 |
|
|
Gioved 17 Settembre 2026  |
 |
|
|
|
|
|
|
ADIGE TV: Home Verona Sette News |
Ricerca |
|
|
|
|
| Luned 11 Novembre 2024 |
Cristina Roccati. La donna che osò studiare fisica | Dal 6 dicembre, Rovigo - Palazzo Roncale
A Rovigo, una mostra fa rivivere la vicenda di Cristina Roccati.
Fu la terza donna a laurearsi al mondo e la prima “fuori sede” della storia.
Insegnò la fisica di Newton, mentre scriveva poesie.
L’ESA mette in orbita un telescopio spaziale a lei intitolato.
Rovigo ricorda Cristina Roccati, la donna che “osò” studiare fisica.
In Palazzo Roncale, dal 6 dicembre 2024 al 21 aprile 2025, la vicenda di questa giovanissima rodigina sarà rievocata da una esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e il Comune di Rovigo, con la curatela scientifica di Elena Canadelli, da una idea di Sergio Campagnolo.
“Osò studiare”, perché all’epoca, che da un piccolo paese, Rovigo, che nel ‘700 contava su una popolazione di all’incirca 5 mila abitanti e su un’economia non certo tra le più fiorenti, una ragazza di appena 15 anni partisse per Bologna per studiarvi all’Università era cosa mai vista. E ancora più incomprensibile, e forse scandaloso, parve l’oggetto dei suoi studi: materie che esulavano dalle competenze proprie “delle donne”, sottolinea la curatrice.
Anche se si era nel secolo dei Lumi, le università continuavano a essere palestra esclusiva per maschi benestanti. Al mondo, solo due donne avevano, all’epoca, raggiunto la laurea: Elena Cornaro Piscopia (1646-1684) e Laura Bassi (1711-1778), la prima all’Università di Padova, la seconda nell’Ateneo bolognese.
E fu a quest’ultima che, nel 1747, a soli 15 anni, si rivolse Cristina. Giunse a Bologna scortata da una zia e dal suo maestro di casa, per studiare logica, filosofia, meteorologia, geometria e fisica, prima studentessa “fuori sede” della storia. Il padre, con una decisione anch’essa controcorrente, aveva puntato su di lei anziché sul fratello.
“In un mondo senza donne come quello della scienza dell’epoca – afferma la curatrice, professoressa Elena Canadelli – la Roccati si laureò nel 1751, appena diciannovenne, e l’anno successivo si trasferì a Padova per continuare la sua formazione con lo studio dell’astronomia e della fisica di Newton. La sua carriera era in realtà iniziata dalla poesia erudita e d’occasione, composta per esempio per le nozze di personalità di spicco, un’attività che l’aveva fatta apprezzare non solo nella sua città natale, ma anche a Bologna e in altre accademie d’Italia. Amica dell’influente letterato rodigino Girolamo Silvestri, fu accolta nell’Accademia dei Concordi di Rovigo, importante cenacolo culturale e scientifico del tempo. Costretta a lasciare Padova già nel 1752, a causa dello scandalo finanziario in cui era stato coinvolto il padre, la giovane Roccati si dedicò da quel momento all’insegnamento della fisica nella sua città natale, rivolgendosi principalmente ai membri dell’Accademia dei Concordi, che nel 1754 la nominarono, non senza proteste e persino dimissioni polemiche, loro “Principe”.
“Dopo le vivaci esperienze a Bologna e Padova, la vita di Cristina Roccati trascorse sempre a Rovigo, dove portò la scienza galileiana e la fisica newtoniana, in lezioni che ci sono pervenute fino ad oggi e che ci restituiscono uno spaccato della scienza e della società del tempo”, anticipa ancora la curatrice.
“Nonostante le difficoltà, grazie a un confine non ben definito tra pubblico e privato, scienza e meraviglioso, nella seconda metà del Settecento alcune donne riuscirono a ritagliarsi un ruolo nella scienza. Si pensi a figure come la matematica Maria Gaetana Agnesi a Milano e la fisica Laura Bassi a Bologna, o, in Francia, alla matematica Émilie du Châtelet. Tra loro ci fu anche la rodigina Roccati”.
