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| Venerd 23 Dicembre 2022 |
Crescita 2022 da record, In Italia. Abbiamo doppiato Francia e Germania. Ce lo spiega, con puntualità ed esattezza, CGIA Mestre. Cosa dire del Veneto?
Ci apprestiamo a chiudere un 2022 da record. Nonostante la crescita dell’inflazione, il caro energia e il boom dei prezzi delle materie prime, abbiano creato non pochi problemi a famiglie e imprese, negli ultimi 12 mesi (terzo trimestre 2022 su terzo trimestre 2021), la crescita economica italiana è stata doppia rispetto a quella registrata dai nostri principali competitors commerciali presenti nell’area dell’euro. Se nel nostro Paese, infatti, il Pil1 è aumentato del 2,6 per cento, in Germania è cresciuto della metà (+1,3 per cento) e in Francia in misura ancora inferiore (+ 1 per cento). Sempre nello stesso periodo, la media dell’Area Euro-19 si è salita del 2,3 per cento. Insomma, quest’anno, abbiamo “sbaragliato” tutti, dimostrando di esserci lasciati alle spalle con successo la crisi pandemica. Certo, il 2023 sarà un anno difficile: su tutta Europa, infatti, soffiano venti di crisi molto preoccupanti. Tuttavia, con una economia che in questi ultimi due anni si è decisamente rafforzata, dovremmo avere meno problemi degli altri a fronteggiare questo nuovo scenario avverso. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA. Nel post Covid non abbiamo rivali. Sebbene gli effetti economici provocati nel 2020 dalla pandemia siano stati più negativi da noi (-9 per cento del Pil), che a Berlino (-3,7 per cento) e a Parigi (-7,8 per cento), anche allargando l’arco temporale di osservazione (terzo trimestre 2020 su terzo trimestre 2022), lo score del nostro Paese è stato superiore a quello dei nostri competitori. Se in Italia il Pil2 è aumentato del 7,5 per cento, in Francia l’incremento è stato del 4,6 per cento e in Germania del 3,2 per cento. Nell’Area Euro-19, invece, ha toccato il 6,3 per cento. Servizi e industria trainano la ripresa. Ricordando che, fatto 100 il Pil italiano, il 73 per cento è riconducibile ai servizi (Pubblica amministrazione, commercio, turismo, servizi alle imprese e alle persone, etc.), il 20 per cento all’industria, il 5 per cento alle costruzioni e il 2 per cento al settore primario (agricoltura, pesca, etc.), nei primi 9 mesi di quest’anno la ricchezza nazionale è aumentata del 4,4 per cento. I maggiori contributi alla crescita sono da ascrivere, in particolar modo, ai comparti più significativi della nostra economia. Sebbene i dati siano in parte “condizionati” dall’incremento dei prezzi, nei primi nove mesi del 2022 il fatturato dei servizi è salito del 15,3 per cento e quello dell’industria del 19,4 per cento, mentre la produzione nelle costruzioni è aumentata del 14,1 per cento. Boom di fatturato per trasporti aerei e agenzie viaggi. Dall’analisi dei sotto settori emerge che nei servizi il fatturato 2022 su quello del 20213 del trasporto aereo e delle agenzie di viaggio-tour operator è più che raddoppiato. Nel primo caso, l’incremento è stato del 102,8 per cento, nel secondo caso addirittura del 123,2 per cento, ma nonostante questi saggi di crescita, questi due comparti scontano ancora un gap sensibile rispetto ai livelli pre-Covid. Nel settore manifatturiero, infine, spiccano i risultati dell’incremento della produzione dei prodotti tecnologici (+7,4 per cento), quelli petroliferi (+8,4 cento), quelli farmaceutici (+8,7 per cento) e quelli del tessile-abbigliamento (+9 per cento) Quanto al Veneto, nonostante la crescita dell’inflazione, il caro energia e il boom dei prezzi delle materie prime abbiano creato non pochi problemi a famiglie e imprese venete, quest’anno la crescita economica della nostra regione doppia quella tedesca. Se, in Veneto, il Pil è destinato ad aumentare del 3,8 per cento, in Germania crescerà “solo” dell’1,6 per cento: praticamente noi corriamo ad una velocità doppia dei tedeschi. Sempre nello stesso periodo, il Pil medio dell’Area Euro-19, salirà del 3,2 per cento. L’export veneto, invece, è destinato a subire una frenata: rispetto al +11,2 per cento registrato nel 2021, quest’anno la crescita sarà del +6,2 per cento; in termini reali, entro il prossimo 31 dicembre le nostre vendite all’estero dovrebbero toccare gli 84,7 miliardi di euro. I consumi, invece, sono destinati a salire del 6 per cento, mentre i disoccupati scendono a 105 mila unità, portando il tasso di disoccupazione ad attestarsi al 4,7 per cento: 0,6 punti in meno rispetto al 2021.
1 Con base 100 nel terzo trimestre 2021
2 Con base 100 nel terzo trimestre 2020
3 Dati relativi alla media dei primi 9 mesi di ciascun anno
Come, sempre, abbiamo detto e diremo, il nostro Paese non manca né di genio, né di buona volontà. Anzi, ne abbiamo da vendere. Quanto sopra lo dimostrano numeri, fatti e considerazioni, posti in luce, con attenzione e precisione, da CGIA Mestre. Importante è che l’impresa non trovi ostacoli, sul suo cammino, anzi, che la stessa venga facilitata, non favorita, perché, solo in tal modo, essa dà, il meglio di se stessa, con massimo vantaggio, per la società. Successo, dunque, nel 2022…! Possiamo attenderci un 2023 accettabile?
Pierantonio Braggio

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