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| Sabato 25 Gennaio 2025 |
GIORNO DELLA MEMORIA 2025. ALL’EX CAMPO DI INTERNAMENTO DI MONTORIO LA CERIMONIA COMMEMORATIVA
Deposizione di rose bianche sotto l’albero di ulivo piantato lo scorso anno per dare memoria dei nove bambini e bambine che sono passato dall’ex campo di internamento. I loro nomi ed età elencati dagli studenti e dalle studentesse della 3D della scuola secondaria di Primo grado Luigi Simeoni di Montorio, che hanno recitato anche alcune poesie e frasi.
Ascoltata la testimonianza del superstite Leone Fiorentino, che transitò da Montorio prima di essere deportato ad Auschwitz a soli 18 anni.
Renata Pavoncello e Cesira Sed entrambe di un anno, Carlo Sabatello 11 anni, Leda Piazza Sed 3 anni e Consola Piazza Sed 5 anni, Ester Calò 15 anni, Alvaro Coen 7 anni e Graziella Coen 15 anni, Bruno Settimio Mieli 17 anni. Sono i nove minorenni transitati per l’ex campo di internamento di Montorio. Di loro si salveranno solo Ester Calò detta Persichella e Graziella Coen che ha fatto il viaggio di ritorno da Auschwitz con Liliana Segre.
A loro memoria, all’ex Campo di internamento di Montorio, in via del Vegron 5, sono state deposte oggi, sotto l’albero di ulivo piantato lo scorso anno, nove rose bianche da parte degli studenti e dalle studentesse della 3D della scuola secondaria di Primo grado Luigi Simeoni di Montorio. Un momento toccante, che ha dato avvio questa mattina all’’ampio programma realizzato per la commemorazione del Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio.
L’ex Campo è attualmente gestito dalle associazioni Figli della Shoah e Montorioveronese.it, che hanno pulito e riordinato il luogo della Memoria e che, grazie ad un Patto di sussidiarietà siglato con il Comune, promuovono visite gratuite per far conoscere la tragica storia del luogo.
Il sito, più di ottant’anni fa venne utilizzato come Campo di internamento e come luogo di detenzione di prigionieri politici e per i parenti dei renitenti alla leva. Grazie agli studi e alle ricerche fatte, risultano essere passati 57 ebrei di Roma, che facevano parte di un gruppo da 65, catturati ad inizio febbraio 1944, trasferiti a Verona in località Ponte Cittadella per poi arrivare a Montorio. Tra loro c’erano appunto nove minorenni.
Tra le storie riguardanti i detenuti politici vanno sottolineati Matilde Lenotti, che è stata presidente onorario dell’Anpi di Verona, e Concetta Fiorio, moglie di Emilio Moretto e il padre di Lorenzo Fava. Moretto e Fava fecero parte del Gruppo di Azione Patriottica GAP che organizzò l’assalto al carcere degli Scalzi il 17 luglio 1944.
Durante la cerimonia, oltre alla deposizione delle rose bianche, gli studenti e le studentesse della 3D della scuola secondaria di Primo grado Luigi Simeoni di Montorio hanno emozionato i presenti recitando individualmente i versi di alcune poesie e scritti.
In seguito è stata fatta ascoltare una testimonianza di Leone Fiorentino, nato a Roma nel 1923, una delle tante vittime delle leggi razziali del 1938. Venne arrestato prima dai fascisti e poi inviato nel campo di raccolta di Verona da dove partì a soli 18 anni per Auschwitz.
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“Questo campo è un luogo di memoria, che ci riconduce agli eventi tragici della deportazione razziale ma anche politica e militare, di cui anche Verona è stata protagonista – ha sottolineato l’assessore Jacopo buffolo –. Oggi è fruibile esternamente grazie al lavoro di recupero realizzato dall’associazioni Figli della Shoah e MontorioVeronese.it. Fa riflettere come la nostra città è stata luogo di transito per le deportazioni e le torture che questo luogo testimonia. La Memoria ci invita a riflettere sull'azione che ognuno di noi può scegliere di compiere, per non restare indifferente, per fare la differenza ed agire con maggiore consapevolezza ogni volta che vediamo il perpetrarsi di violenze, discriminazioni e ingiustizie”.

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