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Il Monte Baldo tra natura e futuro: a Caprino Veronese si conclude SC.RI.G.N.O., tre anni di investimento sul patrimonio naturalistico baldense
Oltre 4.000 persone coinvolte, più di 800 giovani under 30, 200 ore di formazione: i numeri di un progetto che ha puntato sulle risorse naturali del Monte Baldo per costruire nuove opportunità economiche e sociali.
Si è tenuto questa mattina nella Sala Consiliare di Villa Carlotti a Caprino Veronese il momento conclusivo di restituzione del progetto SC.RI.G.N.O. (SCommettere sulle RIsorse naturali per Generare Nuove Opportunità ), finanziato dal bando HABITAT 2022 di Fondazione Cariverona con un budget complessivo di 350.000 euro: tre anni di lavoro tra enti, associazioni di categoria e imprese del territorio del Monte Baldo, capitanati dalla capofila, la cooperativa sociale Il Ponte. L’incontro, intitolato Il Monte Baldo tra natura e futuro, ha riunito nella sala consiliare di Villa Carlotti operatori locali, amministratori e semplici cittadini in una mattinata di restituzione pubblica dei risultati raggiunti e di riflessione aperta sulle prospettive del territorio.
I saluti istituzionali
Ad aprire la mattinata è stata Erica Vianini, vicesindaca di Caprino Veronese, che ha portato i saluti del sindaco Giuseppe Armani e dell’assessore alle politiche montane Alberto Martinelli. Il consigliere Enrico Gentili ha accolto con soddisfazione i risultati raggiunti dal progetto, sottolineando in particolare il valore della collaborazione costruita attorno all’iniziativa: «Guardiamo con grande fiducia alle prospettive future: il fatto che si sia riusciti a creare una rete tra realtà e competenze diverse rappresenta un risultato strategico e un segnale concreto di crescita per il territorio».
Ha preso poi la parola Stefano Bertoldi, presidente della cooperativa Il Ponte, affiancato da Maria Luisa Costantino, già presidente della stessa, la quale ha ricordato il percorso che ha portato la cooperativa alla gestione del Rifugio Novezzina e dell’Orto Botanico del Monte Baldo. «Abbiamo voluto portare questi luoghi all’interno delle nostre attività didattiche perché crediamo che l’outdoor education sia uno strumento pedagogico straordinario», ha spiegato. «Siamo stati affiancati da botanici e naturalisti, sia nella gestione dell’Orto che nella sua manutenzione». Un risultato particolarmente significativo è il nuovo Museo della Biodiversità , intitolato a Francesco Calzolari, il botanico veronese del XVI secolo che per primo studiò la flora del Monte Baldo, allestito come spazio interattivo e sensoriale, adatto alle didattiche più moderne.
Bruni (Il Ponte): «Il risultato più importante non è stato realizzare attività , ma attivare connessioni»
Ad aprire i lavori è stata Petra Bruni della cooperativa sociale Il Ponte, capofila del progetto, che ha ripercorso il cammino di SC.RI.G.N.O. dalle sue premesse fino ai risultati.
«A Verona tutti conoscono il Monte Baldo», ha esordito Bruni. «Ma pochi conoscono davvero il patrimonio naturalistico e di biodiversità che custodisce». Da questa consapevolezza, «e da un territorio che sconta rischio spopolamento, frammentazione delle risorse e difficoltà a fare impresa», è nato SC.RI.G.N.O. come un «progetto ecosistema»: un insieme di attori e azioni connessi tra loro, con l’intento di ripensare i luoghi, coinvolgere comunità e giovani, sostenere le imprese e costruire reti.
I numeri finali parlano chiaro: oltre 4.000 persone coinvolte, più di 800 giovani under 30, 200 ore di formazione erogate e 250 persone formate. Ma sono i risultati qualitativi quelli che Bruni ha messo al centro: la Summer School di artigianato digitale ha generato «una contaminazione e una partecipazione oltre le aspettative» l’evento ScopriBaldo, il format esperienziale curato dall'Associazione Marchio del Baldo, ha dimostrato come sia possibile «ripensare un evento, ristrutturando le modalità con cui il territorio viene raccontato». Il filo conduttore di tutto è stata una parola d’ordine: collaborazione: «Fare rete, dentro e fuori il partenariato, per moltiplicare le opportunità ».
«Il risultato più importante», ha concluso Bruni, «non è stato realizzare attività , ma attivare connessioni: tra giovani, territorio, imprese, enti e risorse». A bilancio: luoghi riqualificati, nuove collaborazioni, reti territoriali rafforzate e una maggiore consapevolezza diffusa sul valore della biodiversità locale. Ma anche questioni aperte che rimangono ancora sul piatto: come sostenere chi vive e lavora sul territorio? Come tenere insieme tutela e sviluppo? Quali opportunità «interne» siamo in grado di generare?
