Gioved 2 Luglio 2026    

Opere | Testate | Redazione | Contatti
 HOME | Photogallery | VideoGallery | Segnalati da voi | I più visti
2026-07-02 CODIVE. Maltempo ieri nell’Est e nella Bassa Veronese: grandine e vento danneggiano diverse colture e impianti produttivi 2026-07-02 ARRIVA IL CASTELLO, UN NUOVO GIOCO AL PARCO SAN GIACOMO 2026-07-02 BOSCAINI (FI): “LA MAFIA SI COMBATTE ANCHE OFFRENDO MODELLI CULTURALI E SOCIALI NATIVI A CHI RISCHIA DI CADERE NELLA RETE CRIMINALE” 2026-07-02 VERONA PIONIERA NELL’EDUCAZIONE A SCUOLA SUL PRIMO SOCCORSO: OLTRE 21 MILA STUDENTI FORMATI GRAZIE AL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE FAMIGLIA RANA 2026-07-02 MERCATO DUE RUOTE, ANCMA: IL PRIMO SEMESTRE CHIUDE A +13,2%, INCIDE LA FORTE SPINTA DEGLI SCOOTER 2026-07-02 ESTATE TEATRALE VERONESE EDIZIONE 78 2026-07-02 The Bedrock: a Marmomac, la pietra naturale si confronta con il presente, attraverso quattro mostre firmate da Joseph Grima, Davide Fabio Colaci, Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara, che ne interpretano le possibilità tra ricerca progettuale, tecnolog 2026-07-02 Gruppo Markas - Italia, Austria, Germania: il fatturato 2025 segna un +10%. Nuova organizzazione aziendale, con Evelyn Kirchmaier, che assume il ruolo di CEO, Christoph Kasslatter, che ricopre quello di Chairman, mentre Claudia Flaim e Davide Calderaro, v 2026-07-01 A Bardolino, Verona, la "Notte gialla 2026": eccellenze a km zero, gastronomia e grande musica, con le aziende di campagna amica. Anche quest’anno, Coldiretti celebra l’estate con buon cibo, sostegno al territorio e divertimento. 2026-07-01 ESTATE TEATRALE VERONESE EDIZIONE 78 2026-07-01 “SKIN CARE, VOGLIO UNA PELLE SPLENDIDA”, TORNA AI FILIPPINI IL BRIDGE FILM FESTIVAL 2026-07-01 PARCO DELLA PROVIANDA: TORNA LA FESTA DI SANTA TOSCANA 2026-07-01 Esercito: al Comfoter, il controllo dell’operazione “strade sicure”. Un dispositivo di 6.800 militari dislocati, in 58 provincie a presidio di circa 1.000 aree sensibili 2026-07-01 MARKAS, CRESCE IN ITALIA E IN EUROPA 2026-07-01 THE BEDROCK: A MARMOMAC QUATTRO VISIONI SUL FUTURO DELLA PIETRA NATURALE
ADIGE TV: Home Ricerca  
sul sito su
Verona
Vicenza
Venezia
Rovigo
Treviso
Padova
Udine
Cult
Pordenone
In Piazza
Trieste
Cagliari
Obiettivo Territorio

Estero
Budapest


















Gioved 16 Settembre 2010
Il sindaco «La Lega non c'entra.

Ma che cosa mi combina, signor sindaco? Dopo tutto il can-can che ha combinato ad Adro, il suo paese dove ha costruito la nuova, bella, moderna scuola griffata Lega - almeno così dicono i suoi critici - m'iscrive il figlio alla scuola privata proprio lì vicino? Danilo Oscar Lancini, nato a Rovato (Brescia) il 15 ottobre 1965, eletto il 7 giugno 2009, Imprenditore Titolare - come recita il sito dei Comuni italiani -, licenza di scuola media inferiore, non perde la pazienza: «Sì. Proprio in fronte alla scuola pubblica. Io ho frequentato quella scuola lì. Mi son trovato bene. Mi sembra migliore di quella pubblica. Attenzione: è un discorso generale, nazionale, non un paragone tra la pubblica di Adro e la privata di Adro, sia ben chiaro, sennò mi scoppia un altro caos. Faccio un sacrificio. Mi costa non poco. Penso che sia una scelta giusta. Ok?».

Ok. Perdoni la divagazione e veniamo al dunque. Ha da poco inaugurato una scuola con il simbolo della Lega dappertutto: tappetino all'ingresso, cartelli appesi persino in giardino, banchi e sedie, cestini eccetera...
«Fermo! Quello non è un simbolo leghista, è il simbolo del Sole delle Alpi che è sempre stato un simbolo di Adro. È un simbolo di gioia e di allegria, legittimato dalla storia e dalla cultura del paese, che è sempre comparso sulle proprietà pubbliche. La gente che camminava per queste strade nel 1.600 già lo vedeva inciso qua e là. Che cosa c'entra se vent'anni fa ha cominciato a rappresentare anche un movimento politico? Non è mica una svastica!».

