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| Domenica 11 Maggio 2025 |
Fino al 15 giugno 2025, a Verona, grande mostra, dal titolo: “Tessere la Tua lode. Le opere lignee di fra’ Giovanni da Verona”, al Silos di Levante del Complesso Universitario Santa Marta, Verona, il quale, per la prima volta, apre i suoi spazi alla città
“Per la prima volta in Italia, una selezione completa dei capolavori, realizzati da fra’ Giovanni da Verona. Un grande evento espositivo, che ripercorre la vita, l’opera e il genio del Monaco benedettino olivetano, nato a Verona fra il 1456 e il 1457, considerato tra i più importanti rappresentanti del Rinascimento italiano. Un artista da riscoprire, al quale, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte, l’Associazione Rivela, in collaborazione con la Diocesi e il Comune di Verona, organizza la mostra celebrativa, a cura di Giovanni Bresadola. L’evento è ospitato, fino al 15 giugno, nel Silos di Levante del Complesso Universitario Santa Marta, Verona, all’interno di spazi, che per la prima volta, si aprono ai visitatori, dopo una significativa operazione di rigenerazione urbana, con finalità culturali da parte del Comune. L’iniziativa vede il coinvolgimento dei monaci benedettini olivetani di Monte Oliveto Maggiore (Siena) e di Seregno (Monza-Brianza), con i contributi storici e artistici del prof. Luciano Rognini, e degli studiosi Pier Luigi Bagatin e Renata Semizzi. Ad accompagnare i visitatori come guide sono 40 studenti di 10 scuole veronesi (gli istituti Marco Polo, Guardini, Nani, Montanari, Copernico, Don Bosco, Agli Angeli, Sacra Famiglia, Campostrini e Sanmicheli), affiancati da 50 tutor adulti di Rivela, grazie a un progetto di Pcto - Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Si aggiungono poi alcuni studenti universitari. Nel percorso espositivo, trovano spazio alcuni abiti ispirati all’arte di fra’ Giovanni, appositamente creati dagli studenti, che frequentano l’indirizzo moda dell’istituto Sanmicheli. La mostra. Attraverso la sua silenziosa arte d’intarsio, fra’ Giovanni ha realizzato cori, sacrestie e ha decorato luoghi di preghiera in tutta Italia, parlando ai cuori di generazioni di persone. Poco si conosce, però, di questo artista straordinario – le cui opere sono conservate in prestigiosi musei e in luoghi di culto – che non ha lasciato scritti, ma, solo i frutti della sua totale dedizione alla Gloria di Dio. Ha usato tutta la sua maestria nella lavorazione del legno, affinché ogni suo confratello, nei ritmi propri dell’azione liturgica, e chiunque si fosse lasciato e si lasci oggi avvincere dalla bellezza delle sue creazioni, potesse fare la stessa esperienza dell’universalità della salvezza cristiana, che lui aveva vissuto nella preghiera e nel lavoro. Lo sottolinea con la sua firma: “R.do in Xo p.f. Joai.mo” - al reverendo in Cristo padre frate Giovanni monaco. Fra’ Giovanni ha attraversato la tensione dell’umanesimo per affermare la centralità dell’uomo, forte della certezza che Dio non è limite alla realizzazione dell’uomo stesso, ma la pienezza di tutte le sue espressioni. In quest’ottica ha fatto proprie le innovazioni artistiche del tempo, come la profondità e la prospettiva nelle immagini, raggiungendo livelli di assoluta eccellenza. L’allestimento. Il percorso espositivo si snoda dal pianterreno, al terzo piano della struttura. È scandito da pannelli, con le riproduzioni delle opere, è arricchito da installazioni multimediali immersive, video (ideati e prodotti da Mosaiko) ed effetti scenici, per offrire ai visitatori un’esperienza unica e coinvolgente. In particolare, alcune riprese accompagnano nel Monastero di Monte Oliveto Maggiore e permettono di capire, come i monaci benedettini olivetani trascorrono le