Braga (t2i): due modelli a confronto, e il turismo come componente strutturale
Una lettura quantitativa del sistema imprenditoriale è arrivata da Marco Braga di t2i – trasferimento tecnologico e innovazione, ente del sistema camerale, che ha presentato un’analisi elaborata su dati InfoCamere intitolata Stato di Salute del Sistema Imprenditoriale 2025: Verona e Trento.
I dati di apertura sono eloquenti: la provincia di Verona conta 89.805 imprese registrate, di cui 81.874 attive, con un tasso di operatività «eccezionalmente alto» che evidenzia «radici economiche solide nonostante le incertezze congiunturali». Trento ne conta 51.023 registrate e 46.826 attive, con un saldo demografico positivo. Ma i due sistemi, pur robusti entrambi, funzionano secondo logiche diverse. Il modello veronese è «ampio, dinamico e in trasformazione»: un’economia aperta e pluralista, con forte terziarizzazione (29.412 imprese nei servizi, specializzazione turistica nell’area del Garda) ma esposta a volatilità e frammentazione. Quello trentino è «compatto, stabile e radicato»: un ecosistema coeso dove l’artigianato e il primario — con 11.500 imprese agricole — funzionano da presidio socio-ambientale, con altissima capacità di assorbire gli shock.
Sul piano del «metabolismo demografico», Braga ha evidenziato come le chiusure veronesi (6.846 cessazioni contro 5.299 iscrizioni) derivino da «decisioni economiche effettive», segnalando una fase di ristrutturazione, non di crisi. A Trento invece si registra un saldo positivo (2.628 iscrizioni, 2.345 cessazioni), conferma di un modello orientato alla stabilità di lungo periodo.
Braga ha poi affrontato un focus sul turismo come componente strutturale dell’economia locale. Verona ha raggiunto nel 2025 quasi 6 milioni di arrivi (5.986.018) e quasi 20 milioni di presenze (19.903.538): numeri «massivi che confermano un ecosistema in piena maturità ». Trento supera i 5 milioni di arrivi e i 20 milioni di presenze, con una crescita delle permanenze medie del 3,2%, segnale di una qualità dell’esperienza turistica crescente.
Il punto critico, ha sottolineato Braga, è che entrambi i sistemi hanno raggiunto la fase della maturità : «L’obiettivo principale non è più l’aumento dei volumi, ma la qualificazione della domanda. Non crescere in volume, ma crescere in valore per visitatore, e soprattutto redistribuire quel valore nello spazio, sottraendo pressione alle aree lacustri sature e portando flussi nell'entroterra che oggi resta ai margini.
Per il Monte Baldo, questo cambio di paradigma è un'opportunità strutturale. La polarizzazione turistica sul Garda lascia l'entroterra baldense in un ruolo subno non perché sia meno attrattivo, ma perché manca di un sistema di promozione e coordinamento capace di intercettare quella domanda matura che cerca esperienze, non solo viste sul lago. «La sfida», ha concluso, «richiede tre imperativi strategici: rafforzare l’inclusione di giovani e donne imprenditrici, accompagnare la transizione settoriale verso la sostenibilità , e fornire strumenti di innovazione e governance per difendere le micro e piccole imprese dalla pressione di mercato».
Proto (e Montana del Baldo Garda): nuovo popolamento montano e legge per la montagna
Ha portato la voce istituzionale Maria Proto dell'e Montana del Baldo Garda, l'ente intercomunale che amministra circa 27.100 abitanti su nove comuni e che svolge un ruolo fondamentale di coordinamento delle politiche di sviluppo sostenibile del territorio.
Una notizia inattesa ha aperto il suo intervento: nel 2025, «per la prima volta, è risultato in positivo il saldo degli abitanti della montagna». Si tratta di un «nuovo popolamento montano» che però, ha precisato Proto, «ha bisogno di strategie comuni tra gli enti locali» per consolidarsi, attraverso azioni di tutela e sviluppo sostenibile basate sulla gestione del capitale naturale, la rigenerazione del verde e la creazione di comunità energetiche (CER).
«Il Monte Baldo non è solo una meta turistica o un panorama: è un ecosistema che richiede una governance attenta, capace di coniugare tutela e sviluppo», ha detto Proto. «Le comunità locali hanno bisogno di strumenti concreti». In questo senso, progetti come SC.RI.G.N.O. hanno un valore che va oltre le singole attività realizzate: «La collaborazione tra pubblico e privato non è uno slogan, è una necessità ».
