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TARI: IN DUE ANNI, EMERSE QUASI 8000 UTENZE PRIMA SCONOSCIUTE ISPETTORI AMBIENTALI, SCATTATE LE PRIME MULTE FINO A 500 EURO
Il nuovo sistema combinato tra porta a porta e cassonetti ad accesso controllato ha inferto un duro colpo anche al sommerso. L’attività ispettiva è avviata sia su strada, sanzionando i furbetti dei rifiuti, che “da remoto” attraverso i controlli incrociati di Solori, e prosegue la videosorveglianza. Novità anche per tessere e app (che potranno essere fino a 4 per ciascuna utenza) mentre sono allo studio soluzioni più agevoli per associazioni e studentati.
Dopo un iter amministrativo complesso, dovuto al fatto che la normativa regionale veneta a differenza di altre non prevede questa figura professionale, i primi Ispettori ambientali sono ora operativi. E sono stati sanzionati i primi furbetti dei rifiuti, colti in flagrante mentre abbandonavano l’immondizia fuori dai cassonetti e conferivano in modo scorretto, qualcuno proveniente anche da altri comuni. Gli Ispettori ambientali in servizio sono attualmente cinque e prendendo ad esame una delle prime settimane di piena operatività, quella che va dal 22 al 30 giugno, per dare un’idea del fenomeno, le sanzioni comminate sono state circa una ventina, 19. Tra gli illeciti più diffusi, la mancata differenziazione dei rifiuti e l’abbandono fuori dai cassonetti. Inoltre, ben otto persone sono state sorprese ad abbandonare in città rifiuti provenienti da fuori comune. Per queste, la sanzione più salata: 500 euro.
Proseguono inoltre i controlli congiunti con la Polizia locale e gli illeciti immortalati dalle videocamere di sorveglianza. A giugno, sono state 44 le segnalazioni arrivate dalle videocamere fisse posizionate nei pressi di alcune delle postazioni più critiche. Di queste, circa 30 hanno portato a sanzione.
All’attività ispettiva su strada, complementare a quella informativa svolta soprattutto con le utenze non domestiche e di sensibilizzazione, si aggiunge poi quella “da remoto”. Già il cambiamento in sé da cassonetti aperti al nuovo sistema di raccolta combinato con cassonetti ad accesso controllato per umido e secco residuo e porta a porta per carta e plasticametalli, ha fatto letteralmente impennare le nuove posizioni Tari. Si tratta di un più 7.700 utenze in due anni, ovvero dall’estensione graduale alla città del nuovo sistema. Dati Solori alla mano, infatti, emerge che nel 2024 le utenze Tari sono aumentate di 2.700 unità. Dato praticamente raddoppiato nel 2025: + 5mila.
Sono quotidiani, inoltre, i controlli incrociati mirati e strategici grazie anche alle segnalazioni che arrivano da cittadine e cittadini che fanno emergere vie e posizioni in cui gli abbandoni di rifiuti fuori dai cassonetti sono più evidenti e sistematici. È accaduto in tutte le circoscrizioni che finora sono passate al nuovo sistema – Settima, Sesta, Quarta e Quinta – ma è stato particolarmente utile in queste ultime due circoscrizioni dove si sono riscontrate le maggiori difficoltà iniziali. Un caso eclatante è quello di via Tartaro, in Quarta circoscrizione, su cui Solori ha effettuato un carotaggio specifico. È emerso che su 234 unità familiari, 32 sono risultate non avere un’utenza Tari: il 13.6% non era dunque a norma, prima sconosciuto sotto il profilo tributario.
Contestualmente, migliora l’accessibilità al servizio. È stato deciso, infatti, che per ogni utenza Tari – e dunque per ciascuna tessera utile a sbloccare i cassonetti ad accesso controllato – possono essere abbinate fino a 4 applicazioni (prima il limite era fissato a due). Tradotto, significa che ciascun nucleo familiareabitativo avrà 5 dispositivi per utilizzare i nuovi cassonetti chiusi: una tessera magnetica, e 4 cellulari. È inoltre allo studio un nuovo sistema per semplificare il rilascio della tessera a quelle realtà che non sono direttamente collegate a utenze Tari e rischiano di rimanere in un limbo. Si tratta, ad esempio, di associazioni, asd, studentati ecc che hanno sede in edifici comunali o di altri enti, che non sono intestatarie della tassa dei rifiuti ma hanno comunque l’esigenza di smaltire correttamente i propri rifiuti.