“La mostra restituisce la voce a una delle protagoniste di questa elettrizzante stagione della scienza, attraverso un percorso espositivo incentrato sulla riscoperta di questa figura dimenticata. Verranno raccontati anche alcuni aspetti storici e scientifici del Settecento, il secolo della ragione e dell’Encyclopédie, di Voltaire e della Rivoluzione francese, ma anche della diffusione delle teorie di Newton tra i non addetti ai lavori e della meraviglia suscitata da fenomeni naturali come l’elettricità. Negli anni della Roccati, la moda degli spettacoli di elettricità e di dimostrazioni sperimentali conquistò nobili e accademici in cerca di fama e notorietà, animando le serate di corti e salotti, mentre si moltiplicavano i primi libri di divulgazione scientifica, come Il Newtonianesimo per le dame (1737) dello scrittore di origini veneziane Francesco Algarotti o le Lezioni di fisica sperimentale (1743-48) del francese Jean Antoine Nollet”.
“Come per molte donne dell’epoca, dopo la sua morte un velo si è posato sulla sua vita e sulla sua opera, un velo che la mostra a Palazzo Roncale vuole sollevare per ripercorrere attraverso di lei i rapporti tra la scienza, la società e il ruolo delle donne nel secolo dei Lumi. A lungo le donne sono state escluse da percorsi istituzionali in campo scientifico e anche oggi il tema della presenza/assenza delle donne nella scienza continua a fare riflettere e discutere, con il permanere della disparità di genere nelle materie scientifiche”.
La figura della Roccati consentirà di approfondire in chiave storica questi temi di grande attualità. A lei è stato intitolato uno dei telescopi che verranno lanciati in orbita nell’ambito del progetto PLATO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), la cui missione è individuare pianeti extrasolari simili alla Terra: una nuova avventura per una donna che nel Settecento ha dedicato la sua vita alla scienza e allo studio della natura.

|
| Commenti |
|
| | Altre notizie di Verona |
|
Arena di Verona. 103° Opera Festival 2026. Si chiude l’edizione più lunga e più giovane della storia, con presenze italiane cresciute del 24%. Celebrati i 150 anni di Giovanni Zenatello, con l’esposizione della storica spada dell’Aida 1913. | Biomethan Holding, Ars & Law Studio Legale Ederle e creazione della prima piattaforma italiana, per lo sviluppo e la gestione di impianti di biometano | A Veronafiere presentato il Report di Sostenibilità 2025. Report di sostenibilità 2025 di Veronafiere. Certificazione della parità di genere, con riduzione del Gender Gap, emissioni a -37,8% e nuovo Cia, in linea con con i principi Esg | AMIA Verona segnala: secco residuo: in 8 mesi, calo di oltre 5mila tonnellate (-16%) e dal totale dei rifiuti sparite circa 4mila tonnellate: il nuovo sistema di raccolta frena la migrazione dei rifiuti. Si tratta della frazione di rifiuto che finisce in | Scuola veronese al via: 101 mila studenti e organici più stabili | L’autunno a Tirolo | REPORT DI SOSTENIBILITÀ 2025 DI VERONAFIERE | NUOVO VOLO DIRETTO ROMA FIUMICINO – VERONA DA OGGI IN VENDITA SU TUTTI I CANALI DI ITA AIRWAYS OPERATIVO DAL 28 MARZO 2027 | La Festa dell’Uva di Castelnuovo compie sessant’anni | VINO (CONSORZIO BARDOLINO): UVE SANE E QUALITÀ ALTA, VENDEMMIA DEGNA DEL CENTENARIO | Nel cuore di Auteuil con La Fontaine | Capitale Italiana della Cultura, Bardolino si candida con il Garda unito. Giordano Bruno Guerri ambasciatore del progetto | Marcantonio Bentegodi | LX Festa dell’Uva, a Castelnuovo del Garda, Verona. Un sessantesimo, celebrato con tre giorni di grandi eventi, dal 18 al 20 settembre | Consorzio Vino Bardolino: uve sane e qualità alta. Vendemmia degna del Centenario | |
| LA RIVISTA |
 |
|
|
|
|
| |
|
|
|
|