Il quadro normativo, in questo senso, offre strumenti nuovi ma non senza contraddizioni. La Legge per la Montagna n. 1312025 introduce finalmente un sistema strutturato di riconoscimento e incentivazione delle zone montane — sanità , scuole, imprese, smart working, ripopolamento — che risponde a una lacuna cronica nelle politiche di coesione territoriale. Eppure la sua applicazione pratica ha già generato una frattura: dalla classificazione «montano» prevista dal testo sono stati esclusi 24 comuni della provincia veronese, tra cui Costermano, Rivoli Veronese e Torri del Benaco, comuni che per morfologia, economia e bisogni di presidio sociale avrebbero titolo a rientrarvi. Diversi hanno già presentato ricorso. «Una legge pensata per ridurre le marginalità », ha osservato Proto con tono misurato, «non può iniziare escludendo i territori marginali».
Le prospettive dell'e nei prossimi anni passano attraverso la costruzione di un modello di governance più coordinato: rafforzare il ruolo di facilitatore tra pubblico e privato, sviluppare nuovi accordi di sussidiarietà , accompagnare la nascita di una struttura stabile di promozione del territorio come evoluzione naturale di un processo partecipativo già avviato.
Lorenzi (Marchio del Baldo): l’agenzia di promozione per il turismo sostenibile come impresa sociale di comunitÃ
A chiudere il ciclo degli interventi è stata Natascia Lorenzi, presidente dell’Associazione Marchio del Baldo, nata nel 2015 e oggi composta da più di 50 realtà — produttori, strutture ricettive, associazioni sportive e culturali — licenziatarie del Marchio Baldo, istituito nel 2007.
Lorenzi ha ripercorso il cammino dell’Associazione con una frase che ne sintetizza l’identità : «Ognuno di noi si sente figlio e genitore del nostro pezzetto di Monte Baldo». Non è retorica identitaria: è la descrizione di un patto generazionale con il territorio, che implica responsabilità verso chi viene dopo quanto verso chi è venuto prima. Da questo presupposto nasce il bisogno di interloquire con le politiche di sviluppo per intercettare risorse esterne e redistribuirle in forma di servizi, infrastrutture e opportunità per chi vive nel territorio.
Oggi l’orizzonte è costruire una agenzia di promozione per il turismo sostenibile, strutturata come impresa sociale di comunità . «Un’iniziativa imprenditoriale sostenibile che opera in logica non lucrativa», ha spiegato Lorenzi, «garantendo che eventuali utili vengano reinvestiti nelle finalità e nel territorio». L’agenzia nascerebbe come polo di coordinamento di un’offerta esperienziale completa – ambientalistica, culturale, enogastronomica, sportiva, religiosa – coinvolgendo attivamente abitanti, operatori economici e realtà culturali nella governance e nelle decisioni strategiche.
Concretamente, l’Agenzia si propone di sviluppare un catalogo di pacchetti turistico-esperienziali destagionalizzati, articolati su più giorni, a basso impatto ambientale e costruiti in modo pluritematico, «pensati per visitatori consapevoli, non per il turismo mordi e fuggi». Ogni proposta sarà valutata attraverso una matrice di sostenibilità condivisa tra gli operatori, secondo cinque dimensioni: ambientale, sociale, economica, culturale e istituzionale. A questo si aggiungono il coordinamento e la formazione degli operatori locali, la promozione permanente e la gestione dei flussi.
I benefici attesi per il territorio sono molteplici: ridurre i picchi di overtourism, valorizzare beni pubblici sottoutilizzati, facilitare nuove iniziative imprenditoriali per i giovani e costruire un’identità di territorio «autonoma, non ancillare rispetto ad altre aree». «L’Agenzia», ha concluso Lorenzi, «diventa uno strumento operativo per intercettare risorse e attivare progettualità condivise, in sinergia con le politiche di sviluppo locale. Sostenere questo processo significa dare attuazione concreta alla missione dell’e Montana: un territorio coeso, attrattivo e sostenibile».
Il confronto aperto: verso una governance stabile per il Baldo
La mattinata si è conclusa con un confronto aperto sulla tematica della valorizzazione del patrimonio naturalistico, auspicando che questa possa generare sviluppo socioeconomico, senza compromettere il territorio, consacrando quindi il Monte Baldo come un modello di sviluppo in cui la qualità naturalistica sia il motore della crescita territoriale. La sfida ora è consolidare le connessioni attivate, trasformandole in strutture stabili di governance del territorio.
In chiusura, un buffet di prodotti del Monte Baldo curato dagli associati al Marchio del Baldo si è dimostrato per tutti i partecipanti un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo.
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SC.RI.G.N.O. è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariverona nell’ambito del bando HABITAT 2022. Partner di progetto: Il Ponte Società Cooperativa Sociale (capofila), Comune di Ferrara di Monte Baldo, e Montana del Baldo Garda, t2i trasferimento tecnologico e innovazione, Fondazione Edulife, Verona Fablab, Associazione Marchio del Baldo, Associazione Monte Baldo Patrimonio dell’Umanità . L’evento si è svolto con il patrocinio del Comune di Caprino Veronese.
Michele Tacchella

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