giornate: un modo per immergersi nelle atmosfere, in cui le opere di fra’ Giovanni sono state pensate e realizzate. Un video si sofferma invece sull’arte della lavorazione del legno, attraverso quei gesti, che appartenevano al monaco-artista. La mostra raccoglie riproduzioni delle opere di fra’ Giovanni da Verona, provenienti da diverse città italiane e conservate in prestigiosi musei e luoghi di culto: Sant’Anna dei Lombardi (Napoli), Monastero di Monte Oliveto (Siena), Cattedrale di Siena, Cattedrale di Lodi. E, ovviamente, Verona, con Santa Maria in Organo, dove si trovano il coro e la sacrestia, che il Vasari descrive come “la più bella sagrestia che vi fusse in Italia”. Un punto di interesse è l’esposizione di una riproduzione della Pala Trivulzio di Andrea Mantegna, concessa dalla Pinacoteca del Museo Sforzesco di Milano, che originariamente faceva parte del coro ligneo realizzato per Santa Maria in Organo. Le fotografie. L’esposizione celebra il monaco benedettino olivetano, attraverso un coinvolgente percorso che unisce arte, spiritualità e tecnologia. Ad offrire una chiave visiva potente si aggiunge il corpus fotografico di Maurizio Marcato, fotografo di fama internazionale, che su commissione dell’Associazione Rivela documentò già nel 2016 il termine del restauro delle tarsie lignee della chiesa veronese. Quelle fotografie, protagoniste di una mostra allestita nel 2016 nella stessa chiesa, vengono ora riproposte in una nuova veste, assumendo un ruolo centrale: non solo come memoria di un importante intervento di conservazione, ma come strumento interpretativo e narrativo dell'opera dell'artista. Con uno sguardo che unisce rigore tecnico e sensibilità estetica, Marcato nei suoi scatti riesce a far emergere la tridimensionalità, i giochi prospettici, la potente simbologia e la forza spirituale delle tarsie lignee di fra’ Giovanni, valorizzando particolari minuziosi che spesso sfuggono all’occhio nudo. Le sue immagini sono disposte lungo il percorso della mostra come vere e proprie tavole di meditazione visiva, capaci di evocare l’interiorità dell’autore, la ricchezza formale delle opere e la profondità del suo messaggio artistico. L’artista. La biografia di fra’ Giovanni è lacunosa. La nascita, avvenuta nella famiglia di Marco de Tachis, è collocata fra il 1456 e il 1457. Come risulta dalle “Familiarum Tabulae” olivetane, nel 1475, a 19 anni, vestì l’abito del novizio nel monastero di San Giorgio a Ferrara e, il 25 marzo del 1476, fece la sua professione religiosa a Monte Oliveto Maggiore (Siena). Visse in diversi monasteri, come semplice monaco, sacerdote, priore e abate, sempre in fedele obbedienza al carisma della Congregazione olivetana. Pure, quando fu chiamato a servire Dio secondo la regola benedettina e le costituzioni olivetane, lavorando il legno. Tra il 1476 e il 1478 visse nel monastero di San Giorgio a Ferrara incontrando fra’ Sebastiano da Rovigno divenuto lì suo maestro di tarsia e di intaglio. Tra il 1489 e il 1490 fu inviato nel monastero olivetano di Sant’Elena in Isola di Venezia come “sculptor et presbiter”. Nel 1491, a Santa Maria in Organo, avviò la sua Scuola di tarsia e nel 1495 progettò il campanile della chiesa. L’obbedienza alla chiamata di papa Giulio II lo portò in Vaticano, nella Stanza della Segnatura, dove lavorava Raffaello per gli affreschi. Tutto il suo lavoro fu distrutto, probabilmente durante il sacco del 1527. Morì a Verona, il 25 febbraio 1525 e fu sepolto in Santa Maria in Organo. L’evento. E’ promosso in collaborazione con: Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Consorzio Lignum e Verona Minor Hierusalem. Media partner sono: Verona fedele, Città di Verona, Verona Network e L’Arena. Biglietti. La mostra evento “Tessere la Tua lode. Le