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| Mercoled 19 Ottobre 2022 |
SABATO A MONTORIO IL PRANZO DELLA “LEGALITA’ E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE”, INCONTRI E DIALOGO PER DIRE NO ALLE MAFIE
Una mattinata di incontri per essere informati e allontanare il crimine organizzato, per fare rete insieme e creare un comune senso dilegalità coinvolgendo i giovani, iniziativa promossa dalla Rete delle scuole S.T.E.I., il Presidio di Libera “Giuseppe e Paolo Borsellino”, il Coordinamento provinciale di Libera, il Coordinamento veronese di Avviso Pubblico col patrocinio del Comune di Verona.
L’assessora Zivelonghi sottolinea il grande valore dell’iniziativa sul territorio.
Il pranzo sarà allestito dagli studenti dell’Istituto Berti con prodotti coltivati in territori confiscati alla mafia.
Istituzioni e associazioni fanno rete, per formare e informare su corruzione e radicamento delle organizzazioni mafiose nel nostro territorio. Sabato 22 ottobre, dalle 9.30 alle 15, al Circolo 1° Maggio a Montorio si terrà “Il pranzo della Legalità e della Giustizia Sociale”.
Costruire un senso di legalità, delle regole di convivenza e del bene comune rispettando l’altro, cercare insieme di sviluppare un’etica della responsabilità stimolando i giovani nei confronti della dimensione sociale. Sono questi gli obiettivi dell’iniziativa che avrà come momento conclusivo “Il pranzo della Legalità e della Giustizia sociale”, allestito dagli studenti dell’I.I.S. “A. Berti” con l’utilizzo di prodotti di Libera Terra, coltivati sui terreni confiscati alle mafie (costo del pranzo 18 euro).
Dalle 9.30 prenderanno il via gli incontri a cui parteciperanno Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ed Antonio Parbonetti, autore di uno studio sulla presenza mafiosa in Veneto. Dialogheranno con studenti e cittadini, rappresentanti di Istituzioni e di Associazioni sul tema “Mafie ed economia sostenibile nel nostro Territorio”.
Tutti temi all’ordine del giorno, come confermato dall’operazione di oggi della Direzione Investigativa Antimafia ed il Nucleo di Polizia Economico-Finanzia di Verona, al termine di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, emettendo nelle province di Verona, Mantova e Trento quattro misure cautelari personali e il sequestro di beni per un valore di oltre 9 milioni di euro, per reati tributari, con particolare riferimento all’emissione e utilizzo di false fatturazioni, riciclaggio e autoriciclaggio, aggravati dall’aver commesso tali reati con metodo mafioso e per agevolare l’attività della ‘ndrangheta.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina in sala Arazzi dall’assessora alla Legalità e trasparenza Stefania Zivelonghi. Sono intervenuti Roberto Fasoli di Avviso Pubblico, Rossella Russo del coordinamento provinciale di Libera e Claudio Ferrari del Presidio di Libera “Giuseppe e Paolo Borsellino”.
“Questo evento è a mio avviso di assoluto valore e una grande opportunità – ha sottolineato l’assessora Zivelonghi -. E’ infatti una sintesi dell’intervento di varie realtà, e dà la misura dell’attenzione e della sensibilità del territorio alle tematiche della legalità, che richiedono di essere fortemente presidiate da vari attori, come confermato dall’ultima operazione effettuata oggi coinvolgendo anche Verona, con reati legati alla vita economica. Questa e molte altre sono tematiche molto attenzionate dall’Amministrazione, per questo, dopo aver partecipato come libera professionista, continuerò in veste di assessora a seguire la Consulta della legalità della Camera di Commercio di Verona”.
“La legalità e il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa sembrano quasi essere usciti dall’agenda politica – ha detto Fasoli -. Per questo i temi trattati nell’incontro sono importantissimi. Serve fare rete con le istituzioni, ben 35 Comuni hanno aderito, con la Consulta della legalità e le associazioni, per far conoscere agli imprenditori i rischi che corrono. Serve collaborare, perché la mafia è una struttura organizzata e, se non ci organizziamo per contrastarla, saremo sconfitti. In questo importante è il ruolo degli studenti, e noi dovremo ascoltarli, cercando di fare in modo che queste tematiche proseguano ad essere trattate anche a scuola”.

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