Ammetterà che il sospetto c'è: se lei fosse un sindaco democristiano o comunista vabbé, ma qui si pensa che lei tradisca la sua appartenenza politica.
«Mi rendo conto, il sospetto ci sta, ma è ingiusto. Io ho pensato ai nostri predecessori, alle nostre tradizioni. Con il gioco dei sospetti anche la Rosa Camuna, simbolo della Regione Lombardia, è sospettabile di chissà quali complicità politiche».

E che diavolo c'entra intitolare la scuola a Gianfranco Miglio?
«È una decisione dell'amministrazione comunale, mica è stato solo l'ideologo della Lega; è stato democristiano, intellettuale, professore, scienziato della politica».

Un altro sospetto: il giorno dell'inaugurazione della scuola sul pennone sventolava il gonfalone di Adro e non il tricolore.
«Ieri mattina sono andato io, personalmente, a togliere il gonfalone e a rimettere la bandiera italiana. Era solo per l'inaugurazione, un omaggio al paese. Non un affronto al tricolore che per me è simbolo della Patria e di tanta gente che è morta per la Patria».

Pentito?
«No, disgustato dalle strumentalizzazioni politiche. Hanno tentato di usare questa piccola, bella vicenda del mio paese per dividere Lega Nord e Pdl. Non ci sono riusciti. Le bugie hanno le gambe corte. La Gelmini ha capito e per Bossi non mi risulta sia mai stato un problema. Qui abbiamo un detto: Lavorare per la Chiesa di Adro. Vuol dire che c'abbiamo messo anni, decenni, secoli dando tutti un contributo a quello che serve al paese. Anche stavolta: 300 mila euro per gli arredi...».
Con il simbolo...

«Sono arrivati da una sottoscrizione dei cittadini. E del simbolo abbiamo già parlato».
Alle critiche, in una trasmissione di Radio 24, si è aggiunto un giudizio, diciamo, morale...
«Diciamo pure che mi hanno accusato di dire c...ate e di essere una testa di c.... Dov'è il dialogo? Li querelo».

Ma è vero che lei non è in regola con i pagamenti dell'Ici?
«Non c'è un documento. Anzi, ci sono i documenti che provano il contrario. E querelo anche quelli che dicono così».

In tutta questa vicenda che cosa si rimprovera?
«Di essere costretto a perdere un sacco di tempo in tv, e anche in questo momento, per dover spiegare la mie ragioni quando ho la gente che viene nel mio ufficio di sindaco e mi chiede aiuto: perché hanno perso il lavoro, sono ancora giovani e non hanno i soldi per pagare le bollette».

I ragazzini, con tutti quei simboli attorno, si domanderanno...
«In classe tocca agli insegnanti, non ai simboli dire le cose giuste».

C'è un altro simbolo, diciamo più riconosciuto, in tutte le aule: il crocefisso. Perché è avvitato alla parete?
«Nella scuola vecchia ne erano spariti una cinquantina, altri venivano spostati dietro la carta geografica. Non credo si possa eccepire niente rispetto alla loro presenza o vogliamo dire che possono offendere qualche sensibilità? Non scherziamo. In certi posti i cristiani li bruciano...».





Commenti
Nome
Email
Commento
Altre notizie di
Sesso orale e tumore della bocca Esiste un collegamento
Le torture dei soldati indonesiani agli indigeni della Papua Video 1-2
Annozero, Gasparri contro Ghedini «Colpito da sindrome di Stoccolma»
L'ossessione del nemico
A dieta ferrea per mesi, muore 36enne
Cancro al polmone, italiane incoscienti Solo tre su cento si sentono a rischio
Bloccato oleodotto aeroporto di Parigi
«Faccio la cavia umana per 600 euro»
Marchionne: «Volkswagen
Il caso Dandini e l'identità di Raitre
Scontro di opinioni da Lilli Gruber
«Mi sono fermato per motivi umanitari»
Il Papa: «Gli inglesi si opposero al nazismo, ora non cedano al laicismo»
Fiat, via libera alla scissione
Afghanistan: incriminati 5 soldati Usa, uccidevano civili per divertimento
LA RIVISTA

VIDEO NEWS

SEGNALATI DA VOI
Pearl Jam - Arena, Verona 16.9.2006
Inviato da:
Guarda tutti

  La redazione La tua pubblicità Contatti Mission Legal
  Login
  Log In / Sign Up