opere lignee di fra’ Giovanni da Verona” è visitabile fino al 15 giugno, nei giorni: giovedì, dalle 15 alle 19; da venerdì a domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero. Visite guidate con prenotazione obbligatoria sul sito www.rivela.org o 375.5848188. Sino a qui, il comunicato ufficiale degli Organizzatori, da noi non toccato, anche, per non perdere particolari, assolutamente necessari, per bene comprendere l’alto contenuto dell’eccezionale esposizione. La quale, con ideatori e installatori, non solo merita massima lode, per il suo contenuto artistico, storico e culturale, ma, anche per il fatto che la stessa pone inevidenza, dando dovuta luce ad un fra’ Giovanni e a molte sue opere, che del tutto realizzate in Verona, sono, purtroppo, sicuramente sconosciute. Tali straordinarie opere – non vogliamo sottovalutare, ovviamente e assolutamente, le numerose altre, custodite in altre città italiane, nelle quali il viaggiatare-artista fra’ Giovanni operò – le ospita e le custodisce, come nel comunicato, di cui sopra, cennato, la Chiesa di Santa Maria in Organo, ubicata in Piazza Isolo, Verona, che, naturalmente, cui è dovuta un’attenta visita. L’esposizione e gli Organizzatori meritano, dunque, il nostro ringraziamento, avendo essi aperto le porte alla migliore, approfondita conoscenza di un inimitabile Artista, veronese, e ai suoi imponenti lavori. Che, crediamo, secoli più tardi, siano stati motivo di imitazione, in legno, per altri autori, come, per esempio, nella Basilica di Santa Anastasia, nella quale, il domenicano coro, pur in tono minore, presenta intarsi, la cui ideazione può derivare dall’imitazione delle opere di fra’ Giovanni. Fra, esse, pure in legno, come in un lavoro di fra’ Giovanni, domina un cardellino – Carduelis elegans – in gabbietta, ritratto con tanto di corretta forma e di splendidi colori… Ad accompagnare l’appassionato e il visitatore della mostra, vi è un elegante catalogo – copertina lavabile, riproducente un’opera lignea esposta, trentasei fotografie del materiale esposto, 65 pp. – curato dall’Associazione Rivela, Edizioni Facile Aiuto srl, catalogo, che porta il titolo: Tessere la Tua lode. Le opere lignee fi fra’ Giovanni da Verona, in Santa Maria in Organo. L’elegante catalogo si divide nei seguenti capitoli: Introduzione; Fra’ Giovanni da Verona, ora et labora, sculptor et presbiter; L’Ordine benedettino olivetano, l’origine di uno sguardo; Siate conche e non canali: Tutto lo scopo di un monaco e la perfezione del cuore consistono, in una perseveranza nella preghiera; La città di fra’ Giovanni: Magna Verona vale; Preghiere di legno: uno sguardo, che dà unità ai frammenti; I viaggi di fra’ Giovanni; La Chiesa di Santa Maria in Organo: fra’ Giovanni, al lavoro, nella sua chiesa; il Candelabro (1491) e il Leggio (1500); Il Coro (1494-1499): nella liturgia si abbraccia il mondo intero; La Sacrestia (1519-1523); Le immagini e Il restauro degli affreschi. Da notare, in fine: la visita alla mostra, sopra descritta, permette anche una visione dettagliata alla grande struttura ospitante l’esposizione – oggi, amministrata dall’Uni di Verona – ossia, al Silos di Levante, che, di costruzione austriaca, terminata nel 1865, ed attualmente appena restaurato, avrebbe dovuto servire da immagazzinamento e, quindi, da fornitura di cereali, per la preparazione di pane, per la truppa austro-ungarica, presente in Verona, pane, che veniva sfornato, in un apposito stabile, situato nelle vigilanze del silos stesso. Grande idea, grande Arte e grande storia, in mostra, e grande fonte di cultura…! Nella foto: il Coro in Santa Maria in Organo, Verona, opera di fra’ Giovanni da Verona (1494-1499).
Pierantonio Braggio

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