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“Il Banco Alimentare di Verona: una rete silenziosa che nutre la solidarietà”
A cura di Cristina Parrinello
Nel cuore della provincia scaligera, in via Torricelli 18, opera una realtà tanto discreta quanto fondamentale per il tessuto sociale: il Banco Alimentare di Verona. Parte integrante del più ampio sistema del Banco Alimentare del Veneto, questa struttura rappresenta un presidio concreto contro lo spreco alimentare e a favore delle persone in difficoltà. Nato nel 1989 grazie alla lungimiranza dell’imprenditore Danilo Fossati, proprietario dell’industria alimentare Star, e all’impegno spirituale e sociale di Don Luigi Giussani, il Banco Alimentare si è rapidamente diffuso in tutta Italia. Oggi conta ben 21 sedi, tutte animate da un unico obiettivo: promuovere solidarietà e inclusione attraverso la condivisione del cibo. La sede veneta si articola principalmente tra Verona e Padova, con il polo scaligero che riveste un ruolo centrale per il territorio occidentale della regione. A guidare la struttura veronese, nata nel 1993 è la presidente Adele Biondani, figlia del fondatore, a testimonianza di una continuità che è al tempo stesso familiare e valoriale.
A raccontare da vicino il funzionamento quotidiano del Banco è Eugenio Andreatta, responsabile della comunicazione: “Qui lavorano circa 180 volontari di tutte le età e 9 dipendenti. Un numero importante, ma spesso appena sufficiente per sostenere la complessità delle attività quotidiane”. Il lavoro è incessante e articolato: dalla raccolta delle eccedenze alimentari al loro stoccaggio, dal confezionamento fino alla distribuzione agli enti caritativi (se ne contano 194) che assistono le persone bisognose. Una macchina organizzativa che richiede precisione, responsabilità e spirito di servizio.
Le fonti di approvvigionamento sono molteplici e rappresentano un esempio virtuoso di collaborazione. Industrie agroalimentari, aziende dolciarie, supermercati e operatori dell’ortofrutta, contribuiscono quotidianamente con donazioni di prodotti ancora perfettamente consumabili. Anche l’e Europea contribuisce con l’erogazione di fondi assieme alle attività di ristorazione, che donano cibi già cotti e altrettanto avviene per le mense del territorio che consegnano tutte le porzioni di cibo non consumato e che noi rimettiamo in circolazione consegnandolo alle mense della Caritas o in altri luoghi di distribuzione.
Fondamentale è anche il rigoroso controllo della qualità dei prodotti distribuiti. Gli alimenti freschi e cucinati vengono verificati con attenzione, mentre per quelli confezionati si controllano scrupolosamente le date di scadenza, garantendo sicurezza e dignità a chi riceve gli aiuti.
Tra le iniziative più significative spicca la Colletta Alimentare organizzata dai nostri volontari nel mese di novembre: un appuntamento ormai consolidato che coinvolge i supermercati e mobilita migliaia di cittadini. La risposta della popolazione veronese è sempre molto positiva, segno di una comunità sensibile e partecipe.
Abbiamo intervistato la signora Caterina Manfrotto, volontaria presso il Banco Alimentare di Verona, che ci ha confermato l’entusiasmo con cui partecipa a questa iniziativa e il desiderio di portarla avanti anche negli anni futuri, poiché ha incontrato un clima di sincera solidarietà e ogni giorno tocca con mano la validità e l’importanza di questo progetto per la comunità.
Il Banco Alimentare di Verona non è soltanto un luogo logistico, ma un crocevia di umanità, dove il valore del dono si traduce in azione concreta. In un’epoca segnata da disuguaglianze crescenti, questa realtà dimostra come la solidarietà organizzata possa fare la differenza, ogni giorno, nel silenzio operoso di chi sceglie di esserci.

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