a cittadini veronesi, “dé sòca”, meraviglie mai pensate o, tantomeno, viste, nonostante, come dicemmo, assidua, frequentazione dell’internazionale Piazza Bra. Impreziosisce il tutto, il fatto che il Palazzo, ospitante la ‘Sala futurista’, sarebbe stato progettato, dal pittore della Scuola veronese, Giovan Francesco Caroto (1480-1555), che, ci lasciò un grande affresco, sulla facciata dell’edificio, in tema. Complimenti per il grande, nuovo dono, fatto a Verona! Nella foto: un affresco della Sala futurista…, in Bra…!
Pierantonio Braggio

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