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| Gioved 12 Febbraio 2026 |
Oliveto Smart, a Fieragricola 2026, tra innovazione e clima, le sfide dell’olivicoltura. Due incontri con esperti del settore
“Verona, 12 febbraio 2026 - A Fieragricola 2026 l’olivicoltura ha ragionato sul suo futuro partendo dalle criticità del presente attraverso due appuntamenti promossi dal progetto Oliveto Smart, finanziato dal Csr 2023-2027 della Regione Veneto a beneficio di Edizioni L’Informatore Agrario, capofila, Università di Padova, Aipo (Associazione interregionale produttori olivicoli) e CODIVE Verona (Consorzio difesa Verona). I workshop hanno acceso il dibattito su come tecnologia, ricerca scientifica e nuove strategie agronomiche possano offrire risposte concrete alle sfide, poste dal cambiamento climatico e dalla crescente esigenza di sostenibilità e competitività delle imprese olivicole. Davide Ronca, presidente di CODIVE Verona sottolinea «CODIVE crede molto in questo progetto per rendere più resilienti e competitive le imprese agricole nel settore dell’olivicoltura, particolarmente sensibile alle variazioni climatiche. Per la tutela del reddito aziendale, oltre che attraverso gli abituali strumenti di gestione del rischio, come le assicurazioni e i fondi mutualistici, è necessario studiare e sviluppare sistemi più ottimali e collaborazioni per coltivazioni, che devono essere compatibili con il nuovo contesto climatico». Nel corso del primo incontro, svoltosi mercoledì 4 febbraio, Enzo Gambin, direttore di Aipo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle agrotecniche e delle soluzioni tecnologiche avanzate come leva strategica per migliorare rese e qualità dell’olivo. Il workshop ha messo al centro una visione moderna della gestione dell’oliveto, nella quale pratiche agronomiche evolute, corretta potatura, irrigazione di precisione e strumenti digitali diventano elementi chiave per ottimizzare la produzione e valorizzare la qualità dell’olio, senza perdere di vista sostenibilità ambientale e tenuta economica delle aziende. Un approccio integrato che punta a rendere l’olivicoltura più efficiente e competitiva in un contesto produttivo sempre più complesso. Il secondo appuntamento di sabato 7 febbraio ha spostato il focus sugli effetti del clima che cambia. Silviero Pachioli, agronomo e fitopatologo, ha affrontato il tema della fisiologia e dello stato fitosanitario dell’olivo nel nuovo scenario climatico, sottolineando come le condizioni estreme registrate negli ultimi anni siano direttamente responsabili dei cali di resa e di qualità osservati in diversi areali olivicoli italiani. Gli stress climatici incidono sui processi fisiologici della pianta lungo tutto il ciclo produttivo, dalla differenziazione delle gemme alla fioritura, dall’allegagione fino alla crescita delle drupe, e si riflettono anche sul piano biochimico, con risposte differenti a seconda delle cultivar. A questi aspetti si aggiunge l’impatto del clima sulle principali avversità dell’olivo, a partire dalla mosca, che rende necessario ripensare e adattare le strategie di difesa fitosanitaria al nuovo contesto ambientale. Ad arricchire entrambi i workshop è stato il contributo dei ricercatori dell’Università di Padova, Paolo Tarolli, Giulia Zuecco e Aurora Ghirardelli, che hanno illustrato obiettivi e contenuti del progetto Oliveto Smart. Il progetto si propone di studiare in modo sistematico gli effetti del cambiamento climatico e dell’aumento degli eventi estremi sull’olivicoltura, puntando su sistemi di monitoraggio avanzati, sensoristica di campo e da remoto e strumenti digitali in grado di supportare le decisioni agronomiche. Particolare attenzione è dedicata alla gestione della risorsa idrica, del suolo e della biodiversità dell’agroecosistema oliveto, con l’obiettivo di aumentare la resilienza delle aziende e garantire produzioni di qualità anche in condizioni climatiche sempre più instabili. I due appuntamenti di Fieragricola 2026 hanno così confermato Oliveto, come un progetto capace di fare da ponte tra ricerca e pratica agricola, offrendo agli olivicoltori strumenti concreti, per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro più sostenibile per l’olivicoltura italiana". Non resta che ricercare, studiare e applicare le tecniche più innovative, per preservare la pianta da malanni, sempre numerosi, onde dare forza alla stessa, per l’ottimizzazione della produzione.
Pierantonio Braggio

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