“Numeri come questi, che fotografano l’entità dell’emersione, sono un’ulteriore e importante conferma dell’importanza di aver finalmente messo mano al nuovo sistema di gestione dei rifiuti urbani a Verona. Con l’operatività degli Ispettori ambientali, che contiamo di poter implementare dal prossimo anno, potenziamo anche l’aspetto dei controlli e, quando necessario, delle sanzioni. Oltre a questa nuova figura professionale, il cui compito è anche e soprattutto quello di informare e sensibilizzare, stiamo investendo anche sull’ammodernamento della videosorveglianza”, ha spiegato il presidente di AMIA Roberto Bechis. “C’è poi il tema dell’accessibilità al servizio: tutti quanti devono poter utilizzare facilmente i cassonetti ad accesso controllato. In quest’ottica, abbiamo scelto di raddoppiare da due a quattro il numero totale delle applicazioni AMIA, per poter sbloccare i nuovi cassonetti da cellulare, che ciascuna utenza può scaricare”, ha aggiunto Bechis.
“Abbiamo introdotto tramite regolamento comunale la figura professionale dell’Ispettore ambientale che ha come prioritario il ruolo di sensibilizzare ma che eroga anche sanzioni. E i primi dati sono significativi: una ventina di multe la prima settimana, in parte consistente, da chi arriva da fuori comune dimostra che Verona per tanti anni a cassonetti aperti è stata utilizzata per conferire i rifiuti dei territori limitrofi”, è intervenuto l’assessore ad Ambiente e Transizione ecologica Tommaso Ferrari. “Siamo contenti di aver inserito questo presidio sul territorio, un valido sostegno che da serve a informare e aiuta a far spargere la voce che a Verona le cose stanno cambiando e che a conferire in modo scorretto può costare fino a 500euro per chi proviene da fuori provincia. Per ora il limite è questo ma con l’introduzione del nuovo decreto nazionale Terra di fuochi per l’abbandono rifiuti si arriva fino a 1000euro”, ha aggiunto Ferrari.
“Avere fatto emergere 8mila utenze in più prima del tutto sconosciute significa anche che viene ripartita fra più persone, fra più utenze, il costo della TARI perché è chiaro che se aumenta il numero delle utenze, il totale viene suddiviso per numeri maggiori e dunque diminuisce. E circa 8mila su un totale di 135mila utenze è circa il 6%. È sempre utile ricordare, inoltre, quale è il costo medio della Tari nel Comune di Verona rispetto alle altre città capoluogo del Veneto. A Belluno il costo medio a famiglia è 204 €, Verona 247, Vicenza 260 euro, Padova 277 euro, Treviso, a guida centrodestra, 305 euro, Venezia 385 euro, Rovigo, sempre a guida centrodestra, 414 euro.”, ha spiegato l’assessore ai Tributi Michele Bertucco.
“Ci è stata segnalata una criticità per abbandono di rifiuti in Via Tartaro, per cui abbiamo proceduto ad una verifica approfondita delle 234 unità famigliari ivi residenti. Di queste 32 sono risultate non avere una utenza tari, per cui sono state invitate a regolarizzare la loro posizione per tutti gli anni di residenza entro 60 giorni con un avviso bonario, cui seguirà l’accertamento con contraddittorio. Stiamo aumentano gli accertamenti, sono numerose le posizioni da regolarizzare per i più svariati motivi. Molti ignorano l’esistenza della Tari, va ricordata la collaborazione con il Comune che ad ogni cambio di residenza segnala ai cittadini e alle cittadine che parallelamente va attivata l’utenza Tari. Una procedura semplice che si può fare anche on-line sul sito Solori.it”, ha sottolineato l’amministratore unico di Solori Giuseppe Moretto.

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