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| Venerd 26 Maggio 2023 |
Dedicato al grande Alessandro Manzoni, un francobollo di Poste Italiane, a ricordo del 150° anniversario della morte.
Il 22 maggio 2023, è uscito, da parte di Poste Italiane, un francobollo commemorativo di Alessandro Manzoni, nel 150° (1785 - 1873), anniversario della scomparsa, com tariffa B, pari a 1,20€ e con tiratura di trecentocinquantamila esemplari. La vignetta raffigura un ritratto di Alessandro Manzoni, delimitato in basso da un libro aperto, su cui appare la firma autografa dello scrittore. L’annullo o timbro commemorativo, del primo giorno di emissione, sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale Milano 24. Da notare, che il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali, con sportello filatelico o “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito filatelia poste.it. Poste Italiane segnala, inoltre, che, per l’occasione, è stata realizzata anche una cartella filatelica, in formato A4, a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione e il bollettino illustrativo, al prezzo di 20€. Quanto alla vita ed alle opere del grande scrittore italiano, scrive, Angelo Stella, presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani - Casa del Manzoni, Milano, nel bollettino ufficiale che illustra l’emissione: Alessandro Manzoni moriva, il 22 maggio 1873, nella sua casa di via Morone, dove era vissuto, dai primi mesi del 1814. A Milano Era nato, il 7 marzo 1785, figlio di Giulia Beccaria sposata a Pietro Manzoni e, a Milano, ha vissuto quasi tutti gli anni della sua lunga vita, con “parentesi”, a Parigi, capitale di una nuova cultura europea. La Rivoluzione francese, cui Manzoni dedica, a quindici anni, un poema e la riflessione saggistica, proprio negli estremi anni della sua vita, gli consegna un patrimonio di impegno politico e sociale, che rimane trama e principio di tutta la sua opera letteraria. L’opera poetica della sua giovinezza, da lui in gran parte sconfessata, esprime con forza a volte provocatoria, una protesta civile, focalizzata su “il vero”, da riconoscere nella storia e nella ragione di ogni uomo. In questo orizzonte laico e illuminista, esemplarmente etico, si instaura la conversione, negli anni 1809-10, a un cristianesimo pascaliano, lontano dal cattolicesimo, praticato nella sua Italia. Dal 1812 al 1827, Alessandro Manzoni vive un intenso periodo creativo: nel 1815 la stampa di quattro Inni sacri, nel 1819 le Osservazioni sulla Morale Cattolica, a inizio 1820 la tragedia Il Conte di Carmagnola. Manzoni, dal settembre 1819 al luglio 1820, vive a Parigi, forse con il proposito di lasciare definitivamente una Lombardia e una Italia, governate dalla Restaurazione. Comprende però che è suo dovere dare voce, in Italia, a un nuovo messaggio letterario. Nel 1822 esce Adelchi, alimentata da un ideale risorgimentale, e il quinto inno sacro La Pentecoste, che disegna una umanità socialmente cristiana, con l’indipendenza dei popoli e la redenzione dalla schiavitù. Questi messaggi vengono consegnati alla cultura popolare con I Promessi sposi, che propone l’educazione sociale di due villani in un contesto storico devastato dalla fame, dalla peste e dalle tentazioni insurrezionali. Il romanzo, edito nel giugno 1827, ha un successo travolgente: continue “edizioni pirata”, immediate traduzioni in francese, inglese e tedesco.Nel luglio Manzoni si reca a Firenze, per verificare come la lingua da lui creata sia patrimonio della società fiorentina, nella sua competenza anche popolare. I quattro decenni che ancora lo attendono, saranno da lui dedicati a una riflessione sulla lingua, sulle teorie letterarie, sulla religione, anche nel confronto e nella condivisione del pensiero di Antonio Rosmini. Quasi inavvertita nella cultura contemporanea la seconda edizione dei Promessi sposi, distribuita a dispense dal novembre 1840 al novembre 1842, con una illustrazione “filmica” affidata a Francesco Gonin e ad altri artisti tra cui Massimo d’Azeglio. Questa edizione persegue l’obiettivo di unire alla favola del romanzo, specularmente, la Storia della Colonna infame. Da Senatore del Regno d’Italia, divenuto riferimento culturale della Nazione, Manzoni conclude la sua riflessione spirituale con due indagini. In risposta all’incarico ministeriale avanza una proposta per l’unificazione linguistica del popolo italiano, in termini strumentalmente autoritari. In secondo luogo un confronto tra la Rivoluzione francese e quella che vorrebbe chiamare Rivoluzione italiana, riconoscendola più storicamente lotta per l’indipendenza nazionale. Prima di morire vede Roma capitale d’Italia, la fine del potere temporale dei Papi, da lui sempre auspicata, in una Chiesa “Madre dei Santi”, con un sovrano che ha deposto la spada, per essere solo “re delle preci”. Apprezziamo moltissimo l’iniziativa della celebrazione d’un grande personaggio della letteratura e della storia italiane, grande per il suo pensiero e per le sue opere, ma, anche perché, tali lavori, in particolare, gli Inni sacri, sono fortunatamente e con nostra soddisfazione, inchiodati nella nostra povera mente, che ha saputo apprezzali, sino dai primi anni di scuola, rilevando in essi grande poesia e straordinario modo di vedere e di descrivere la propria, alta opinione.
Pierantonio Braggio

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